Si è conclusa ieri alla Casa di Dante la mostra “Viaggio Iniziatico del Sole Notturno” di Giuseppe Venturini
E’ terminata ieri 16 novembre, al Circolo degli Artisti, presso la casa di Dante, la mostra “Viaggio Iniziatico del Sole Notturno” di Giuseppe Venturini, che ci è piaciuto fotografare, posto, in modo enigmatico di fronte al proprio autoritratto presente in mostra. Si è trattato, a nostro avviso, di una delle mostre più interessanti degli ultimi tempi, come testimoniano i commenti entusiastici lasciati dai molti visitatori sul registro delle presenze e dai riconoscimenti della critica. La mostra, infatti, a differenza della maggior parte di quelle che si vedono oggi, esponeva non tanto dei dipinti, frutto spesso dell’estro artistico dell’artista di turno, quanto un progetto culturale forte perchè basato sulla tradizione pittorica seicentesca, ma scaturito dalla cultura ellenistica.

Non a caso la fonte ispiratrice della mostra è stata un antico testo sacro di epoca tolemaica, “Il Libro Egizio degli Inferi” che probabilmente faceva parte dei volumi “proibiti” custoditi all’interno della Biblioteca Medicea in San Lorenzo, portato alla ribalta da Boris De Rachewilz, principe Italo – Russo scomparso nel 1997 ed oggi praticamente introvabile. Giuseppe Venturini, si è imbattuto in tale volume, a causa della propria professione di archeologo, quindi di collega del De Rachewilz ed ha deciso di costruirci sopra un percorso artistico realizzando dodici opere, ispirate alle Dodici Porte degli Inferi, descritte nel libro. Un ulteriore punto di interesse, è dato poi dal luogo scelto per la mostra, in quanto parlando di Inferi, non può non venire alla mente l’Inferno di Dante e quale miglior luogo se non la casa di Dante, per quanto ricostruita, potrebbe dunque ospitare una mostra del genere, considerando anche la grande analogia tra una delle “Porte” realizzate da Giuseppe Venturini, con il Caron Dimonio, dantesco, evidenziata nella foto seguente?

Dal punto di vista tecnico pittorico, come detto, le opere di Venturini, sono estremamente solide, in quanto ancorate alla tradizione e riescono ad esprimere al meglio i chiaroscuri, soprattutto, a nostro avviso, quelle in cui si ritrovano le sfere luminose, che rappresentano gli occhi di Ra, che in qualche modo vegliano sugli Inferi, come quella raffigurata nella foto seguente.

Ma Giuseppe Venturini, è artista davvero eclettico e grazie alla propria conoscenza professionale in campo archeologico, capace di riprodurre anche statue antiche in terracotta, come dimostra la “Testa di Sfinge” anch’essa presente in mostra e da lui realizzata.

Risulta difficile stilare una classifica fra le opere esposte in mostra, ma la nostra personale favorita è quella nella foto seguente, che ci stimola, per la connessione simbolica, che sembra dare credito alle ipotesi di una forma religiosa monoteistica già nell’antico Egitto, che i sarebbe poi sviluppata in altri territori con Mosè.

Ma questa è un’altra storia, per svelare. o rivelare, la quale, occorrerebbe un dibattito ad alto livello fra archeologi, appunto, storici e teologi. Resta il fatto che Giuseppe Venturini, ha realizzato una mostra davvero elevata, a livello culturale oltre che artistico.
Articolo e Ph. Luca Monti
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