Vai al contenuto

Appello per andare in vacanza in Romagna da una fattoria del ravennate

di Luca Monti
venerdì 26 Maggio 2023 · 18:53 · 2 min di lettura
Appello per andare in vacanza in Romagna da una fattoria del ravennate

Un toccante appello circola sui social in questo periodo, quello ad andare in vacanza in Romagna e soprattutto a fare la spesa, una volta sul posto, non nei centri commerciali, ma nei negozi di prossimità, per dare una mano vera all’economia reale di quella regione toccata dal disastro alluvionale pochi giorni fa, del quale riportiamo il video. la protagonista è la giovane titolare della Fattoria Cavèlca, un’azienda agricola di famiglia, a Russi, nel ravennate, che ha subito gravi danni nell’alluvione.

 

La Romagna, in qualche modo è terra amica della Toscana, condividendo lo stesso appennino e lo stesso Dante, nato a Firenze, ma sepolto a Ravenna. Ad unire le due terre, proprio attraverso l’appennino,  vi è poi, un evento che va oltre lo sport, sconfinando nella storia e nella leggenda, vale a dire la “Cento Kilometri del Passatore” da Firenze a Faenza, che prende il nome dal nomignolo del brigante Stefano Pelloni, detto “il Passatore” che nelle sue scorribande, sconfinava spesso dalla Romagna alla Toscana. Insomma, se qualcuno non sapesse dove andare in vacanza ques’estate, scelga la vicina Romagna, dove oltre tutto i prezzi, sono da sempre, migliori, rispetto a quelli del nostro mar Tirreno, anche se l’Adriatico, non ha le stesse qualità come mare, ma in fondo, in Romagna, si va per vivere la notte, non per la bellezza del mare. Non ce ne vogliano, dunque gli amici del litorale toscano, se per una volta, invitiamo ad “emigrare” per le vacanze, ma serve davvero l’aiuto concreto di tutti, per far ripartire quella terra perchè abbiamo l’impressione che come al solito, se si aspettano i soldi del Governo, o della Regione, si rischia di fare la fine di chi “Visse sperando e morì…….” secondo il proverbio popolare fiorentino. Ci domandiamo, infatti, che senso abbia, pensare di reperire i fondi per la ricostruzione della Romagna, aumentando di un Euro, i biglietti dei musei statali, considerando che la maggior parte di essi, hanno una gestione delle biglietterie in appalto ai privati e dunque che garanzie reali vi sono che questi fondi vengano stornati effettivamente e soprattutto che questa non diventi l’ennesima una tantum, che si trasforma in una semper, secondo la miglior tradizione italica, vedasi accise sui carburanti?

Luca Monti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *