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“Lux Fuit” la mostra delle sculture di Enrico Savelli rende ancor più splendente la basilica di San Lorenzo

di Luca Monti
venerdì 19 Maggio 2023 · 11:28 · 3 min di lettura
“Lux Fuit” la mostra delle sculture di Enrico Savelli rende ancor più splendente la basilica di San Lorenzo

Si è inaugurata sabato scorso 13 maggio, nel chiostro piccolo di San Lorenzo, “Fiat Lux” mostra delle sculture di Enrico Savelli, voluta fortemente da Vincenzo Nobile, titolare della NagArt Gallery di Pietrasanta, legato affettivamente agli spazi della basilica che fu la prima cattedrale fiorentina, nella quale ha già organizzato, negli anni scorsi, esposizioni di grande valore artistico.

Questa mostra di Enrico Savelli, forse la più importante nella lunga carriera dell’artista, è davvero la dimostrazione di come la materia si sia fatta luce, grazie alla sua maestria.

Non a caso il professor Sergio Givone, che ha presentato la mostra all’inaugurazione, alla quale si riferiscono le foto si è così espresso: “Non saprei indicare nessun altro scultore contemporaneo che, come Enrico Savelli, abbia saputo riconoscere e fare propria nel mondo ampiamente secolarizzato in cui viviamo la vocazione religiosa dell’arte. L’arte, la sua arte, la scultura, è per Savelli un atto eminentemente spirituale, volto com’è a liberare la materia dal buio in cui è immersa e a sprigionare da essa la luce che vi è imprigionata. Tutto, nell’opera di Savelli, è tensione verso l’alto, anelito purificatore, azione sacrificale. La pietra, di per sé inerte e priva di vita, è come ridestata alla trascendenza ed è fatta simbolo di redenzione. Scavata, levigata, quasi resa trasparente, la pietra diventa il veicolo che ci porta in una dimensione superiore e ci mette in comunicazione con il divino. Si può ben dire che tutto il lavoro di Savelli sia tutt’uno con il travaglio creaturale che attraversa il mondo e ne esprime l’ansia di salvezza. Come immaginare per una mostra delle opere di questo artista una collocazione più adeguata di San Lorenzo, la basilica in cui risplende il genio di Brunelleschi e in cui Donatello ha trovato sepoltura?”

E proprio dalla domanda con la quale si chiude la presentazione della mostra da parte del professor Givone, parte la nostra riflessione sull’arte di Enrico Savelli, che come ha giustamente notato l’illustre accademico, è pietra che si fa viva, espressione della sofferenza umana in questa dimensione, ma allo stesso tempo di speranza, in un’attesa, quasi spasmodica, di tornare all’eterno da cui la materia è scaturita in origine, nel grande mistero della creazione, che da sempre affascina l’umanità, incapace di arrivare ad elaborarlo logicamente, comprenderlo e risolverlo.

 

E non vi è davvero dunque, luogo migliore di San Lorenzo, per mostrare al mondo le opere di Enrico Savelli.

La basilica di San Lorenzo, infatti, accoglie nel suo complesso monumentale, non solo le spoglie mortali di Donatello grandissimo scultore rinascimentale, che certo guarderebbe con ammirazione, oggi, le opere del suo collega Enrico Savelli, ma anche quelle del Magnifico, che fu, forse, il più grande mecenate della storia dell’arte, nonché la meravigliosa Biblioteca Laurenziana, alla quale dedichiamo la foto seguente col libro in evidenza.

Insomma, nel chiostro piccolo di San Lorenzo, davvero, con questa mostra, visibile fino al 31 luglio prossimo e della quale sulla scalinata della chiesa vi è un’anteprima con una scultura, si è fatta ed accesa la luce. “Lux Fuit”!

 

Articolo e Ph. dell’inaugurazione e dell sculture nel chiostro Luca Monti

Ph. della statua esterna e di copertina Stefano Giannattasio

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