E’ morto il gallerista Frediano Farsetti
Nelle prime ore di questa mattina, è venuto a mancare, a Prato, all’età di 91 anni, Frediano Farsetti fondatore della casa d’aste Farsetti Arte. Nella sua attività, è stato un grande innovatore, tanto da riuscire nell’ormai lontano 1962 ad organizzare la prima asta di arte moderna dell’Italia centrale, trasmessa dalla RAI. Nato a Firenze, si trasferì a Prato nel 1952 seguendo un lungimirante consiglio di Ottone Rosai, che aveva intuito prima di tutti, il ruolo che quella città, avrebbe rivestito in seguito nell’arte contemporanea. E fu proprio Farsetti, forse per ringraziare l’amico Rosai, per quel consiglio che gli aveva portato decisamente fortuna, ad organizzare nel 1996 la più grande mostra antologica di quell’artista, a Palazzo Reale a Milano, che venne inaugurata dall’allora Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, alla quale si riferisce la foto di copertina e a corredo dell’articolo. Nel giro di poco più di dieci anni, la galleria pratese di Farsetti, esplose letteralmente, con l’apertura di sedi a Cortina, in Versilia ed a Milano, ma soprattutto con la nuova sede centrale, sempre a Prato, accanto al Museo Pecci, un complesso di oltre 2mila metri quadrati, tra spazi espositivi, sale d’asta e caveau climatizzati, progettato dall’architetto Italo Gamberini. Come gallerista, teneva molto al rapporto personale con gli artisti, tanto da inserire all’interno dei cataloghi, suoi scritti personali, che hanno reso queste pubblicazioni molto ricercate dai collezionisti. Fra i risultati più importanti della sua carriera c’è l’acquisizione da parte degli Uffizi della “Battaglia di Ponte dell’Ammiraglio” di Renato Guttuso, mentre per quanto riguarda i flop, dobbiamo tornare al 1962 precisamente al 19 maggio di quell’anno, quando su 166 lotti, vi fu un solo invenduto, un “Taglio” di Lucio Fontana, all’epoca, ancora incompreso che venne accolto da un brusio di disappunto, con un’offerta provocatoria di una Lira, per la sola cornice, come a dire, tenetevi pure il quadro. Ma quel flop, non era dovuto ovviamente a Frediano Farsetti, quanto alla difficoltà di comprendere il valore artistico delle opere di Fontana, che prosegue tutt’oggi con molte persone, che disprezzano l’arte contemporanea e per giustificare questa loro “ignoranza” citano proprio i “Tagli” considerati come stupidaggini, o nella migliore delle ipotesi, come facilmente fattibili da chiunque senza sapere, invece la cura con la quale Fontana, li produceva e con quale intento lo faceva. Resta il fatto che alla Toscana artistica, mancheranno la figura di Frediano Farsetti e la sua competenza, maturata in oltre settant’anni di carriera.
Luca Monti
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