Il mondo dell’arte fiorentino e non solo piange la morte di Fabrizio Borghini
Nella tarda serata di sabato 14 ottobre, se n’è andato per sempre Fabrizio Borghini, un personaggio eclettico e molto amato a Firenze ed in Toscana, terre delle quali era, a sua volta, molto innamorato. Fabrizio, che avevo incontrato il giorno prima, all’inaugurazione della mostra dell’artista cinese Qiu Yi, all’anfiteatro romano di Fiesole, non era un critico d’arte, ma avrebbe potuto esserlo meglio di chiunque altro, forte della sua esperienza e della passione per il lavoro di giornalista. Una passione che lo ha portato, in trentacinque anni di carriera, a realizzare oltre 16mila servizi dedicati all’arte, in oltre cinquecento località diverse, no solo in Toscana, ma anche in Umbria, Lazio, Campania, Emilia Romagna, Abruzzo, Veneto, Lombardia, Piemonte, Liguria e persino in Francia ed in Romania. Insomma, Fabrizio era ovunque vi fosse da raccontare la storia di un artista emergente o affermato, non importava, a lui piaceva raccontare l’arte, eppure, pur essendo conosciutissimo ed appunto titolato a farlo, si limitava a svolgere il proprio lavoro di giornalista, lasciando ad altri, il compito di illustrare le opere in mostra. Fabrizio Borghini, però, era anche scrittore ed essendo amante come detto della sua Firenze, aveva dedicato alla città due volumi ed il terzo stava per uscire, intitolati “C’era una volta un rione a Firenze” ricchi di aneddoti e storie che se non fossero state fermate sulla carta, col cambiamento sociale in corso, sarebbero forse sparite dalla memoria collettiva.

Ma la vera passione di Fabrizio era il cinema ed anche a questo aveva dedicato diversi libri, di cui citiamo solo l’ultimo nella foto seguente, presentato poco più di un mese fa e dedicato alla commedia cinematografica toscana, una sorta di omaggio ai registi di eccellenza che la nostra regione ha dato alla storia del cinema Italiano.

E il destino crudele, lo ha strappato alla vita, con un infarto che lo ha colpito proprio in un cinema, oltretutto mentre assisteva alla proiezione del primo film da regista, del figlio Lorenzo, intitolato “Doppio Passo” al quale si riferisce la foto seguente ed al quale auguriamo un grande successo, anche perchè la storia, che non vogliamo spoilerare, è molto interessante ed in un certo senso attualissima, narrando le disgrazie umane di un calciatore e quindi lo potremmo definire una sorta di inchiesta sul lato oscuro del calcio.

Tuttavia questa morte, apparentemente crudele, ci lascia la speranza che la Musa del cinema, abbia voluto rapire Fabrizio, a questa vita, per offrigliene una nuova all’interno di un grande palcoscenico posto in alto nel cielo.
Luca Monti