Tesori sommersi all’Elba un dolium romano e i resti di una nave antica
Nel maggio scorso, a seguito di alcune segnalazioni, i militari del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Firenze e del Nucleo Carabinieri Subacquei di Genova, hanno iniziato a monitorare con immersioni esplorative dei fondali, l’area marina compresa tra il Canale di Piombino e le isole dell’Arcipelago Toscano, alla ricerca di reperti archeologici. Queste ricerche hanno portato alla scoperta nelle acque dell’Isola d’Elba, di due importanti reperti: un grande dolium di epoca romana ed i resti del relitto di un’imbarcazione antica, di circa cinque metri di lunghezza per due di larghezza riconoscibile da parti del fasciame, elementi della struttura in legno e numerosi chiodi in bronzo. Al momento gli archeologi non si sbilanciano sulla datazione del relitto e rimandano ad una campagna di indagine ulteriore programmata per il prossimo autunno, per poter arrivare a capire il quando ed il perchè l’imbarcazione sia affondata. Per quanto riguarda il dolium, invece, si tratta di un enorme recipiente in terracotta che nell’antichità, veniva utilizzato per conservare e trasportare prodotti alimentari come vino, olio e cereali, le cui caratteristiche, fanno pensare che possa essere stato parte del carico di una delle navi a dolia, adibite appunto al trasporto di questo tipo di anfore, sulle rotte mercantili mediterranee tirreniche, tra il I secolo a.C ed il I secolo d.C. Non resta quindi che aspettare i prossimi mesi per scoprire quali sorprese ci riserveranno i fondali dell’isola d’Elba riguardo il relitto appena scoperto.
Luca Monti
Ph. Carabinieri