Gli “animali fantastici” di Alice Zanin nella mostra “Graal” alle Sale d’Arte di Alessandria
La mostra “Graal” di Alice Zanin, ospitata alla Sale d’Arte di Alessandria, è uno dei più rilevanti appuntamenti artistici del Festival Art Site Fest, rassegna dedicata alle arti visive, alla narrazione e alle nuove scritture, che quest’anno giunge alla IX edizione, che prevede mostre ed eventi diffusi anche a Torino e a Govone, ideata e diretta da Domenico Maria Papa. Una rassegna che ha l’obbiettivo di costruire un dialogo tra il linguaggio del contemporaneo e i luoghi della storia delle città, dell’arte antica e medioevale, dell’impresa ( a Torino una mostra è ospitata nel Museo Reale Mutua).

Per il 2023, il tema scelto da Art Site Fest è quello della riflessione da un punto di vista artistico sul controverso tema dell’ambiente e del cambiamento climatico: uno dei temi che oggi, nel dibattito pubblico, sono affrontati alla stregua di uno scontro tra opposte fazioni di tifosi di calcio. Nell’intervista pubblicata a Giugno a un’attivista di uno dei movimenti “ambientalisti” giovanili, la persona intervistata sosteneva che le azioni mediatiche e performative compiute dagli attivisti avevano l’obbiettivo di riportare l’arte alla “funzione sociale” che avrebbe ricoperto in passato.
Se il tema del ruolo dell’arte nella società non si può certo affrontare in un articolo di giornale, possiamo affermare che l‘arte migliore è quella che nasce dal “sacro fuoco” creativo dell’artista libero da vincoli e soprattutto da intenti didascalici e pedagogici. In ogni caso la rappresentazione artistica di temi socialmente molto discussi è utilissima a guardarli da un punto di vista meno esagitato, in quanto trasfigurati dal potere simbolico e ipnotico dell’opera d’arte. E certamente la mostra di Alice Zanin interpreta il tema dell’Art Site Fest in modo originalissimo e secondo una prospettiva di ricerca artistica che l’autrice porta avanti dal 2012.
Ospitata dalla Città di Alessandria, la mostra “Graal” di Alice Zanin interviene con un progetto che si colloca a metà tra la mostra, l’installazione site-specific e la project room spiccatamente museale. Il titolo scelto dall’artista dialoga con la collezione permanente delle Sale d’Arte, che ospitano gli affreschi del Ciclo di Artù staccati dalla Torre di Frugarolo, esposti nella collezione permanente del museo. La scelta di Alessandria è stata quindi quella di un luogo “storico” della città e del dialogo tra il linguaggio contemporaneo dell’artista piacentina e gli affreschi medioevali di Frugarolo, uniti dal concetto di “Graal” come se l’opera di Zanin evocasse una sacralità insita anche nel mondo della natura.


Alice Zanin realizza opere che hanno come tema centrale quello del mondo animale: le sue opere sono immagini di ibis, cavalli, elefanti, pesci, pinguini, che popolano uno suo zoo personale.
A una prima occhiata, le “project room” e le installazione dell’artista sembrano essere ispirate dai “musei di storia naturale” dall’atomosfera a volte lugubre, nei quali sono esposti gli animali tassidermizzati, o alle “wunderkammer” del passato. In realtà quelli di Alice Zanin sono “animali fantastici” dai colori diversi da quelli dei loro corrispettivi reali.

Anche le forme degli animali di Alice Zanin non sono non sono quelle della natura, ma sono le forme immaginifiche e fantastiche dell’arte. Gli animali di Alice Zanin sono caratterizzati da un’elegante struttura spesso allungata, sinuosa, di ricercata raffinatezza che occhieggia all’estetizzazione degli animali nell’arte liberty. L’artista utilizza in prevalenza la carta pesta, di giornale, colorata in modo originalissimo.
Per le Sale d’arte di Alessandria, Alice Zanin ha invitato i visitatori a immergersi in un immaginario ambiente marino: pesci fantastici, delfini, sassi marini, ippocampi e cavallucci marini.
Di grande suggestione e ironia la sequenza dell’amore che nasce tra due “sassi marini””.

Il mare, in un’età geologica lontana, lambiva anche il Piemonte, tanto che in provincia di Alessandria troviamo ancora oggi tracce dell’antico mare nei calanchi di Sottovalle, ai confini con la Liguria, e nei “fossili” ritrovati nel tortonese, che hanno persino dato il nome a un paese: Sant’Agata Fossili, nel tortonese. Secondo le pessimistiche previsioni sull’innalzamento delle temperature e sullo scioglimento dei ghiacciai, il mare potrebbe tornare a bagnare il Piemonte in un futuro più o meno lontano.

La mostra è articolata in due sezioni: la “project room” che ricrea l’ambiente marino a piano terra e quella monotematica dedicata ai coloratissimi ippocampi al piano superiore, uno dei temi ricorrenti di Alice Zanin.
Alice Zanin è nata a Piacenza nel 1987. Autodidatta di formazione, ha sperimentato diverse tecniche espressive, tra le quali anche la pittura, per scegliere di concentrarsi dal 2012 in maniera quasi esclusiva sulla cartapesta.

Attualmente il suo lavoro, pur restando a tutti gli effetti scultura, oggi tende all’installazione soprattutto in ambito espositivo, costruendo un dialogo tra le opere e gli oggetti. Tra le sue mostre personali, “Uccellacci e uccellini. Da Darwin a Pasolini” al Palazzo della Ragione di Bologna (2018) Animali Incartati (2017) alla Triennale di Milano, The Great Hyppocampus, Palazzo della Permanente, Milano (2016). Ha partecipato a diverse fiere ed è stata finalista di concorsi internazionali come l’Arteam Cup. Le sue opere fanno parte di collezioni private in Italia, Usa, Belgio, Austria, Canada, Venezuela e Australia. Vive e lavora a Piacenza.
La manifestazione è stata realizzata con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria. La mostra resterà aperta fino al 12 dicembre 2023, seguendo l’orario del museo Sale d’Arte (dal giovedì alla domenica, orario 15.00-19.00)
Andrea Macciò
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