Si infrange a Roma il sogno del primo titolo della gestione Viola di Commisso
Ieri, 24 maggio, alle ore 21 si è giocata la Finale di Coppa Italia, tra Fiorentina e Inter allo stadio Olimpico di Roma. Le due squadre si affronteranno a faccia scoperta per tentare, dopo i tanti sforzi nella competizione, di alzare la coppa. La partita inizia subito con diversi sviluppi offensivi, al terzo minuto, infatti, i Viola sbloccano già il risultato grazie a Nico Gonzalez, che su assist di Ikoné, trafigge Handanovic, scatenando l’entusiasmo dei tifosi Fiorentini, molto numerosi sugli spalti di un Olimpico, completamente sold out. Nonostante il gol da parte dei Viola, i Nerazzurri non si fanno intimidire e per i primi dieci minuti provano a trovare varchi col giro palla. La Fiorentina inizia comunque a reagire e schiaccia l’Inter nella propria metà campo, non lasciando spazi per attaccare. Il pressing alto dei Gigliati, cala però progressivamente ed i milanesi, iniziano ad imbastire più azioni sul fronte d’attacco. Al 24⁰ Dzeko, riceve una palla velenosa da Lautaro, in mezzo all’area, ma il bosniaco spreca clamorosamente calciando un missile alto da posizione molto pericolosa. La pressione resta alta da ambo le parti, ma per questi minuti è l’Inter ad avere le redini in mano. Al 29⁰ infatti, i nerazzurri dopo qualche azione poco fortunata, riacciuffano il pareggio grazie allo spunto di Lautaro Martinez, che si smarca in area per poi ricevere palla da Brozovic e calciare indisturbato verso la porta difesa da Terracciano, superando il portiere Viola, con un preciso tiro di destro. A seguito del gol, la Fiorentina, ricomincia a farsi vedere anche in attacco con qualche sviluppo sulle fasce senza però riuscire in nessuna occasione a finalizzare niente. L’assetto di gioco, tenuto alto dalla Fiorentina, fa commettere qualche errore di troppo ai suoi difensori, che più volte si lasciano superare pericolosamente dagli avversari. Al 37⁰ uno di questi errori, si rivela significativo, Lautaro Martinez, infatti, approfitta della troppa confusione in area avversaria e dopo diversi tentativi, riesce a battere nuovamente il portiere della Fiorentina, su cross di Barella, regalando ai propri tifosi la gioia del vantaggio, dopo il quale, nel primo tempo, a parte la foga trasmessa dai 30mila tifosi Viola tutti impegnati a sostenere la squadra, non resta più niente da annotare. La lotta è avvincente sia in campo che fuori. In campo infatti l’Inter, sta vincendo, mentre sugli spalti i tifosi Viola, stanno letteralmente surclassando la tifoseria Nerazzurra a suon di urla e cori. Gli interisti hanno anche provato a fare lo sciopero del tifo per parte del primo tempo per protestare per la gestione dei biglietti della finale di Champions, che li terrà impegnati per un altro incontro fondamentale per vincere un trofeo. Con la ripresa i Viola, sembrano entrati in campo più motivati e provano sin da subito a fare pressione sulla difesa Nerazzurra per provare a recuperare il prima possibile nel punteggio e rischiare il meno possibile. Al 53⁰ infatti Bastoni, è costretto a commettere fallo su Nico Gonzalez, per impedirne una ripartenza e viene punito dall’arbitro col cartellino giallo, entrando per primo sulla lista dei cattivi di questa gara. Un minuto dopo anche per la Fiorentina, arriva la prima ammonizione, con Quarta, che ferma troppo violentemente Dzeko, in scivolata e viene giustamente sanzionato col giallo da Irrati. Al 58⁰ Inzaghi, si accorge che dal primo tempo è cambiato qualcosa e per provare a rimediare gli scompensi decide di eseguire una doppia sostituzione, rimuovendo Bastoni e Dzeko ed inserendo al loro posto De Vrij e Lukaku. Al 60⁰ anche Italiano, decide che è il momento di cambiare qualcosa e inserisce Sottil e Mandragora ai posti di Ikone e Castrovilli, alla ricerca di maggiori spunti offensivi. Al 67⁰ arriva per l’Inter, forse la prima occasione seria di questo secondo tempo, Lukaku infatti, calcia fortissimo addosso a Terracciano che allontana coi pugni, il pallone finisce poi tra i piedi di Dimarco che a due passi dalla porta sbaglia il tap in, che sarebbe valso il 3 a 1. Al 68⁰ entrano altre forze fresche per i Nerazzurri, che in questo secondo tempo, sono veramente tenuti alle strette dai Viola. Il cambio effettuato da Inzaghi infatti, è nei pressi della difesa, ad entrare è il tedesco Gosens, mentre ad uscire è Dimarco. Al 70⁰ per Italiano invece, non essendosi ancora presentata la possibilità per la sua squadra di pareggiare, rimane solo provare ad effettuare ulteriori sostituzioni per provare quantomeno a recuperare il punteggio prima dello scadere dei minuti regolamentari. Ecco che entrano quindi Jovic e Ranieri, ai posti di Amrabat e Quarta. Al 73⁰ Handanovic, salva l’Inter, disinnescando una conclusione a botta sicura sul primo palo di Nico Gonzalez, tenendo così il punteggio invariato. La Fiorentina, deve assolutamente provare il tutto per tutto, il loro dominio è evidente almeno per quanto riguarda il secondo tempo e il punteggio non è da considerarsi dunque giusto, per come sta andando questa partita ed i ragazzi di Italiano, meriterebbero di più. Al 79⁰ infatti i Viola, si fanno rivedere davanti alla porta milanese, con Bonaventura, che da buona posizione scaglia la conclusione verso Handanovic, che si fa trovare pronto e reagisce con una parata d’istinto, salvando ancora una volta i propri compagni di squadra. Tre minuti dopo, all’82⁰, i Gigliati sono di nuovo in area Nerazzurra e per poco non trovano il pareggio, con Jovic, che stacca di testa, lasciando sul posto il marcatore ma finisce per concludere troppo a lato. All’83⁰ entrambe le squadre, esauriscono i cambi a disposizione. Per la Fiorentina, entra Terzic, al posto di Dodò, mentre per l’Inter, fanno il loro ingresso in campo Gagliardini e Correa, per i compagni Calhanoglu e Lautaro Martinez. I Viola, continuano a spingere anche nei minuti finali ma pur schiacciando l’Inter nella propria metà campo, non riescono a creare azioni troppo pericolose. Al 90⁰ Irrati, è costretto a punire col cartellino giallo, anche Nico Gonzalez, per una trattenuta su Gosens. Finisce dopo cinque minuti di recupero questa Finale di Coppa Italia caratterizzata da un’atmosfera unica. I Viola, avrebbero meritato di più ma purtroppo nel calcio a valere, ai fini del risultato, sono i gol e non le statistiche di gioco. Senza dubbio però la tifoseria Viola, può dire di essersi dimostrata valida e all’altezza di determinati palcoscenici che richiedono tutto l’impegno possibile da parte di ogni singola persona. La vittoria sugli spalti, per quanto riguarda il tifo, non è tuttavia da ritenersi come una dolce consolazione all’amarezza dell’immeritata sconfitta, perchè la Coppa Italia, è andata all’Inter e non alla Fiorentina, ma come uno stimolo a fare l’ultimo sforzo per accompagnare i Viola, verso la seconda finale della stagione, quella di Conference League, ultima occasione quest’anno, per raggiungere il primo trofeo della gestione di Rocco Commisso. La bacheca della Fiorentina, è tristemente vuota da troppo tempo, se si esclude quella della Primavera ed è il momento di cominciare a riempirla di nuovo.
Manfredi
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