Vai al contenuto

La manifestazione di sabato scorso delinea la nuova linea politica del Pd

di Luca Monti
lunedì 6 Marzo 2023 · 13:06 · 5 min di lettura
La manifestazione di sabato scorso delinea la nuova linea politica del Pd

Passata l’onda lunga emozionale della manifestazione di sabato, ora è il momento di una disamina politica della stessa. Non capita tutti i giorni, infatti, la coincidenza temporale fra l’elezione del segretario del principale partito di opposizione ed una manifestazione di massa, che potrebbe sembrare un dettaglio di poco conto, ma che invece ha il suo motivo d’interesse, perché stimola la curiosità sulla linea politica che il partito prenderà con la nuova guida.

Le analisi che si possono trarre da questa manifestazione, sono quelle di un riavvicinamento tra il Pd ed il movimento 5 Stelle, ma anche con la componente più a sinistra della compagine parlamentare, vale a dire, Articolo 1.

Ciò significa che il nuovo Pd, a guida Schlein, potrebbe virare decisamente a sinistra, scontentando i centristi presenti al proprio interno, che adesso potrebbero trovarsi a disagio, come dimostra la quasi immediata uscita dal partito di cui era cofondatore, di Beppe Fioroni, area Margherita, dunque ex democristiano che in un’intervista radiofonica di fine febbraio, ha dichiarato: “Ho lasciato il Pd ufficialmente sabato scorso e non dopo l’esito delle primarie, perché ho preso atto di essere un ospite sgradito. Ho sempre detto che me ne sarei andato quando mi avrebbero cacciato. E in effetti le dichiarazioni di Elly Schlein, giovedì scorso, quando ha accusato Bonaccini, di aver fatto “persino” una manifestazione con me, ha reso evidente uno stato di progressiva emarginazione e di isolamento dei popolari e dell’area cattolico-democratica all’interno del Pd.“ Ancora più interessante, in termini di analisi, è, tuttavia, un altro estratto di quell’intervista di Fioroni, nella quale il politico dichiara: “Ospite sgradito e pagante nel Pd ormai lo sono da anni ma sono rimasto sempre fedele per il dovere di chi l’ha fondato. Non ho mai chiesto posti al sole negli ultimi anni e non voglio essere un ostacolo o un impedimento a quello che vuole fare la nuova segretaria del Pd, che ha in testa un partito di sinistra. E io invece ho fondato un partito di centrosinistra, che era la vera novità. Hanno fatto un partito di sinistra-sinistra, che è una scelta legittima, ma l’astensionismo dimostra che c’è bisogno di cambiamento della politica e non del leader.” Aldilà dello sfogo personale, che rappresenta un aspetto di questa frase, fa pensare infatti, il riferimento all’astensionismo, come fattore di richiesta sociale di un cambiamento da parte della politica. Un’analisi di questo genere, sviluppata da un politico esperto ed ex ministro, come Fioroni, presuppone la conoscenza del fatto che la società italiana vuole superare le divisioni imposte in questi ultimi anni, a favore di una riappacificazione vera e sostanziale. Per arrivare a questo legittimo ed auspicabile obiettivo, però, occorrerebbe un’opposizione più costruttiva e meno ideologica rispetto a quella che viene, invece, proposta dalla Schlein e plasticamente mostrata dalla manifestazione di sabato in Piazza Santa Croce, che ci è apparsa divisiva, non tanto per i contenuti, che potremmo definire, ormai un classico della sinistra italiana, quanto per il modo di proporli.

Ci riferiamo ad esempio, alla presenza del Sindaco Dario Nardella, sulla quale non abbiamo nulla da ridire, perché un uomo politico, così come un qualsiasi Cittadino, ha il diritto di manifestare liberamente, ma riteniamo inopportuno, l’averlo fatto indossando la fascia tricolore, come altri Sindaci, perché un Sindaco, deve rappresentare tutti i suoi Cittadini e non è scontato che tutti i fiorentini, come i residenti negli altri Comuni rappresentati, appunto siano stati d’accordo con le motivazioni della manifestazione, che non era istituzionale, ma politica, dunque di parte e divisiva, come dimostra anche la parola Odio, con la quale si apre lo striscione studentesco sottoriportato.

Se, infatti, si vuole combattere quella che si ritiene essere un’ideologia, portatrice di odio e di violenza, non lo si può fare, usando quegli stessi metodi e quegli stessi slogans a parti inverse, perché la storia recente insegna che dagli striscioni si fa presto a passare alle Molotov ed alle P38 e di tutto abbiamo bisogno, oggi, meno che di questi strumenti di presunta democrazia. Insomma, la sensazione che ci lascia la manifestazione di sabato scorso, è quella di trovarci di fronte ad un’occasione sprecata per riappacificare finalmente una società divisa, come dimostra anche la reazione degli esponenti locali e regionali di Fratelli d’Italia, che, messi sul banco degli imputati, pur senza essere nominati, ma in quanto partito, come ispiratori o complici dei fatti del liceo Michelangelo, sul quale, peraltro sono in corso indagini, delle quali forse occorrerebbe attendere l’esito giudiziario prima di esprimere giudizi o emettere sentenze popolari, hanno annunciato di non voler partecipare alla celebrazione fiorentina del 25 aprile, visto il clima creatosi nei riguardi della loro parte politica. Insomma, speriamo che la Schlein, riesca ad imprimere al Pd, una rotta diversa, anche perché non è detto che alla fine, con un’opinione pubblica stanca della politica e profondamente divisa questa che si sta iniziando a seguire, cavalcando l’onda lunga del movimentismo, in una sorta di revival degli anni ’70 possa evitare il naufragio politico del partito che si delinea all’orizzonte, come sottolineato, appunto da Fioroni nella sua intervista radiofonica.

Luca Monti
Ph. Stefano Giannattasio

4 commenti

  1. Finalmente siete tornati Ci siete mancati..Ne valeva la pena il vostro nuovo sito è bellissimo

  2. Valeva la pena aspettare per leggere di nuovo i vostri articoli. sempre interessanti e mai banali. Bentornati!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *