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L’Europa non c’è più?

di Luca Monti
martedì 11 Giugno 2024 · 21:02 · 4 min di lettura
L’Europa non c’è più?

I risultati dell’election day europeo, ci danno un quadro a tinte fosche per il futuro dell’Unione Europea, o per meglio dire, per i dinosauri politici di quest’Europa, nella quale i Cittadini paiono non credere più, stanti le forti percentuali di astensionismo, in ben sedici dei ventisette Paesi membri con il minimo del 21,34 % in Croazia, che hanno portato sotto il 50% dei votanti anche l’Italia, col 48,30% per un’affluenza totale europea del 51,01%. Questo dato aggregato, ripreso da Verian, per conto del Parlamento Europeo, quindi ufficiale smentisce il fatto che gli Italiani, siano da considerare isolati, come molti sostengono, in questo atteggiamento di sfiducia verso l’Unione Europea e sancisce, come detto, il distacco tra questa entità politica sovranazionale ed i Cittadini. I motivi di questo distacco, che appare ormai incolmabile, sono da ricercarsi, a nostro avviso, nell’eccessiva attribuzione di sovranità all’Unione Europea, che dovrebbe svolgere solo una funzione di coordinamento e non essere una struttura decisionale, a danno dei singoli Paesi membri, anche quelli più forti, o considerati tali. La Francia, infatti, che molti analisti nostrani, classificano sempre come tra i potenti ed il Belgio, Paese sede del parlamento Europeo, nel quale ha votato l’89,82 % degli aventi diritto, hanno pagato subito le spese dei risultati elettorali dello scorso fine settimana, dal punto di vista politico, con nuove elezioni previste a breve. Non è poi, un caso, forse, se a pagare il prezzo più alto in termini di mancato consenso sono stati, almeno in Italia, i partiti che portavano nel proprio simbolo riferimenti specifici all’Europa, quali “+ Europa” e “Stati Uniti d’Europa” segno evidente che il punto centrale della questione è proprio la sovranizzazione indebita dell’Europa. Eppure, a parte lo scatto d’orgoglio inaspettato di Macron, che di fatto ha firmato una predimissione e del Premier belga che si è dimesso i mercati, sembrano non aver recepito il messaggio forte e chiaro, arrivato dalle urne, con la borsa di Parigi, che ha perso l’1,85%. E qui si apre un altro problema, che sicuramente gli economisti, che ormai sono considerati, a nostro avviso, senza motivo, i salvatori del mondo malgrado i pessimi risultati gestionali dei governi Monti e Draghi, entrambi bocconiani, non vorranno sentirsi dire. Stiamo parlando del fatto, ormai indiscutibile, che l’Europa, oltre ad avere troppa sovranità, se l’è venduta appunto agli economisti, che di fatto, fanno il bello ed il cattivo tempo, secondo le loro convenienze del momento, col risultato che il vecchio continente, da guida economica, sociale e persino spirituale del mondo, si è via via ridotto ad una periferia metropolitana degradata. E siccome questo cambiamento non è passato inosservato a chi ci vive, ecco che oggi, i Cittadini, rifiutano in modo evidente il concetto stesso di Europa, delegittimandola e snobbandola col non voto, oppure dando la loro preferenza, a partiti cosiddetti sovranisti, perchè vogliono, appunto riportare com’è giusto che sia, al centro della loro vita gli Stati e non un’entità giuridica astratta, che si occupa peraltro, di sole cose astratte, oppure del tutto improponibili come la rivoluzione verde e la farina di insetti ad uso alimentare. Come si fa, infatti, a pensare di uniformare la vita di Cittadini di ventisette Stati nazionali, ciascuno con usi e costumi totalmente diversi, portati da svariati secoli di storia, spesso conflittuale con i Paesi vicini? Se pensiamo solo all’Italia, infatti, non possiamo non riconoscere, le enormi diversità socioeconomiche e culturali, tra le varie Regioni e spesso tra provincie vicine, che ancora dopo oltre un secolo e mezzo di unità nazionale non si sono risolte ed il credere che a Bruxelles, qualcuno possa decidere quante e quali lampadine vanno usate a Napoli, o nella nostra Firenze, è davvero paradossale, per non dire ridicolo, considerando, oltretutto gli scandali che hanno macchiato recentemente l’immagine del Parlamento Europeo, con alcuni membri, anche importanti ed ahinoi anche italiani, che addirittura buttavano i soldi nei cassonetti, tanti ne avevano rubati tramite tangenti varie. Comunque ormai il dado è tratto e crediamo che coloro che insistono nel portare avanti quest’idea di Europa, hanno il fiato corto, perchè, come detto, è venuta a mancare loro la legittimazione popolare, senza la quale il castello di carte di Bruxelles, è destinato ad essere spazzato via, alla prima folata di vento più forte.

Luca Monti

 

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