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Rivelazioni d’acqua di Camilla Ziglia

di Andrea Macciò
venerdì 12 Gennaio 2024 · 12:07 · 4 min di lettura
Rivelazioni d’acqua di Camilla Ziglia

 

 

Il lago è il protagonista della raccolta poetica di Camilla Ziglia Rivelazioni d’acqua, edita da Puntoacapo editrice.

La sua poesia è caratterizzata da una marcata forza visiva e iconica, che porta il lettore a immaginare gli ambienti lacustri evocati dai suoi versi. Possiamo immaginare che sia uno dei bellissimi laghi del bresciano, terra di origine dell’autrice.

Come afferma nella prefazione Ivan Fedeli, l’opera dell’autrice rielabora in forme personalissime la tradizione poetica dell’ermetismo italiano del Novecento. Sono componimenti brevi, improvvise rivelazioni d’acqua, arricchite da allitterazioni e rime appena sussurrate.

Rivelazioni d’acqua inizia con un incipit che si rivolge direttamente al lettore: stai qui, senti- ti piace- è il mio giardino sulla sponda del lago come se fosse un invito a entrare nel suo mondo poetico.

La raccolta è divisa poi in quattro stagioni: stagione di mancanza, stagione di sangue e perdono, stagione di promesse, stagione di percorsi. Le stagioni atmosferiche percepite dal suo giardino sul lago trasfigurate in metafore dei percorsi interiori.

Un grazie di ciglia/questa nebbia/che emerge dall’acqua dalla terra/ più grassa si lascia accogliere. Può essere la morte/ tanto pazza della vita, da guardarla piano negli occhi/ e alitarle in faccia.

Al confronto tra vita e morte è dedicato questa sezione del libro, che richiama idealmente la stagione delle nebbie e del letargo della natura.

La stagione del sangue e del perdono evoca l’inverno, con immagini che rimandano al freddo e alla neve. È una stagione violenta e nelle poesie dominano le immagini di strappi e lacerazioni.

M’ha strappata a viva forza/strattonata per i polsi/all’apertura delle imposte o il sole più freddo/acceca la neve d’alta quota.

E arriva la Primavera, la stagione delle promesse e dell’attesa di una rinascita che magari non avverrà, qualcosa di simile al leopardiano sabato del villaggio.

C’è un momento all’alba/ che torna al tramonto/ riaffiora la costante del tempo/ (…) in un attimo è giorno.

È anche la stagione dell’amore…

Se mi chiedi cos’e amore/stringo le mani nelle tue/ quelle che mi hai teso vuote/ con tutta la vita scritta dentro”

… stagione che ci porta all’estate, la stagione dei percorsi e della calma delle cose compiute. La centralità del magico ambiente lacustre si acuisce in quest’ultima parte della raccolta, con moltissime immagini dal grande impatto visivo. La nebbia è un’altra costante del viaggio poetico di Camilla Ziglia, dalla fitta nebbia autunnale alla suggestiva nebbia di sole estiva. Nella sezione dedicata all’estate compare l’umanità come sfondo della natura, l’immagine dei bambini che fanno il bagno nel lago, quell’abbraccio di madre che può tornare.

E in una delle poesie Camilla Ziglia ci suggerisce la sua visione del mondo, letta non su assi cartesiani ma attraverso la diagonale della vela, oltre il dualismo e le facili semplificazioni. Una rivelazione d’acqua.

E il cerchio si chiude con l’excipit, nel quale l’autrice intravede nell’estate l’ombra malinconica dell’autunno.

Ogni volta l’estate/innerva radici nelle tinte d’autunno/trascina l’illusione/come chi non vuole morire. Si impara davvero/ a lasciare e aspettare?

La magia dell’acqua e della calma lacustre, la calma delle cose compiute, è foriera di rivelazioni sul senso della vita, per chi la sa cogliere. E con l’excipit Camilla Ziglia ci accompagna in un tempo ciclico, alla ricerca di nuove stagioni e nuove rivelazioni d’acqua.

Camilla Ziglia

L’autrice

Camilla Ziglia è nata a Brescia, dove tuttora risiede, nel 1970. Si è diplomata al liceo classico “Arnaldo da Brescia” e laureata in Materie Letterarie presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore con tesi in Paleografia e Diplomatica. Dopo corsi di perfezionamento e aggiornamento, si è abilitata all’insegnamento delle lingue e letterature greca, latina, italiana ed è attualmente in ruolo.

Le sue poesie compaiono nelle pubblicazioni antologiche dei premi in cui è stata segnalata (“Il Sublime”, “Ossi di Seppia”, “Finestre sul mondo”) e sulla rivista “Atelier online”. Terzo posto a “Le Occasioni”. “Rivelazioni d’acqua” è il suo primo libro pubblicato.

 

Andrea Macciò

 

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