Senigallia: in mostra l’universo fantastico di Sandy Skoglund, regina della staged photography, e i ritratti della prima fotografa professionista italiana Maria Spes Bartoli
Dal 23 novembre 2023 al 2 giugno 2024 nelle sale di Palazzo del Duca di Senigallia è possibile visitare la mostra antologica di Sandy Skoglund. I mondi immaginari della fotografia. 1974 – 2023, organizzata dal Comune di Senigallia con il sostegno di Regione Marche, la collaborazione di Fondazione Cassa di Risparmio e Galleria Paci Contemporary.

Sandy Skoglund e la staged photography
Sandy Skoglund (1946) è un’artista statunitense considerata la creatrice della “staged photography” ovvero la “fotografia scenica”. Si tratta di una tecnica che si è affermata progressivamente negli anni Ottanta del Novecento sino a diventare una delle numerose “correnti” artistiche della fotografia contemporanea.

La staged photography muove da una filosofia opposta a quella del concetto di “momento decisivo” di Henry Cartier Bresson: nella fotografia scenica, l’artista come un pittore mette in scena con meticolosità tutto ciò che rientra nel campo dell’inquadratura, per poi successivamente scattare. Non c’è nulla di casuale o di intentato. La staged photography è figlia dei tableaux vivants e della fotografia “pittorialista” diffusa tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento.
L’interpretazione della fotografia scenica di Sandy Skoglund risente in maniera evidente dell’influenza del movimento surrealista: la fantasia gioca con la realtà, con figure umane inserite in contesti surreali e stranianti, con un effetto che ai “profani” potrebbe apparire ottenuto con la post-produzione o con programmi di Intelligenza Artificiale.
A testimoniare la “veridicità” di quanto vediamo nelle immagini, in mostra anche i supporti (come, ad esempio, le statue in plastica degli animali come i gatti verdi di Radioactive Cats o le “piastrelle” utilizzate per l’immagine “Camminando sulle uova”).

L’esposizione di Senigallia ripercorre la carriera di questa artista che ha scelto la fotografia come medium espressivo per immortalare le ricche installazioni ambientali che crea, composte da oggetti quotidiani, materiali da lei disegnati e fabbricati e sculture di piccolo e medio formato che realizza appositamente per i suoi paesaggi immaginifici. Tutti i lavori hanno una gestazione piuttosto lunga, poiché la Skoglund passa mesi, a volte anni, a studiare e ricreare ogni minimo dettaglio dell’installazione che verrà poi fotografata, utilizzando la cifra stilistica dei forti contrasti cromatici che rendono la scena ancora più fantastica e surreale. Nel corso della sua carriera, l’artista ha realizzato nel complesso solo una trentina di opere. Nonostante quello che appaia al visitatore sia il prodotto finale, ovvero la fotografia, non possiamo considerare Sandy Skoglund solo una fotografa.

Le sue opere sono a tutti gli effetti delle performance, della quale la fotografia costituisce solo il “prodotto” finale.
Le opere in mostra a Senigallia: da Winter a Picnic in the wine
Tra le opere più suggestive, segnaliamo “Picnic in the wine” caratterizzato dal contrasto cromatico tra l’azzurro del cielo e la composizione verde/granata della scenografia. Picnic in the wine potrebbe essere interpretata come una sorta di rivisitazione “femminista” del celebre Dejeuner sur l’herbe di Edouard Manet. Qua sono le due ragazze a essere vestite di tutto punto, a differenza di quanto accade nel noto quadro francese
La mostra ripercorre tutte le fasi dell’attività di Sandy Skoglund, da quando negli anni ’70 inizia a fotografare da autodidatta, passando per i primi grandi successi di pubblico e critica degli anni ’80, come “Radioactive cats” e “Revenge of the goldfish” con i loro ormai iconici animali fluorescenti, e per le celebri opere degli anni ’90, come “Atomic Love” e “The cocktail party”, dove le installazioni diventano sempre più ricche e complesse con figure umane e statue che convivono in dialoghi silenti.
Infine, “Winter”, l’ultima opera realizzata dall’artista, un lavoro iniziato nel 2008 e terminato nel 2018 la cui elaborazione ha richiesto anni di prove e tentativi, in cui ha sperimentato tecniche nuove e processi digitali focalizzati sull’immagine del fiocco di neve, “un ibrido di tecniche e concetti che sono stati immortalati insieme dalla macchina fotografica il 22 dicembre 2018. In opposizione alla rapida istantanea, Winter è uno studio sulla perseveranza e la persistenza, un paesaggio artificiale che celebra le belle e spaventose qualità della stagione più fredda” ha dichiarato l’artista nel corso dell’inaugurazione.

“Winter” l’ultimo lavoro, è protagonista di un focus nell’esposizione senigalliese: oltre alla fotografia omonima è stato ricreato nella prima sala della mostra il setting di realizzazione, con gli sfondi e alcune delle sculture originali usate da Skoglund, che permette ai visitatori di entrare letteralmente nell’opera e scoprire da vicino la minuzia di dettagli e l’incredibile lavoro che si cela dietro a uno scatto solo apparentemente istantaneo. In mostra anche alcuni disegni preparatori.
Le altre mostre: Maria Spes Bartoli, la prima fotografa professionista italiana, e la Mail Art
Nell’attiguo Palazzetto Baviera, sempre nella Piazza del Duca di fronte alla Rocca Roveresca, un’altra mostra di minor impatto scenografico, ma di grande interesse sia artistico che storico-sociale è dedicata a Maria Spes Bartoli, nata nel 1888 e che nel 1924 divenne la prima fotografa professionista delle Marche. Si trattava di un’epoca nella quale molte professioni erano ancora “vietate” anche se magari non in maniera esplicita, alle donne. La fotografa marchigiana fu sicuramente una pioniera, negli anni successivi iniziarono ad affermarsi fotografe professioniste sia nel campo della ritrattistica e dell’immagine artistica che del fotogiornalismo, come Ruth Orkin, della quale abbiamo parlato in un articolo di qualche mese fa.
In mostra a Senigallia numerose opere di Maria Spes Bartoli, tra le quali ritratti, autoritratti e lavori realizzati per il teatro.

A Palazzetto Baviera, è possibile visitare anche la mostra dedicata alla “mail art” o “arte postale”. Nelle Marche, non lontanissimo da Senigallia, a Montecarotto, si trova l’unico museo italiano interamente dedicato a questa tecnica artistica, che prevede lo scambio di idee ed esperienze artistiche attraverso i mezzi postali. Nata nel periodo del futurismo, tra gli ideatori proprio il marchigiano Ivo Pannaggi, la mail art oggi si esprime anche attraverso i mezzi digitali.
La biglietteria unica delle mostre si trova a Palazzo del Duca, è possibile visitare entrambe le mostre e le sedi, oppure solo una delle due. A Palazzo del Duca, anche la collezione permanente dedicata al realismo magico di Mario Giacomelli.
La mostra di Sandy Skoglund resterà aperta fino al 2 Giugno 2024 con il seguente orario: giovedi-domenica 15-19.
Andrea Macciò
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