Milot e Yan Laichao il dialogo tra Oriente e Occidente approda a Shenzhen
Nel cuore della vivace scena artistica di Shenzhen, il Dplus Art Museum, ha inaugurato il 20 Giugno scorso, la mostra “Oltre l’Eternità” che rappresenta un nuovo capitolo dell’incontro creativo tra due artisti, il fiorentino Milot ed il cinese Yan Laichao. L’apertura della mostra, coincisa con la tradizionale Festa delle Barche Drago, ha richiamato artisti, critici, curatori e collezionisti trasformando il museo in un luogo di confronto e condivisione culturale. A fare gli onori di casa è stata la Dott.ssa Didi Wong fondatrice del Dplus Art Museum e produttrice della mostra, che ha accolto gli ospiti sottolineando il valore di un progetto capace di costruire un ponte tra due culture attraverso il linguaggio universale dell’arte. Dopo il successo della mostra “Refraction” presentata nel 2025 al Guangdong Art Museum, Milot e Yan Laichao, tornano ad esporre insieme con trentanove opere che raccontano due percorsi artistici differenti ma profondamente complementari. Pittura, scultura e installazione dialogano, infatti, in uno spazio in cui memoria, tempo e materia si intrecciano, dando vita ad un’esperienza che supera i confini geografici e culturali. La cerimonia inaugurale, coordinata dalla curatrice Shen Haoran, si è aperta con il messaggio del professor Ji Shaofeng vicepresidente della Società Cinese di Scultura e consulente accademico della mostra, affidato all’artista Li Bangyao. Sono quindi intervenuti i curatori Massimo Guastella e Feng Xiaorui, che hanno evidenziato il valore di questo progetto, come esempio concreto di dialogo artistico internazionale. Nei loro interventi, i due artisti, ai quali si riferisce la foto di copertina, hanno espresso gratitudine, verso le istituzioni ed i collaboratori che hanno reso possibile la realizzazione della mostra. Infine sono intervenuti gli intervenuti l’artista Jiang Heng ed il coordinatore Zhang Xun. Particolarmente coinvolgente è stato il momento della visita guidata durante la quale MILOT e Yan Laichao, hanno accompagnato personalmente il pubblico attraverso il percorso espositivo condividendo riflessioni sul proprio processo creativo e instaurando un dialogo diretto con i visitatori.

La ricerca di Yan Laichao si sviluppa attraverso una sintesi originale tra pittura, luce e tecnologia, come si vede nella foto sopra. Le sue installazioni immersive e i dipinti più recenti, infatti, esplorano la percezione dello spazio e della materia, sperimentando nuovi linguaggi espressivi, in cui elementi ottici e materiali innovativi, ampliano i confini della pittura contemporanea.

Nelle opere di Milot, invece, la pittura e la scultura trovano un punto di equilibrio nella forza del simbolo. Le sue celebri chiavi distorte, elemento distintivo della sua poetica, diventano, infatti, metafora dell’apertura, della conoscenza e dell’incontro tra culture, un segno che invita a oltrepassare confini visibili ed invisibili, trasformando l’opera in uno spazio di relazione. Non è un caso che numerose sue sculture monumentali, siano oggi parte del paesaggio urbano italiano ed albanese, testimoniando una ricerca artistica, capace di dialogare con la collettività. “Oltre l’Eternità” non rappresenta quindi, soltanto un’esposizione di opere ma un incontro tra sensibilità artistiche, che pur nate in contesti differenti, condividono la volontà di interrogare il presente ed immaginare nuovi orizzonti. La mostra conferma Shenzhen, come uno dei luoghi più dinamici dell’arte contemporanea asiatica e rafforza il dialogo culturale tra Italia e Cina, affidando all’arte il compito di creare connessioni destinate a durare nel tempo, anche grazie a Milot, artista ormai di casa in Cina, con presenze costanti nelle principali istituzioni museali nel paese del Dragone eppure stranamente ignorato a Firenze, pur essendo stato l’unico fiorentino selezionato per la Biennale di Venezia 2026. La mostra, per chi si trovasse in Cina, per turismo od altri motivi, resterà aperta al pubblico fino al 23 agosto 2026 presso il Dplus Art Museum, nel distretto creativo OCT di Shenzhen.
Luca Monti
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