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Incontro con Alexia Botta: la pittrice dell’identità femminile dall’Oltrepò Pavese al Tour d’America

di Andrea Macciò
lunedì 24 Luglio 2023 · 11:47 · 10 min di lettura
Incontro con Alexia Botta: la pittrice dell’identità femminile dall’Oltrepò Pavese al Tour d’America

 

Alexia Botta è una giovane artista nata nel 1999 in provincia di Pavia e residente a Montù Beccaria, tra le colline coltivate a vigneti dell’Oltrepò Pavese.

L’artista può essere considerata la “nipote d’arte” di Pietro Delfitto, “il pittore del Po”. Pietro Delfitto (1933-2006) è nato a Pavia, ma la sua opera è particolarmente legata al territorio dell’Oltrepò, al confine con Piemonte, Liguria ed Emilia-Romagna, in particolare al comune di Arena Po e all’antico porto fluviale della frazione di Parpanese, adiacente al comune emiliano di Castel San Giovanni. Ha esposto, tra l’altro, a Milano, Novara, Firenze e alla Washington Art Gallery. Tra i maestri che ha conosciuto e frequentato, ricordiamo Cascella e Annigoni.

Pietro Delfitto si è misurato con originalità nell’arte sacra contemporanea, realizzando opere dai colori forti e accesi, con una pittura materica, grumi di colore che dal figurativo di base sfociano talora nell’informale.

A Pietro Delfitto dobbiamo il recupero della suggestiva Chiesa di San Gorgonio a Parpanese, frazione di Arena Po a pochi metri dal confine con l’Emilia-Romagna. La Chiesa di Parpanese è oggi interamente affrescata con le opere di Delfitto, che si caratterizzano per la consistenza materica del tratto pittorico.

Chiesa di San Gorgonio, Ph. Andrea Macciò

L’attività di manutenzione e recupero della Chiesa è attualmente portata avanti dall’Associazione Amici di Pietro Delfitto.

Particolare Affreschi di Pietro Delfitto, Ph. Andrea Macciò

A Parpanese Alexia Botta ha esposto nel 2019 la sua mostra personale, e incontrandola abbiamo compreso il suo fortissimo legame con il territorio di origine.

L’autrice ha iniziato a dipingere durante gli anni del Liceo Artistico a Pavia e dal 2018 ha iniziato a esporre i suoi affascinanti e originali volti femminili, che ricordano nell’originale propensione alla figurazione e nel tratto pittorico alcune opere di ritrattistica di Delfitto stesso. Un’artista che a soli 23 anni è già conosciuta ed apprezzata in Italia, protagonista di una ricerca artistica sull’identità personale e femminile di grande interesse, che abbraccia con originalità e stile inconfondibile la strada oggi “controcorrente” della pittura figurativa.

I suoi volti di donna non hanno quasi mai contorni definiti, appaiono talora graffiati o “sporcati” da macchie di colore ricordando talora lo stile dei fauves o degli espressionisti, e ci restituiscono un mondo nel quale l’identità personale è fluida, frammentata, dove ognuno è alla continua ricerca di sé stesso/a.

Mostra “Espressioni d’Arte” Ph. Andrea Macciò

Scrive di lei la critica d’arte Silvia Giovandardi: “un volto di donna, l’abbraccio di due amanti, ogni figura porta con sé, in ciascun frammento di colore, un’esperienza che, andandosi a sommare l’uno all’altro, formano la vita stessa. La pittura a tratti graffiante aderisce in un interessante contrasto alla morbidezza delle forme e dei colori che Alexia Botta propone nelle sue tele, e ci rende partecipe di un’esperienza artistica essenziale: lo specchiarsi della stessa artista nella tela” www.espressioni.art/2021/01/alexia-botta.html.

In occasione dell’aperitivo artistico e inaugurazione della mostra “Espressioni d’Arte: incontro con il mio mondo” presso Simo’s Restaurant a Stradella, abbiamo incontrato Alexia Botta per conoscere da vicino il suo percorso e il suo approccio all’arte.

 

Puoi raccontarci qualcosa del percorso che ti ha portato ad avvicinarti all’arte e alla pittura?

Da sempre sono stata affascinata dall’arte, dall’idea di starsene nel proprio mondo per un pò.

Quella di dipingere per me è una necessità, di occupare il corpo e la mente in una realtà diversa dalla quotidianità, una realtà nella quale sentirsi libera e priva di sovrastrutture culturali e sociali.

Fin da bambina ho “respirato” arte in casa, sentito il profumo della vernice, ho osservato certi atteggiamenti di mio nonno quando dipingeva, anche se quando è mancato ero troppo piccola per aver ricevuto un insegnamento diretto.

Dopo la scuola media mi sono iscritta al liceo artistico di Pavia e per due anni sono stata iscritta all’Accademia di Brera a Milano. Nel 2020 ho interrotto gli studi quando le lezioni in presenza sono state sospese a causa del covid, perché non ero interessata a proseguire questa esperienza in modalità virtuale. Adesso, per questo aspetto sono ancora in stand by. Sto valutando se riprendere i miei studi all’Accademia.

Attualmente lavoro in un negozio di design e arredamento a Stradella, un lavoro che mi piace moltissimo. Mi trovo molto bene e vorrei continuare a portare avanti entrambe le mie attività, quella di arredatrice d’interni e quella di pittrice.

Sono sempre stata interessata all’idea di mixare il design con l’arte e la creatività.

Molti dei tuoi lavori rappresentano volti femminili, c’è una ragione particolare?

Tutte le mie opere sono rappresentazioni di volti femminili.

Per me l’arte è una ricerca continua su me stessa, e in ogni donna raffigurata cerco di inserire un dettaglio del mio corpo, il colore degli occhi, dei capelli o altri particolari.

Mostra “Espressioni d’Arte” Ph. Andrea Macciò

Credo che questo tipo di rappresentazione sia il miglior modo per trasmettere qualcosa allo spettatore, che può trarre da quello che vede un’emozione uguale o diversa da quella che l’artista cerca di trasmettere.  Nella mia ricerca artistica porto avanti quindi una sorta di ricerca su me stessa e la mia identità: per questo tendo a inserire nelle mie rappresentazioni di volti femminili, anche quando non sono propriamente autoritratti, dettagli che mi riguardano. A volte le rappresentazioni sono rielaborazioni attraverso la memoria visiva inconscia di quello che vedo durante la giornata e che mi affascina.

La “sfocatura” del tratto che inserisco spesso nelle mie opere allude al senso di frammentarietà e incompletezza dell’identità umana.

Hai già esperienze di esposizioni personali e collettive?

Si, nel 2018 ho esposto nella mia prima collettiva a Palazzo Ferrajoli in Piazza Colonna a Roma. Ho pubblicato anche in due cataloghi, alcune mie opere sono nel catalogo pubblicato dalla casa editrice Le Pagine e altre in uno con la fondazione Cai.

Nel 2019 ho inaugurato la mia prima personale presso la chiesa di Parpanese, in occasione della manifestazione “Lanterne sul Po” proprio nel luogo dove mio nonno trovava ispirazione per i suoi dipinti.

Nel maggio 2022 ho partecipato a una mostra collettiva presso lo Spazio Arte Tolomeo di Milano, dal 24 maggio al 6 giugno, in Via Ampère 27 a Milano, già sede di numerosi eventi artistici.

La mostra a cura di Max Welldone ha avuto come tema la libertà, sia nel senso di libertà espressiva/comunicativa sia come voglia di ripresa dopo due anni di restrizioni.

Tra l’autunno del 2022 e l’inizio del 2023 ho partecipato con le mie opere al tour biennale d’Europa con esposizioni a Parigi, Londra, Barcellona e Venezia, organizzato dalla Fondazione Effetto Arte. L’ultima tappa è stata Venezia, nel Palazzo Grande della Scuola di San Teodoro, a due passi dal Ponte di Rialto. La mostra è durata quattro giorni in una cornice davvero suggestiva, è stata una bellissima esperienza.

Sempre con Fondazione Effetto Arte, nell’aprile 2024 è prevista la mia partecipazione al Tour Biennale d’America, che toccherà quattro città: New York, Miami, Los Angeles e Washington.

Il mese scorso, inoltre, una mia opera è stata esposta a Palermo, e dovrebbe tornarci per fine di questo mese.

Con la mostra “Espressioni d’Arte” presso Simo’s Restaurant di Stradella pensi di inaugurare un ciclo espositivo nel territorio dove ti sei formata all’arte, vivi e lavori?

Si, quello di domenica 23 luglio era nato come un aperitivo artistico, che avrebbe poi dovuto inaugurare una serie di appuntamenti a cadenza mensile e magari una piccola esposizione permanente.

Visto il grande successo della serata di ieri, con il titolare del Simo’s Restaurant Simone Cucchiarelli abbiamo pensato di lasciare le mie opere esposte negli orari di apertura del locale tutto agosto. Per chi verrà a visitare la mostra, ci sarà in omaggio anche un calice di vino offerto da Cantina Giorgi, che ha collaborato all’organizzazione di questa serata.

Mi piacerebbe portare i miei quadri anche negli altri locali di Stradella, creando una sorta di mostra diffusa.

Con la ripresa nel 2022 della manifestazione “Lanterne sul Po” ho esposto le mie opere presso la Chiesa di Parpanese, in quello che è diventato un appuntamento annuale, accanto agli affreschi di Pietro Delfitto. Accanto ai progetti nazionali e internazionali ci tengo molto a rafforzare il rapporto tra la mia arte e questo territorio: perché è da qua, in fondo, che tutto è iniziato.

Allestimento Mostra “Identità Frammentate” 2022 Ph Andrea Macciò

La tua arte è ispirata in qualche modo all’opera di Pietro Delfitto?

Penso che non esista un talento ereditario con il quale si nasce nel sangue, ma credo che l’amore per l’arte nasca dall’esperienza di vita e dell’ambiente nel quale si cresce.

Pietro Delfitto era mio parente acquisito, ma io sono cresciuta immersa appunto la nella sua arte, vedendo i suoi atteggiamenti e la sua passione mentre dipingeva e credo che tutto questo, anche se allora ero solo una bambina, sia profondamente rimasto nel mio inconscio. Con gli anni si è fatta avanti in me una grande propensione all’arte.

Non mi considero una sua allieva in senso stretto, ma certamente qualcosa del suo mondo artistico è rimasto vivo nel mio inconscio.

Io intravedo nelle tue figure femminili una certa affinità nel tratto pittorico con l’opera del nonno. È una mia interpretazione o anche tu intravedi questa somiglianza?

Io non l’ho mai notato, forse anche in questo caso c’è una somiglianza a livello inconscio. Io apprezzo moltissimo la sua arte, ma non ne ho tratto ispirazioni diretta, anche perché lui ha lavorato soprattutto su soggetti ecclesiastici e religiosi, mentre io dipingo in prevalenza volti femminili.

Certamente a lui mi accomuna l’attitudine al figurativo, ma la mia arte è frutto di un percorso continuo di ricerca personale.

Non escludo però che analizzando le mie opere si possano trarre delle somiglianze e delle affinità, ci sono particolari in un dipinto che a volte si scoprono in ritardo.

Usiamo anche tecniche diverse: lui olio su tela, io acrilico su tela. Per quanto riguarda i supporti, attualmente io lavoro prevalentemente su legno.

Realizzi anche opere su commissione? Per la promozione delle tue opere hai un sito personale o preferisci usare le tue pagine social?

Si, realizzo anche opere su commissione.

Per quanto riguarda la promozione delle mie opere, ho tentato l’esperienza del sito personale, ma devo dire che sino ad ora ho trovato più interessante la promozione tramite i social e le mie pagine Instagram e Facebook. Trovo che ci sia molta più partecipazione e interazione con le persone che si interessano alla mia arte.

Le opere di Alexia Botta sono attualmente esposte presso il Simo’S Restaurant di Stradella negli orari di apertura del locale, fino a fine agosto 2023.

Per conoscere meglio l’artista è possibile consultare le sue curatissime pagine social, @alexiabotta_art su Instagram e Alexia Artist su Facebook, nelle quali sarà possibile anche visionare il calendario delle prossime mostre e dei prossimi eventi.

Andrea Macciò

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