La Fiorentina trionfa nella finale scudetto Primavera e riporta a Firenze un titolo che mancava da ben 43 anni.

31 Maggio 2026 pubblicato in Mondo Viola


Per concepire quanto tempo sia passato dall’ormai lontano 1983 basta sfogliare i libri di storia: in Italia era da poco stato eletto Bettino Craxi, il primo Presidente del Consiglio socialista dopo decenni a trazione democristiana, l’opinione pubblica era scossa dal buio mistero della scomparsa di Emanuela Orlandi e la Nazionale di Paolo Rossi e del Capitano Viola Giancarlo Antognoni aveva da un anno conquistato il Mondiale in Spagna. Erano tempi in cui, i problemi del nostro calcio erano decisamente ridotti rispetto ad oggi e quella Fiorentina Primavera dell’83 analogamente a quella attuale, non si trovava sul tetto d’Italia per caso. Era un gruppo collaudato al termine di un ciclo bellissimo, guidato da un giovane Vincenzo Guerini, appena trentenne ed all’inizio di un’ottima carriera in panchina. Il mister poteva contare su talenti di grosso calibro, come Stefano Carobbi, che farà poi la storia della prima squadra a Firenze e Marco Landucci, tra i pali, che i tifosi più giovani conoscono oggi come lo storico vice di Massimiliano Allegri. Senza dimenticare le geometrie di Roberto Gelsi, a centrocampo e la qualità di Nicola Zanone e Paolo Monelli, ragazzi già nell’orbita della prima squadra per una corazzata forte e matura, esattamente come quella odierna. Il trionfo della squadra di Daniele Galloppa, corona infatti un percorso societario partito da lontano, precisamente dalla prima finale persa nel 2018 che già sentenziava l’ottimo lavoro della dirigenza sul settore giovanile. Le quattro Coppe Italia, sollevate nel 2019, 2020, 2021 e 2024 testimoniavano questa costante crescita, anche se le tre finali scudetto perse in cinque anni non rendevano piena giustizia agli sforzi del club. Quest’anno, però, l’aria era diversa e la finale giocata nella splendida cornice del Viola Park, ha consacrato un gruppo solido e ricco di talento. Tra i protagonisti spicca Tommaso Braschi, il bomber da 20 gol in regular season che abbiamo già imparato a conoscere nei suoi scampoli in Serie A, insieme a Tommaso Balbo, terzino di grande affidabilità autore di ottime prestazioni anche con i grandi. La spina dorsale contava poi su Eddy Kouadio ed Evan Kospo, pilastri difensivi con il primo già nel giro della prima squadra e il secondo in procinto di approdarci, passando per le ottime geometrie di Lapo Puzzoli e le parate di Tommaso Leonardelli, decisivo in questo gran finale di stagione. La finale contro il Parma, non è stata una partita spettacolare, ma la Fiorentina, ha saputo vincerla da grande squadra: prima il solito Braschi, ha sbloccato il match su calcio di rigore, poi Kouadio, ha chiuso i conti con un preciso colpo di testa sulla ribattuta, facendo esplodere la gioia di Firenze. Le lacrime a fine partita di Daniele Galloppa, testimoniano come questa sia stata la stagione d’addio del mister, ormai pronto per il grande salto tra i professionisti con una piazza prestigiosa come quella della Sampdoria in Serie B ad aspettarlo. Anche per molti ragazzi è tempo di salutare Firenze, ma solo temporaneamente in prestito, come nel caso dello stesso Braschi, che ha già tantissime richieste in cadetteria da prendere in considerazione. La vera sfida per la Fiorentina, del futuro sarà proprio questa: programmare un’integrazione ponderata per i ragazzi delle classi 2006 e 2007 senza disperdere il patrimonio tecnico della Primavera. Sarebbe bellissimo se il prossimo allenatore della prima squadra riuscisse ad inserire gradualmente questi talenti nei prossimi anni, senza rinnegare i prestiti che rappresentano comunque uno step di crescita importante. Dopotutto, il vivaio Viola, negli ultimi anni ha dimostrato di saper sfornare campioni di livello assoluto, dai vari Dusan Vlahovic e Federico Chiesa, fino ai più recenti Gianluca Mancini, Michael Kayode, Pietro Comuzzo ed allo stesso Luca Ranieri, un esempio perfetto di perseveranza e crescita interna. Ora il percorso di alto livello della Primavera, prosegue su un palcoscenico ancora più prestigioso, poiché il prossimo anno i giovani Viola giocheranno la Youth League, la Champions League dei giovani, e lo faranno cucendosi sul petto lo Scudetto, un badge tricolore che sulla maglia della Fiorentina non si vedeva davvero da un’infinità di anni.

Giacomo Gorgi





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