Si è svolto stamattina a Scandicci il congresso regionale di Democrazia Sovrana e Popolare

30 Maggio 2026 pubblicato in Politica


Alla presenza di un centinaio di persone, fra delegati provinciali e comunali, militanti e simpatizzanti, si è svolto stamattina presso il Circolo Aurora, a Scandicci il congresso regionale di Democrazia Sovrana e Popolare presieduto da Marco Rizzo.

Nel suo discorso di apertura Rizzo, ha ribadito le posizioni di DSP in materia di politica estera considerata prioritaria, in quanto necessaria al raggiungimento dell’obiettivo di riconquistare una sovranità politica ed economica da parte dei singoli Paesi che compongono, oggi l’Unione Europea, considerata più un problema per i Cittadini, che una risorsa in termini istituzionali. Rizzo, ha tenuto a sottolineare, tuttavia, che il nazionalismo portato avanti da DSP che si pone in termini di terza via, rispetto alla destra ed alla sinistra, in quello che potremmo definire come un ecumenismo del buon senso politico, non è prevaricatore nei confronti degli altri Paesi ma, anzi rappresenta una forma di rispetto e di solidarietà, verso le aspirazioni di tutti i Paesi membri dell’Unione Europea alla riacquisizione delle rispettive sovranità, dalle quali poi ripartire, per ripensare completamente l’Europa, che, se non si avvierà verso questo tipo di riforma, sarà destinata a sparire come continente, nel giro di qualche decennio. Inoltre, secondo Rizzo, la Russia, una volta chiusa l’esperienza fallimentare di Bruxelles, dovrà entrare necessariamente nel nuovo assetto europeo dei popoli. Si tratta di argomenti non nuovi, ma esposti con una convinzione ed una chiarezza che le rendono estremamente attuali ed attrattive. Ci è piaciuto nel discorso di Rizzo, poi il riferimento alla necessità di pensare la politica in senso verticale e non orizzontale. La verticalità del pensiero infatti, è un’allegoria filosofica, che identifica lo spirito, senza il quale, le azioni dell’uomo sono vane e prive di effetti concreti. Ma cos’è in politica la verticalità, evocata da Rizzo? Potremmo definirla come una rivisitazione moderna della lotta di classe, nella quale oggi, non si fronteggiano i lavoratori ed i padroni entrambi impoveriti, ma i popoli, uniti nelle varie sfaccettature sociali e le cosiddette élites economico – finanziarie, che hanno di fatto soppiantato e sterilizzato la politica rendendola orizzontale, vale a dire incapace di uscire da schemi antitetici risalenti ad ideologie nate nell’800 e di fatto uscite, se non sconfitte, ma quantomeno prive di spinta propulsiva dalla Seconda guerra mondiale. La visione politica di DSP appare quindi interessante proprio per la sua linearità e per la semplicità dei concetti che esprime. Al congresso erano presenti anche Fabio Filomeni, cofondatore insieme a Vannacci, del movimento Mondo al Contrario, Manuel Vescovi ex leghista di vertice in Toscana, Lorenzo Berti dell’Associazione Vento dell’Est, che si occupa di portare aiuti alle popolazioni del Donbass martirizzate da una guerra fratricida, tra popoli che condividono la stessa cultura e la stessa origine e quindi ancora più orribile di tante altre, che hanno tenuto brevi interventi. Tra il pubblico, abbiamo poi visto Mario Molinaro, presidente di Union Rete NCC che era presente per verificare se nelle opzioni politiche di DSP vi possa essere anche quella di aiutare il settore economico da lui rappresentato, in grave sofferenza come tutto il comparto turistico, non tanto e non solo per il caro carburanti, che pure pesa in termini economici su aziende che gestiscono flotte di veicoli in movimento giornaliero, quanto per le farneticazione locali da parte di Sindaci, che s’inventano sempre nuove normative e limitazioni per le attività imprenditoriale che operano nel turismo. A Rizzo che ci ha gentilmente concesso di fargli una domanda malgrado i tempi strettissimi del congresso ed i suoi numerosi impegni della giornata, abbiamo chiesto quale sia la politica fiscale di DSP, perché, è indubbio che se nella nuova lotta di classe datori di lavoro e dipendenti sono sulla stessa barricata contro lo strapotere di banche e poteri forti, occorre un correttivo, soprattutto alla pratica quantomeno barbara e disumana, peraltro unica in Europa, del pignoramento dei conti bancari da parte dell’Agenzia delle Entrate, senza passare dal vaglio autorizzativo della Magistratura. Rizzo ci ha risposto:

“In effetti, la pratica del pignoramento dei conti correnti bancari, da parte dell’Agenzia delle Entrate, rappresenta una stortura enorme che penalizza la vita economica italiana, andando a colpire le piccole e medie imprese, che sono l’ossatura della nostra economia paralizzandone le attività e la possibilità di far pronte ai loro impegni. Lo Stato non può bloccare i conti ad aziende sane che spesso non arrivano a pagare le imposte, proprio perché quello stesso Stato, salda i debiti con quelle stesse aziende con colpevole ritardo. Insomma, un gioco diabolico, del quale fa parte anche la lotta al contante che ha come scopo quello di arrivare ad introdurre l’euro digitale, che rappresenterà la fine di ogni autonomia finanziaria individuale. Per quanto riguarda la politica fiscale complessiva di DSP posso dire che stiamo lavorando ad un progetto di riforma della materia che sarà molto articolato e del quale non posso dire di più, perché ci vorrebbe molto tempo per spiegarlo. Va tuttavia tenuto presente che il nostro progetto di riforma, non solo in ambito fiscale, ma in qualsiasi campo, per essere applicato, ha bisogno di essere supportato da un voto popolare che porti DSP all’interno di una coalizione di governo.”

Luca Monti





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