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La Biblioteca Serlupiana trova casa al Kunsthistorisches Institut in Florenz – Max-Planck – Institut di Via Giuseppe Giusti

di Luca Monti
venerdì 6 Giugno 2025 · 09:35 · 3 min di lettura
La Biblioteca Serlupiana trova casa al Kunsthistorisches Institut in Florenz – Max-Planck – Institut di Via Giuseppe Giusti

Il La Biblioteca Serlupiana, trova casa al Kunsthistorisches Institut in Florenz – Max-Planck – Institut di Via Giuseppe Giusti 44. Il Kunst, com’è semplicemente conosciuto a Firenze, rappresenta sin dalla sua fondazione nel 1897 un’eccellenza mondiale, per la quantità incredibile di volumi e fotografie, alcune di queste ultime, anche ottocentesche, inerenti l’arte e la sua storia. Adesso questo vero e proprio scrigno librario, si è arricchito con la donazione più importante da esso ricevuta. Il 3 Giugno, infatti, è stata ufficializzata, la donazione al Kunst, della Biblioteca Serlupiana, composta da circa 14Mila volumi, Tra i quali ben duecentocinquanta incunaboli, oltre a manoscritti, autografi e libri illustrati, in prima edizione databili tra il 1470 ed il 1940 circa. La collezione libraria in oggetto, venne avviata negli anni ’20 del secolo scorso, dal conte Filippo Serlupi Crescenzi, dal quale prende il nome di Biblioteca Serlupiana e da sua moglie Gilberta von Ritter de Zahony. La sua conservazione ed il suo ampliamento sono, invece, opera di Raffaele Carrega Bertolini e Laetitia Lefèvre d’Ormesson, che hanno deciso di donarla, appunto al Kunst insieme ad una preziosa documentazione, che consente di tracciare la storia della collezione stessa offrendo spunti interessanti sul mercato antiquario dell’epoca e sulle personalità di spicco, tra studiosi e collezionisti, che contribuirono alla sua formazione, nella Firenze, degli anni ’30 del ‘900. Proprio la presenza tra queste personalità, di uomini di grande spessore culturale, legati anche al Kunst, ha rappresentato uno dei motivi della donazione della Biblioteca Serlupiana, a questo prestigioso istituto. Un’iniziativa culturale del genere, non poteva passare inosservata al Comune di Firenze, che ha voluto celebrare questa donazione, nel Salone dei Cinquecento, di Palazzo Vecchio, con un evento, al quale si riferisce la foto di copertina e a corredo dell’articolo, cui hanno partecipato:

Il Sindaco di Firenze, Sara Funaro, il Presidente della Società Max Planck, prof. Patrick Cramer, Maddalena Fossombroni, fondatrice e direttrice dell’impresa culturale Todo Modo e della casa editrice Picopress, il prof. Stéphane Toussaint della Sorbonne Université Paris – Centre André-Chastel ed ovviamente i donatori, Marchesi Don Raffaele e Donna Leatitia Carrega Bertolini, VI Principi di Lucedio. La cerimonia è stata moderata dal Direttore del KHI, il prof. Gerhard Wolf.

Ai donatori della Biblioteca Serlupiana, il Sindaco, ha consegnato, come riconoscimento da parte della città, per il loro atto di generosità, il Marzocco, uno dei simboli di Firenze ed una pergamena, mentre il presidente Cramer, ha, a sua volta consegnato ai donatori un riconoscimento simbolico da parte della Società Max Planck. Ma un altro evento straordinario arricchirà questa donazione. Una selezione di volumi della Biblioteca Serlupiana, sarà, infatti, esposta al pubblico nei giorni di Martedì 10 Giugno dalle ore 14:00 alle 18:00 Venerdì 13 giugno, dalle ore 10:00 alle 13:00 e Martedì 17 giugno, dalle ore 14:00 alle 18:00 presso il Kunsthistorisches Institut in Florenz, in ia Giuseppe Giusti 44. Tra i volumi in mostra, sarà possibile vedere da vicino: 

Il Commentarium in Convivium Platonis De Amore, manoscritto su carta, del 1475 circa di Marsilio Ficino 

La Divina Commedia di Dante Alighieri, con il commento di Cristoforo Landino del 1481

il Liber chronicarum di Hartmann Schedel del 1493

Due opere di Girolamo Savonarola

le Opere varie di Giovanni Battista Piranesi del 1750

Le Livre Blanc di Jean Cocteau

 À l’ombre des jeunes filles en fleurs di Marcel Proust

 e le Eaux-fortes originales pour des textes de Buffon (Histoire naturelle) di Pablo Picasso.

Insomma dopo decenni di appiattimento e decadimento culturale, la nostra amata Fiorenza, torna finalmente ad essere protagonista in questo ambito, nell’attesa di una più ampia e diffusa rinascenza umanistica.

Luca Monti

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