Lun. Apr 15th, 2024

 

La scorsa settimana, il 17 gennaio, Giorgia Meloni e Ursula Von der Leyen si sono incontrate in Emilia Romagna. Se alcuni retroscena parlano già di un “patto della piadina” grazie al quale l’attuale maggioranza di centrosinistra al Parlamento Europeo potrebbe godere di un appoggio esterno del drappello di parlamentari italiani di Fdi, considerati da chi governa attualmente la Ue tra i meno “impresentabili” tra i movimenti aderenti ai gruppi dei Conservatori Europei e di Identità e Democrazia, non è mancata la consueta passerella, tanto simbolica quanto inutile, della premier italiana e di Von Der Leyen sui luoghi interessati dall’alluvione di Maggio scorso. A Forlì è stato firmato un accordo che prevede l’arrivo di 687 milioni di euro alla Regione Emilia-Romagna, alla presenza, oltre che di Meloni e Von Der Leyen, anche del presidente della Regione Bonaccini e del Generale Figliuolo, passato come se nulla fosse da un’emergenza all’altra, dalla campagna vaccinale “casa per casa” all’emergenza alluvionale.

Galeazzo Bignami

In Piazza Aurelio Saffi i firmatari dell’accordo sono stati apertamente contestati da alcuni comitati di cittadini delle zone alluvionate, che hanno accusato i rappresentanti delle istituzioni di fare appunto un’inutile “passerella”. D’altra parte, uscito il tema dall’attenzione mediatica non abbiamo saputo più nulla delle zone dalle quali per qualche settimana ci arrivava ogni giorno il bollettino sul livello dell’acqua, come il ravennate e il comune di Conselice. Di certo la linea ferroviaria Faenza- Firenze è stata interrotta per mesi dopo il ritorno della praticabilità per motivi burocratici.

La notizia più interessante, però, è che a quanto si apprende da un comunicato dell’Associazione Nazionale Funzionari di Polizia a firma di Mario Letizia, il sottosegretario Galeazzo Bignami avrebbe richiesto in maniera plateale alle forze dell’ordine presenti di non consentire la presenza di contestatori nei pressi della sede dell’incontro.

Ieri il comunicato, che riportiamo qua integralmente

Mercoledì scorso in occasione dell’incontro tra la Presidente della Commissione Europea, la Presidente del Consiglio dei ministri, il Presidente della Regione Emilia-Romagna, ed il Commissario Straordinario per l’alluvione in Emilia-Romagna presso il Comune di Forlì, si è tenuta una pacifica manifestazioni dei comitati degli alluvionati nei pressi dello stesso Comune.

Al riguardo, il Sottosegretario di Stato alle Infrastrutture ed ai Trasporti Galeazzo Bignami, poco prima che arrivassero le personalità ha platealmente protestato con il dirigente del servizio di ordine pubblico perché, a suo dire, si consentiva a dei facinorosi di manifestare vicino al palazzo del Comune, accusando d’incompetenza i responsabili dell’ordine pubblico.  Tale comportamento solleva questioni importanti che riguardano il diritto alla libera espressione, la partecipazione civica e la responsabilità dell’ordine pubblico.

La libertà di manifestare pacificamente è un diritto fondamentale nelle democrazie moderne e rappresenta un pilastro cruciale per la partecipazione civica. Le azioni e le opinioni del sottosegretario potrebbero apparire e/o essere interpretate come un tentativo di limitare questo diritto fondamentale, soprattutto considerando la natura pacifica della manifestazione e l’importanza pubblica degli alluvionati. Va, altresì, evidenziato che in base alla normativa vigente la sicurezza non deve essere intesa come una limitazione delle libertà, ma come un mezzo per proteggerle. Tanto che la funzione principale dell’Autorità Tecnica di Pubblica Sicurezza, il Questore, e dei Funzionari di Polizia è quella di vigilare affinché le libertà e i diritti dei cittadini siano esercitati in modo che non arrechino danno agli altri individui, alla collettività ed alle istituzioni dello Stato. In questo contesto, la dirigenza di polizia ha il compito specifico di distinguere tra comportamenti che minacciano l’ordine democratico e le istituzioni, e quelli che, pur essendo espressioni di dissenso o critica, rientrano nei limiti della legittimità democratica. Questa funzione di bilanciamento e di valutazione critica è cruciale per il mantenimento di una società democratica, in cui le libertà individuali sono protette e rispettate ed allo stesso tempo, l’ordine pubblico e la sicurezza sono garantite. Pertanto, in base ai principi sopra esposti, la valutazione di consentire la manifestazione degli alluvionati vicino al comune di Forlì, effettuata dalle Autorità di Pubblica Sicurezza in sede di comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica è stata così corretta, tanto che una delegazione dei comitati degli alluvionati è stata presente all’incontro nel Comune di Forlì e la stessa  Presidente del Consiglio dei Ministri nel  riconoscere l’importanza e la legittimità delle preoccupazioni dei manifestanti ha ricevuto un’altra delegazione degli alluvionati. Perciò, il comportamento del Sottosegretario Bignami ci lascia molto, ma molto perplessi.

In una nota successiva, leggiamo che il sottosegretario Bignami ha chiamato Mario Letizia e che i due si sarebbero chiariti, precisando che il comunicato avrebbe avuto solo la funzione di chiarire i principi e le modalità operative alle quali si ispirano gli addetti all’ordine pubblico in Italia.

Galeazzo Bignami è un personaggio non nuovo a polemiche e a comportamenti sopra le righe, basti ricordare quando nel 2019 andava in giro per Bologna  assieme a un altro esponente di Fdi a fotografare e postare in diretta social i nomi di almeno apparente origine straniera sui citofoni delle case popolari, o quando nel 2022 saltò fuori un’immagine nella quale disse “di non riconoscersi più” in veste di gerarca nazista.

Anche in questo caso, probabilmente tra qualche giorno salterà fuori che era stato frainteso e non capito, come i vari esponenti di Lega e Fdi che per due mesi sono stati impegnati nell’esegesi demonologica del profilo di Elena Cecchetin, fino a quando la ragazza ha querelato per diffamazione il consigliere veneto Stefano Valdegamberi.

Certo, si potrebbe anche ricordare l’ipocrisia di un’opposizione che adesso contesta l’atteggiamento di Bignami, e che tre anni fa invece era in prima fila nella caccia al runner e al no vax di turno: ma anche e soprattutto per questo, basta chiedere un po’ in giro, è appunto finita all’opposizione, quindi appare più sensato parlare del comportamento di chi governa adesso.

Alcuni giorni fa abbiamo parlato del “piano pandemico” del governo Meloni: viene spontaneo chiedersi se l’idea di approccio all’ordine pubblico di questo governo è la stessa di Bignami, e se in caso di manifestazioni per nuove eventuali “misure” verrà garantita la stessa relativa libertà di manifestazione che c’è stata durante i governi di Conte e Draghi, dove appunto se si eccettuano i casi di Trieste e Milano, le manifestazioni sia contro le chiusure del 2020 che quelle contro il green pass sono state consentite senza particolari problemi in quasi tutte le città italiane. Chi scrive ne ha seguite numerose per questa testata in Toscana (Massa, Lucca, Pisa) Liguria (Genova, La Spezia) e Piemonte (Torino), quindi non vi è dubbio che si parli per fonte diretta.

Siamo sicuri che questa maggioranza consentirebbe la stessa (relativa) libertà di manifestazione?

E’, come abbiamo già scritto nel pezzo sul piano pandemico, legittimo avere moltissimo dubbi. E un altro dubbio è più che legittimo: molti che allora si opposero forse non farebbero altrettanto se le “misure” fossero accompagnate dalla retorica familista e neoconservatrice di questo governo, e da qualche battuta contro la farina di grillo in difesa della “nostra cucina”.

In ogni caso, c’è da augurarsi che non ci siano nuove “misure” in modo che non ci sia occasione di scoprirlo.

Andrea Macciò

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *