Danni collaterali…?
Davvero curiosa questa faccenda dei “danni collaterali”…
Vengono così definite le conseguenze indesiderate di azioni belliche, ma per estensione anche di molte altre circostanze: per esempio ci si riferisce a danni collaterali anche parlando di effetti collaterali di farmaci, vaccini ecc…: ma il termine “effetti”, si badi, in questo caso è sinonimo di “danni”…
Infatti, si distinguono vari tipi di danni: materiali, fisici, biologici, patrimoniali, morali ecc…ecc… Come si può vedere, il concetto di conseguenze negative come “accessorie, marginali o secondarie” è piuttosto esteso: non riguarda quindi soltanto le azioni di guerra ma tutta una serie di cose…
E riguardo a ciò, capita di sentire cose buffe: per esempio, c’è persino chi sostiene che sì, il dott. Mengele era un po’ troppo pragmatico in effetti ma, che volete, la medicina ha fatto passi da gigante in quel periodo (sic).
Come dire: è stato un po’ birichino ma si sa, nessuno è perfetto…O qualcosa del genere. Alla fine, è sempre quella roba là: giustificare azioni criminose sulla base degli effetti positivi per i più (?). Fa il paio con l’affermazione che bisognava sganciare l’atomica sul Giappone per far finire la guerra: dovremmo informare chi pensa questo che Hitler la guerra l’aveva già persa a Stalingrado nell’inverno fra il ’42 e il ’43 (non sarà che l’atomica ha compensato/vendicato il fatto di Pearl Harbour, come sostengono i bene informati…?).
Credo che converrebbe riflettere di più su certe faccende, ecco.
I latini lo chiamavano “limes”, il limite: concetto davvero interessante. E chi stabilisce il limite? Chi decide i limiti di tutto ciò…?
Perciò la domanda è: danni (o effetti) collaterali, vanno giustificati? Per quanto mi riguarda NO, grazie…
Sandra Massai Fallaci