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La Croce Patente dei Templari di Luciano Manara

di Luca Monti
domenica 3 Agosto 2025 · 23:26 · 6 min di lettura
La Croce Patente dei Templari di Luciano Manara

Il famoso artista fiorentino Luciano Manara ci ha concesso il privilegio di essere i primi a poter vedere la sua ultima opera, terminata proprio stamattina, per poi essere consegnata, a Cantalice (RI) per un importante evento di cultura templare, che si svolgerà in quel suggestivo borgo laziale, il 19 Agosto, in onore di San Bernardo di Chiaravalle, che degli antichi Cavalieri del Tempio, fu il nume tutelare. L’evento intitolato “I Colori della Notte” è stato organizzato da Guido Carlucci, fondatore del “Cammino dei Templari nel Centro Italia” in collaborazione con la Voghera Gallery Art e comprende un omaggio a Modi’ e Jeanne.

Ma soprattutto, l’opera in questione è importante, perché si ricollega alla storia di uno dei tanti rami del templarismo, che si è sviluppato in Toscana durante il medioevo quello dei Cavalieri del Tau, ad Altopascio. I chiodi con i quali la “Croce Patente dei Templari” di Luciano Manara, è stata realizzata, provengono infatti, da un’antica dispensa della chiesa di San Jacopo, ad Altopascio, facente parte del complesso utilizzato proprio dai Cavalieri del Tau, come ospedale al servizio dei pellegrini sulla Via Francigena, che era una delle vie di pellegrinaggio medievali più famose, che da Roma conduceva in Francia e proseguiva fino in Inghilterra. Lungo questo antico percorso sorge anche Altopascio, ogni anno attraversata, ancora oggi da molti pellegrini che intraprendono questo lungo quanto affascinante cammino, seguendo le orme degli antichi pellegrini. Non tutti sanno però che Altopascio, ha avuto nei secoli un ruolo fondamentale come tappa strategica per i viaggiatori. Fin dal medioevo, infatti, la sua comunità, si è impegnata per dare ristoro e alloggio ai viandanti, fino alla costituzione di una vera e propria istituzione assistenziale appunto lo “Spedale”. Secondo la tradizione la sua fondazione, è riconducibile alla seconda metà dell’XI secolo, sotto la gestione dell’Ordine Ospitaliero dei Frati di San Jacopo d’Altopascio, presso un punto di passaggio poco salubre all’epoca, tra il padule di Fucecchio ed il lago di Sesto, oggi Lago di Bientina, in prossimità del bosco delle Cerbaie. La scelta ricadde su questo luogo, proprio perché in quel punto di passaggio la necessità di assistenza era particolarmente frequente. La struttura dell’ospedale si presentava come una fortezza ed era racchiusa all’interno di un’imponente cinta muraria. L’accesso avveniva dalla porta denominata degli Ospitalieri ed all’interno era caratterizzato da due ampi cortili. Anche la chiesa di San Jacopo ed il suo campanile, come detto erano parte del complesso. Oltre che dell’assistenza ai pellegrini, i frati si occupavano anche della manutenzione delle strade e dei navigli da trasporto. La loro abilità, in tal senso, è documentata dalla costruzione di ponti per l’attraversamento di diversi fiumi lungo la Via Francigena, come l’Arno, l’Elsa, l’Usciana, il Taro e l’Arda. La Domus Hospitalis Sancti Iacobi De Altopassu Che prende il nome dal fatto che quei Cavalieri, erano particolarmente devoti a San Giacomo di Compostela, che secondo la tradizione, era fratello di San Giovanni Evangelista, lego’ le sue fortune alle vicende della Via Francigena e la sua fioritura economica era notevole già alla fine del XII secolo, quando i beni della Magione di Altopascio, si estendevano su buona parte della Diocesi di Lucca, del Valdarno Inferiore e della Valdinievole, fino a lambire le città di Pistoia e Prato, come testimoniano le Bolle di Papa Anastasio IV del 1154, di Papa Alessandro III del 1169 e di Papa Innocenzo III del 1198. In seguito si espanse addirittura fuori della Toscana, in Sicilia, in Sardegna e nel territorio di Napoli, con le «obedientie» o case ospitaliere. Grazie al Re Filippo Augusto, due Cavalieri del Tau approdarono poi in Francia, e quindi in Spagna, Germania ed Inghilterra. Nel 1180 una casa ospitaliera venne fondata a Parigi e sullo stesso luogo ancora oggi, vi è la chiesa di Saint Jacques du Haut Pas, che prende il nome dal Santo di Compostela e da Altopascio. Le fortune dei Cavalieri del Tau, prosperarono grazie all’appoggio di papi ed imperatori, alla loro attività filantropica, che, col passare del tempo, trascese quella iniziale, legata all’assistenza ai pellegrini ed alla manutenzione della Via Romea, altro nome con cui era conosciuta la Francigena, per evolversi più in generale, verso l’assistenza ai malati. I frati di Altopascio, o del Tau seguirono all’inizio la Regola di Sant’Agostino, ma nel 1239 vennero assimilati alla Regola di San Giovanni di Gerusalemme, con Bolla di Papa Gregorio IX che li nominò «Ordine suo regola equestri» degli ospitalieri di Gerusalemme. Il papa divenne così, depositario del Beneficio, cioè dei beni dell’Istituzione e del diritto d’investitura del Gran Maestro, mentre ai frati restava il giuspatronato, cioè il diritto di presentazione del Commendatario, o Patrono. Nel 1459 il papa senese Pio II al secolo Elia Silvio Bartolomeo Piccolomini sciolse l’Ordine del Cavalieri del Tau e ordinò la confisca dei loro beni, per accorparli a quelli della Congregazione di Betlemme, di sua istituzione. Tuttavia, grazie alla resistenza del Gran Maestro Giovanni Capponi, che si rifiutò di obbedire, l’Ordine sopravvisse fino al 20 febbraio 1587 data di soppressione del Magistrato d’Altopascio e di scioglimento perpetuo che fece confluire i Cavalieri del Tau, nell’Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano per opera di Cosimo I de’ Medici. E non è un caso che anche oggi, sia la famiglia Capponi, a suggerire a Sigismondo d’Asburgo, i nominativi dei nuovi Cavalieri di Santo Stefano, da accogliere nell’Ordine. Tuttavia dell’attività dei frati non si trova più notizia dopo il 1459 a seguito dello scioglimento decretato da papa Pio II e già nel 1472 la famiglia Capponi, ossia la stessa di Giovanni, ottenne il giuspatronato da papa Sisto IV in cambio della promessa di investire 3.000 fiorini in migliorie edilizie ed agricole. Con la morte di Giovanni Capponi si verificò nel Gran Maestrato dell’Altopascio una situazione nuova e spinosa. Il Granducato Cosimo I fece intendere, infatti ai Capponi, che egli voleva presentare una persona a lui gradita nella responsabilità, al vertice di quella antica Istituzione, vale a dire Ugolino Grifoni, già segretario granducale che poteva risultare l’uomo chiave, destinato a coprire gli interessi politici, militari e quelli ancor più rilevanti di carattere fondiario ed economico legati all’Ospedale dei Cavalieri del Tau. Ovviamente i Capponi, concessero al Granduca, la nomina di Ugolino Grifoni, a quel titolo, che venne sancita con Bolla Pontificia del 1540. Oggi, la memoria dei Cavalieri del Tau, è sbiadita in Italia, ma ancora viva in Francia, con un’importante bibliografia di riferimento su quell’Ordine. Rimane tuttavia forte l’immagine di Altopascio, come città accogliente, anche grazie al Festival del Pane, che quest’anno si è svolto l’8 ed il 9 Maggio.

Luca Monti

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