Per un punto Martin “tenne“ la Cappa.
Quanto la differenza stia nei dettagli ce lo ricorda un antico detto del XVI secolo, che narra la storia di Martino, Abate di Asello, il quale, per aver posizionato male un punto in un discorso, cambiò il senso della frase di benvenuto che aveva scritto sulla porta principale del suo Monastero, per i pellegrini di animo buono, che diceva: “ Porta patens esto. Nulli claudatur honesto” cioè “La porta resti aperta. Non sia chiusa a nessun uomo onesto” trasformandola, forse per stanchezza o superficialità dello scalpellino in” Porta patens esto nulli. Claudatur honesto,” cioè “La porta non resti aperta per nessuno. Sia chiusa all'(uomo) onesto”. Questo disgraziato punto, messo in una posizione sbagliata, causò l’ immediata revoca dalla carica ecclesiastica dello sfortunato Abate, che, per non aver ben controllato la punteggiatura, perse la Cappa simbolo di potere di tale posizione e provocò l’ironia del suo successore, che posiziono’ sullo stesso portone la frase: “Uno pro puncto caruit Martinus Asello“ che significa “Per un unico punto Martino perse Asello” o per meglio dire “per un punto Martin perse la Cappa”. Tutto questo ricorda da vicino il Campionato della Fiorentina di quest’anno disputato con leggerezza e superficialità lasciando per strada punti preziosi che avrebbero potuto risollevare la sua classifica togliendola dalle ultime posizioni molto prima della 36esima giornata. Vincere o perdere una partita, è questione di dettagli quali, il non sbagliare i cambi dei giocatori, il mettere un attaccante al posto di un difensore, spostando un blando arretramento con un possibile assalto alla baionetta. E questa continua disattenzione, unita alla scarsa volontà di impegnarsi dei giocatori e non solo, ci ha fatto inanellare una serie di pareggi che, se gestiti meglio, potevano trasformarsi in vittorie. L’ ultimo. In ordine cronologico, quello di Domenica 10 Maggio nella partita disputata allo Stadio Franchi contro il Genoa, alle 15 e terminata con uno squallido 0 a 0, fra fischi e cori di delusione di noi tifosi, presi in giro per l’ennesima volta. E’ altrettanto vero però, che questo punto preso senza colpo ferire, come un novello Martino, a differenza sua, ci ha permesso di salvarci e di restare in serie A tenendo con le unghie e con i denti quella Cappa, che è stata malamente persa dallo sfortunato Abate. Parafrasando con ironia potremmo anche dire “Per un punto la Viola tenne la Cappa“ Ma è sempre troppo poco per una stagione disastrosa come questa. Adesso ci aspettano ancora due gare prima della fine del Campionato. Domani, domenica 17 Maggio, alle ore 12 dopo un’assurda diatriba fra Lega di serie A e Prefettura di Roma, sul giorno e sull’ orario dello svolgimento delle partite di calcio, si disputerà la 37esima giornata di Campionato, che vedrà coinvolte le principali squadre che lottano per la Champions e per un posto prestigioso in classifica. In mezzo a questo caos totale, fra tifosi sballottati, permessi e treni rimandati sempre per la solita superficialità, ci sarà anche la Viola, che giocherà a Torino, contro la Vecchia Signora, a caccia proprio di un posto in Champions. Una partita che non può dare più niente alla nostra squadra, salvo l’orgoglio ed il rispetto, dovuto a chi spende tempo, sentimenti e soldi per seguire il primo amore, la Fiorentina, anche se l’ accesso all’Allianz Stadium è vietato a chi è residente a Firenze e Provincia, perché ancora sotto squalifica. Quindi, dato che non abbiamo nulla da perdere, se non la dignità, cerchiamo di rendere amara questa giornata alla squadra bianconera, vincendo anche con un solo gol di vantaggio una sfida che non è mai banale. E chissà. che. come dice il proverbio per un punto….
Rita Cuore Viola
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