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Si è inaugurata ieri alla Libreria Salvemini la mostra “Sacro Corpo di Donna”

di Luca Monti
martedì 12 Maggio 2026 · 15:35 · 3 min di lettura
Si è inaugurata ieri alla Libreria Salvemini la mostra “Sacro Corpo di Donna”

Presso la storica libreria Salvemini, sull’omonima piazza, si è inaugurata, ieri Lunedì 11 Maggio, la mostra d’arte “Sacro Corpo di Donna”. Si tratta di una gradita novità, in quanto l’arte figurativa, è entrata e con successo, visti gli ottanta partecipanti all’evento, in un luogo dedicato, normalmente all’arte letteraria. Quando si verificano questi fenomeni di contaminazione fra le varie tipologie di arte, è un bene, perchè vuol dire che la cultura, è viva e capace di inventarsi e ritagliarsi nuovi spazi e nuove sinergie, in un momento storico nel quale sembra prevalere l’ignoranza e la superficialità e la (falsa) intelligenza artificiale, cerca di soffocare e sostituire l’intelligenza umana, che è l’unica che va sviluppata. La mostra “Sacro Corpo di Donna” è stata organizzata e presentata dal giornalista e critico d’arte Umberto Giusto Putzu, che ha voluto esporre alcune foto che raffigurano nuda la fotografa e modella Sofia Nisticò Ducci da lei stessa scattate in modalità “Autoritratto” ben diversa dal concetto di selfie, cui, purtroppo, oggi siamo abituati, altre raffiguranti la stessa modella, ma scattate dal fotografo Piero Alessandra, insieme ad alcuni dipinti di Paolo Frosecchi, uno dei massimi esponenti del ‘900 italiano, per quanto riguarda la raffigurazione dei nudi femminili. Mauro Marrani, direttore della libreria Salvemini, ha voluto introdurre la mostra, proprio partendo dalle opere di Frosecchi, sottolineandone il valore universale, dato dal fatto che l’artista, ha sempre omesso di definire i volti delle donne da lui raffigurate, per renderle bellezze idealizzate, quindi quasi sacre, in linea con il concetto espresso dal titolo della mostra stessa.

Il presentatore Umberto Giusto Putzu, ha poi chiesto a Sofia Nisticò Ducci, quale sia la differenza tra l’autoritrarsi nuda e l’essere invece fotografata, da un estraneo e addirittura un uomo.

Sofia Nisticò Ducci ritratta in uno scatto di Piero Alessandra

La risposta, è stata chiara, in quanto Sofia, ha detto che per essere pronte a farsi ritrarre da un estraneo e particolarmente da un uomo, occorre avere molto coraggio ed apertura mentale, per superare i sentimenti che sconsiglierebbero tale situazione, che può essere considerata un’intrusione nel proprio intimo, quali: pudore, timidezza, vergogna e persino sensi di colpa, sottolineando come, in qualche modo il posare nuda per altri, proprio per lo sforzo emotivo che richiede, possa rappresentare una forma di emancipazione, a patto, che, ovviamente, gli scatti siano realmente artistici e rispettosi del soggetto femminile ritratto. La mostra, è stata anche un’occasione per ascoltare alcune canzoni messicane dedicate alla donna, suonate da una formazione ridotta dell’ensemble di musica messicana, Mariachi El Magnifico de Florencia, che ha così rallegrato l’evento, conclusosi col classico rinfresco augurale.

Luca Monti

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