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Stasera gli Incognito in concerto per la chiusura del Seravezza Blues Festival

di Luca Monti
lunedì 22 Luglio 2024 · 12:27 · 3 min di lettura
Stasera gli Incognito in concerto per la chiusura del Seravezza Blues Festival

Stasera negli splendidi ambienti del Palazzo Mediceo di Seravezza, dichiarato patrimonio mondiale dell’Unesco, si chiuderà il Seravezza Blues Festival con un concerto degli Incognito, storica band britannica pioniera dell’acid jazz. Si tratta dunque di una splendida occasione per chi si trova in ferie in Versilia, per ascoltare buona musica, in un evento che rappresenta l’unica data toscana per gli Incognito ma anche per scoprire la bellezza del patrimonio artistico e culturale di quel territorio che contribuisce a rendere la nostra regione, un vero e proprio museo diffuso, che tutto il mondo ci invidia. Ma parliamo un pò della storia di Seravezza e di quella del Palazzo Mediceo, sede del concerto di stasera. Le origini di Seravezza, come quelle di buona parte degli insediamenti urbani di quella zona, sono longobarde ed il nome originario del borgo, all’epoca centro di scambi commerciali, era Sala Vetitia. A proposito del nome del Comune, molti credono che esso abbia, invece origine, dal fatto che il borgo è attraversato da due torrenti, il Serra ed il Vezza, discendenti dalle Alpi Apuane, che unendosi, danno vita al fiume Versilia mentre in realtà, è proprio il paese a dare il nome ai due corsi d’acqua. Resta il fatto che spesso, anche sulle testate cartacee, a causa di questo equivoco storico, il comune viene citato come Serravezza, con due r. In epoca medievale le vicende storiche del paese, si confondono, come spesso accadeva in quell’epoca, con quelle delle sue principali famiglie, in particolare quelle dei Vallecchia e dei Corvaia, che si imparentarono tra loro giocando un ruolo significativo nelle lotte territoriali tra i Comuni di Pisa e Lucca, per il controllo della Versilia nel XII secolo. Nel 1254, a seguito della scelta ghibellina e filopisana compiuta dai nobili versiliesi capitanati da Guido, esponente di spicco delle due casate, ormai unitesi, Lucca pose al bando i da Corvaia e i da Vallecchia, rinnovando la sentenza nel 1267, nel contesto della discesa in Italia, di Carlo d’Angiò e della sua vittoria su Manfredi, sancendo così la ripresa guelfa in Toscana. Per quanto riguarda il Palazzo Mediceo, come spiega bene il nome, venne edificato tra il 1560 e il 1564 per volontà di Cosimo I dei Medici, come una delle tante dimore granducali fuori Firenze ed è costituito da un complesso architettonico che comprende il Palazzo, le Scuderie, la Cappellina ed il giardino. A differenza delle altre Ville Medicee toscane, quella di Seravezza, si caratterizza per la estrema semplicità delle architetture, legata probabilmente alla sua funzione, che non era quella di una vera e propria dimora, concepita anche per lunghi soggiorni, ma come residenza temporanea durante le frequenti visite granducali alle cave di marmo e alle miniere di argento della Versilia, anche se rimase per molti anni, residenza estiva dei Medici e successivamente degli Asburgo-Lorena e di altre famiglie nobili toscane, fino all’Unità d’Italia, quando il palazzo divenne sede del Municipio e tale rimase fino al 1967. Come detto, nel 2013 è stato Riconosciuto dall’Unesco, come Patrimonio Mondiale dell’Umanità ed è inserito nel sito delle “Ville e Giardini Medicei della Toscana”. Oggi il palazzo, è sede del Museo del Lavoro e delle Tradizioni Popolari della Versilia Storica, della Biblioteca e dell’Archivio Storico del Comune di Seravezza.

Luca Monti

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