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Baccarat. L’ultimo romanzo della “scrittrice del turno di notte” Viviana Albanese

di Andrea Macciò
sabato 2 Dicembre 2023 · 12:39 · 8 min di lettura
Baccarat. L’ultimo romanzo della “scrittrice del turno di notte” Viviana Albanese

 

 

In Italia non è facile vivere di sola scrittura, a meno di non entrare in certi circuiti editoriali. In un paese nel quale, anche grazie al self publishing, pochissimi leggono, ma moltissimi scrivono, a volte è possibile individuare degli autentici talenti letterari che portano avanti una propria “poetica” nel loro lavoro di scrittura, e che possiamo comprendere e apprezzare appieno solo conoscendone l’intera opera.

Una di queste autrici dal talento non comune è senza dubbio Viviana Albanese che si definisce La scrittrice del turno di notte per essere riuscita a incastonare la passione per la scrittura fra gli impegni del lavoro e della famiglia; ha iniziato in self publishing per poi essere contattata da una casa editrice dell’alessandrino, Puntoacapo, per la pubblicazione del suo libro Mercoledì”.

Viviana Albanese

Viviana, che risiede a Stazzano (Al), racconta alla perfezione l’anima del suo territorio, la bassa provincia alessandrina orientale, tra Stazzano, Arquata Scrivia, Vignole Borbera, Serravalle Scrivia, Novi Ligure. Una terra di confine, tra Piemonte e Liguria, vicina alla Lombardia e alla provincia di Piacenza.

Veduta di Stazzano Ph. Andrea Macciò

Viviana Albanese nei suoi libri d’esordio è riuscita a renderne alla perfezione l’anima: le relazioni sociali sono ancora autentiche e di prossimità, è una provincia viva, lontana anni luce dagli hinterland anonimi delle grandi città come Milano, Roma, Napoli, Torino, in parte oggi invasa dai “non luoghi” come l’Outlet di Serravalle Scrivia e il paesaggio fatto di parcheggi e centri commerciali che si trovano attorno all’abitato di Alessandria. Contraddizioni che racconta nei suoi testi.

L’altra particolarità dei suoi libri sono alcuni personaggi, che ritroviamo in età diverse e in libri diversi: Cali, Margherita, Sara, Sebastiano e molti altri.

Personaggi che ricordano i “Sei personaggi in cerca d’autore” di Pirandello, e che ci possiamo immaginare a vagare fra la Valle Scrivia e la Val Borbera fino a incontrare l’autrice che ha dato loro vita.

Un altro talento non comune di Viviana Albanese è quello di raccontare con efficacia e delicatezza la geometria variabile delle relazioni interpersonali e amorose, astraendole dai riferimenti al mondo esterno e sociale, come nei film di Rohmer.

La sua opera comincia con la storia di Sara, divisa fra i due romanzi auto pubblicati War Senza TracciaProsegue con i due romanzi Mercoledì, con protagonista Margherita, Professione Pendolare, con protagonista Cali.

Viviana Albanese e l’editore Mauro Ferrari, Ph. Andrea Macciò

Tutti i personaggi si ritrovano in una sorta di prequel, i tre racconti di What Is Love? scritto assieme ad Arianna Ciancaleoni e Sarah Arenaccio, oggi non disponibile.

I primi libri di Viviana Albanese sono auto concludenti, ma nello stesso momento legati l’uno all’altro.

Con “Le nove fasi” la scrittrice cambia completamente ambientazione, raccontandoci la storia di Allegra, una donna dell’alessandrino che, dopo aver scoperto un segreto sul marito Simone, in coma dopo un grave incidente stradale, decide di “rovesciare il tavolo” della vita e partire da sola, diretta in Francia, prima nella regione del Rodano poi a Parigi e Nizza. Un romanzo psicologico sul tema dell’elaborazione del lutto (al quale allude il titolo, Le Nove Fasi) e sulla dipendenza affettiva. Anche ne “Le nove fasi” abbiamo un personaggio che ritorna, Andrea Alberto Marco, tra i protagonisti di Professione Pendolare.

Con Baccarat, il suo ultimo romanzo, il cui titolo allude forse a un noto gioco d’azzardo, abbiamo un nuovo cambio di stili e atmosfere, e Viviana Albanese abbandona, almeno per ora, i suoi personaggi migranti.

“Era una sera di inizio settembre, quando Caterina si accorse all’improvviso che le giornate si accorciavano”. È nella più malinconica e appartata delle stagioni, l’autunno, tra l’equinozio e il solstizio d’inverno del 21 dicembre quando il vero freddo lascia il posto alla “scarnebbia” che si svolge la storia di Caterina, una ragazza, o meglio una “giovane adulta” intorno ai 35 anni che lavora al banco informazioni di un supermercato di Novi Ligure, la sua città.

Veduta di Novi Ligure, Ph. Andrea Macciò

Caterina è introversa, fatica a socializzare con le colleghe, è single ed ha poche amiche. La sua vita è come se si fosse fermata un giorno di circa venti anni prima, quando è successo quello che lei chiama “il fatto”.

Il ritorno a Novi di Gigi Rambaldi, “star” cittadina alla fine degli anni Novanta del quale quasi tutte le ragazze erano innamorate, dopo il declino della sua carriera artistica e musicale, per aprire un innovativo locale nel centro di Novi, il Fling Bar, è per Caterina un grandissimo motivo di turbamento. Gigi Rambaldi, che ora si fa chiamare con il nome di battesimo Luigi, è legato al “fatto” che ha sconvolto la vita di Caterina e della sua famiglia. Un mercoledì d’autunno Caterina si ferma appositamente a prendere uno spritz al Fling Bar, con la scusa di attendere l’amica Marta, e riallaccia i contatti con Luigi Rambaldi, che, nonostante venti anni di più e la dissoluzione della sua carriera musicale non sembra aver perso un certo fascino da frequentatore assiduo degli ambienti dell’arte e dello spettacolo. Caterina e Luigi si ri-conoscono e tra loro sembra nascere un’inaspettata attrazione. Negli stessi giorni, Caterina conosce una nuova amica, Greta, una simpatica traduttrice che lavora da casa, affetta da disturbi del sonno. Forse per Caterina potrebbe essere arrivato il momento di iniziare a “vivere” pienamente ed essere finalmente felice. Ma lei vuole a tutti i costi affrontare il trauma del “fatto” al quale Gigi Rambaldi è legato.

Con “Baccarat” Viviana Albanese ritorna, dopo la divagazione “francese” de Le Nove Fasi, ad ambientare il suo romanzo nei luoghi della provincia alessandrina, un territorio del quale ha saputo raccontare alla perfezione l’atmosfera e l’anima già dai suoi primi romanzi, ambientati tra Arquata, Stazzano, Serravalle, Novi, nei quali ha raccontato il “confine” varcato ogni giorno da chi da Arquata si reca a lavorare a Milano, le relazioni sociali ancora autentiche e di prossimità di paesi, se torni trovi sempre l’amico/a d’infanzia che ti cura una ferita dell’anima, la geometria eterna delle relazioni personale e amorose, ma anche le atmosfere surreali dei non luoghi come l’Outlet di Serravalle e le periferie “commerciali”.

Con Baccarat Viviana Albanese ci regala un romanzo che con la consueta finezza psicologica si avvicina per molti aspetti al giallo e al thriller.

Per buona parte del libro il “fatto” resta misterioso per il lettore; soprattutto nella seconda parte, il romanzo è pervaso dalla tensione tipica di un mistery, anche se di certo non siamo di fronte a un giallo classico. Il personaggio di Gigi Rambaldi è molto interessante e ricorda per alcuni aspetti gli “artisti” della scena romana ormai decaduti descritti in alcuni libri di Camilla Baresani, con il suo atteggiamento misto di malinconia e cinismo. In Caterina, ragazza di provincia introversa e malinconica, c’è qualcosa di Cali, Marghe, Allegra de “Le nove fasi” e degli altri personaggi femminili “storici” di Viviana Albanese. Anche lei si è creata una comfort zone, soffocante, ma rassicurante, e il doppio incontro con una nuova amica come Greta e con Luigi Rambaldi e il misterioso “fatto” che si porta dietro è un’occasione per rompere questa bolla di “comfort”.

E sappiamo che rischiando si può migliorare la propria vita, come peggiorarla. Eccellenti come sempre le descrizioni ambientali, la cittadina avvolta nella nebbia autunnale e un po’ sonnacchiosa, il corso semideserto all’aperitivo di un mercoledì sera d’autunno, il passaggio graduale delle stagioni. Come ricorda Caterina nell’inizio del libro, l’estate è quella stagione ingannevole nella quale già le giornate iniziano ad accorciarsi, e il vero “calore” sta nella promessa della primavera. Un concetto quasi leopardiano.

Nei suoi romanzi, è possibile cogliere lo smarrimento che coglie oggi le generazioni intermedie, quelle che appunto hanno vissuto l’adolescenza negli anni Novanta come l’autrice e la sua protagonista, alle quali appartengo anche io. Un tema che ritorna in molti dei suoi libri con una sottile nostalgia per quell’epoca vicina che ha segnato il cambiamento culturale e sociale che ha portato a quella “digitale” di oggi. Oggi, un Gigi Rambaldi ventenne non avrebbe forse bisogno di lasciare la provincia piemontese per Milano, sarebbe un influencer o uno star di Instagram o Tik Tok.

La scrittura di Viviana Albanese non delude mai: delicata, profonda, stilisticamente perfetta, né troppo sintetica, né inutilmente prolissa, ti porta dentro ai luoghi che descrive come la sindrome di Stendhal dentro le opere d’arte.

Baccarat, caratterizzato anche da una bellissima cover, è un romanzo coinvolgente ed emozionante come un thriller, con personaggi accurati, psicologicamente complessi e non banali che difficilmente il lettore dimenticherà.

 

Viviana Albanese, laureata in lingue e letterature straniere, è nata a Genova e vive a Stazzano. Con edizioni Puntoacapo ha pubblicato “Mercoledì” Professione Pendolare” e “Le nove fasi”. È inoltre autrice di “War” e “Senza Traccia” pubblicate in self publishing e di tre racconti dell’antologia “What is Love?” assieme ad Arianna Ciancaleoni e Sarah Arenaccio. Baccarat, il suo ultimo romanzo, è uscito a novembre 2023

Andrea Macciò

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