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Brusco risveglio dopo un estate da sogno. A Firenze è già tempo di riflessioni?

di Redazione
martedì 25 Agosto 2026 · 18:54 · 3 min di lettura
Brusco risveglio dopo un estate da sogno. A Firenze è già tempo di riflessioni?

L’illusione di un mercato divertente e clamorosamente scoppiettante si è sciolta sotto il cielo di Roma. Ricomincia il campionato, ma a scendere in campo, di fatto, è stata solo la formazione Giallorossa. Per i tifosi Viola, che avevano legittimamente sognato dopo un mercato in entrata ambizioso e disegnato alla perfezione da Paratici, si è trattato di un vero e proprio bagno di umiltà. L’intento della dirigenza era chiaro: smantellare i disastri della scorsa stagione e ricostruire una rosa capace di riportare la Fiorentina in alto nel giro di quattro anni. Tuttavia, la trasferta capitolina ha ricordato a tutti che in Serie A esistono gerarchie e squadre al momento ben più consolidate, servendo un netto ridimensionamento già alla prima giornata. La squadra di Fabio Grosso, non è mai entrata in partita, dimostrandosi del tutto incapace di impensierire la corazzata di Gasperini. I padroni di casa hanno cavalcato l’entusiasmo dell’Olimpico prendendo il controllo del gioco fin dal fischio d’inizio. Il canovaccio tattico è stato a senso unico: Roma in costante proiezione offensiva e difesa Viola perennemente in balia degli Attaccanti romanisti. Impossibile d’altronde, arginare una coppia come quella formata da Dybala e Malen, con una la squadra così slegata. I valori tecnici dei due attaccanti, infatti già da soli, hanno pochi eguali e così: l’argentino ha inventato calcio servendo l’olandese, che ha insaccato per ben tre volte con una facilità disarmante davanti a un De Gea, colpevole del secondo gol, prima del colpo di grazia definitivo firmato da Pisilli. Al netto dell’evidente divario tecnico e di una Fiorentina ancora inevitabilmente in ritardo di condizione, a far discutere la piazza oggi sono soprattutto le scelte tattiche dell’allenatore. Decisioni che avevano destato più di un dubbio già alla lettura delle formazioni e che il campo non ha perdonato. Ha sorpreso, in primo luogo, l’impiego di un Dodò dato ormai con le valigie in mano. La giustificazione di Grosso, che a suo dire cercava maggiore solidità, ha retto poco alla prova dei fatti, soprattutto avendo a disposizione nel ruolo alternative fresche come Valdepenas e Jimenez, entrato nel secondo tempo e dimostratosi superiore al brasiliano. ​Le forzature si sono viste anche in mezzo al campo, con l’ostinazione nel puntare su un Brescianini parso palesemente non all’altezza della serata. Un inserimento che ha portato a schierare Atta fuori ruolo e ad ignorare del tutto un profilo come Gudmundsson. Per non parlare della gestione dei cambi: quando Oulai è finalmente entrato in campo, ha dimostrato a tutti di avere una marcia in più, facendo rimpiangere il suo tardivo impiego. Lascia l’amaro in bocca anche la situazione legata a Kean. L’attaccante, infatti, sarà pure in uscita, ma fisicamente era integro. La sua esclusione per pura scelta tecnica suona come un lusso che questa squadra, incappata in una serata di grande sterilità offensiva, non sembra potersi permettere. Questa disamina non vuole essere un’invettiva contro l’allenatore. Grosso avrà avuto le sue motivazioni, il suo personalissimo modo di leggere la partita ed avrà certamente il tempo e il modo di far crescere un gruppo giovane e profondamente rinnovato. Il campionato, però, è iniziato e non fa sconti. Contro il Frosinone urgono miglioramenti netti, perché i punti persi non tornano indietro e la pazienza di Firenze ha bisogno di essere alimentata con le prestazioni. Ecco ora la Pagella dei Viola:

De Gea 5
Dodo 5
Dragusin 4.5
Ranieri 4.5
Joao Mario 4.5
Fagioli 5
Brescianini 4.5
Ndour 5.5
Mastrantuono 6
Atta 4.5
Pellegrino 4.5
Subentrati
Kean 6
Oulai 6
Jimenez 6
Mandragora sv
Valdepenas Sv
All. Grosso 4

Possiamo dire che il Meno in Palla, stavolta è stato proprio l’allenatore Fabio Grosso

Giacomo Gorgi

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