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Mentre a Napoli si contano i danni provocati dai tifosi dell’Eintracht si scatena la polemica politica

di Luca Monti
giovedì 16 Marzo 2023 · 18:37 · 5 min di lettura
Mentre a Napoli si contano i danni provocati dai tifosi dell’Eintracht si scatena la polemica politica

A Napoli, il giorno dopo la partita di Champions League, tra gli azzurri partenopei e l’Eintracht Francoforte, si contano i danni provocati dai tifosi tedeschi, che certamente sono notevoli e possono riassumersi nelle foto che corredano l’articolo, riprese dai social e che si riferiscono all’episodio più grave, che ha visto una volante della Polizia distrutta ed incendiata.

Da un lato il Comune di Napoli, ha stigmatizzato sin da subito l’episodio con un comunicato stampa che riportiamo di seguito: “Ciò che sta accadendo ed è accaduto in queste ore a Napoli, è inconcepibile. Tifosi dell’Atalanta, assieme ai tifosi tedeschi dell’Eintracht Frankfurt che mettono a ferro e a fuoco il centro storico di Napoli, in pieno stile “guerriglia urbana”. No, non sono immagini di Call of Duty, noto videogioco di guerra. Questo non è più Sport, questo non è quel Calcio che vogliamo avere per noi e per i nostri figli. Cosa intendono fare le istituzioni per contrastare e per prevenire questi episodi? Piena solidarietà alle Forze dell’Ordine e ai Vigili del Fuoco che si stanno prodigando per contenere questi idioti.”

Come sempre succede in questi casi, passata la tempesta e la conta dei danni, si scatena la polemica politica, con l’opposizione che chiede interrogazioni parlamentari e contesta le scelte del Ministro degli Interni, Piantedosi.

Non ci appassiona questa diatriba, perchè sinceramente stanca sentir ripetere sempre lo stesso copione, con parole uguali a quelle pronunciate da altre persone a parti inverse, la volta precedente. Il problema della violenza negli stadi esiste da decenni, ma si sta esacerbando e radicalizzando sempre più, grazie a scelte politiche e di gestione del fenomeno, a nostro avviso, totalmente sbagliate. I fatti di Napoli, ad esempio, andavano, a nostro avviso, prevenuti in modo diverso, non con provvedimenti restrittivi della trasferta dei tifosi tedeschi, che hanno finito solo per esacerbare gli animi, oltre ad esporre l’Italia al ludibrio europeo, che alla fine, sarebbe il male minore essendo, ormai abituati alle figure barbine dei nostri politici in campo internazionale. Il problema vero è che, come dimostra lo striscione esibito dai tifosi del Bayern Monaco, contro il Ministro Piantedosi, in solidarietà a quelli dell’Eintracht, adesso l’Italia, è vista dal movimento ultras europeo, come una sorta di nemico, contro il quale scatenarsi per protestare contro norme repressive che vanno ben oltre gli standard degli altri Paesi, che sanno mantenere l’ordine pubblico, in modo anche brutale, se necessario, ma senza cadere in provocazioni inutili e controproducenti come quella, appunto, di vietare la trasferta, senza peraltro poterlo fare, come dimostra l’episodio di Napoli, senza violare il trattato di libera circolazione all’interno dell’Unione Europea. Secondo noi, la gestione migliore della sicurezza in un evento del genere, è quella basata sullo studio delle criticità. Da vecchi frequentatori della curva, possiamo citare, infatti, alcuni esempi di gestione dell’ordine pubblico, che spiegano bene come dalle decisioni prese dalle Forze di Polizia, dipenda spesso il buon esito di una partita. E’ il lontano 1990, finale di andata della Coppa Uefa, a Torino contro la Juventus, partita dunque ad altissimo rischio, sia per la storica rivalità fra le due tifoserie che per la posta calcistica in palio. Seimila sono i tifosi Viola, che vanno a Torino, in treno e già alla stazione di Santa Maria Novella, si crea il primo cortocircuito, con la Polizia, schierata a chiedere i biglietti a tutti i tifosi, uno alla volta, facendo perdere tempo inutilmente con il gruppone che si innervosisce ancora prima di partire essendo costretto, in pratica, a salire, in massa su un treno diretto a Milano, per poi proseguire verso Torino. Già questo è un primo errore, a nostro avviso, perchè anche i più tranquilli, si agitano se si vedono repressi senza motivo, prima ancora di partire. Ma l’errore più grave che poteva essere addirittura foriero di disastri, si ha nella evidente mancata comunicazione alla Questura di Milano, dell’arrivo dei seimila tifosi alla stazione di Porta Garibaldi, dove ad accoglierli, vi è un solo poliziotto, per fortuna molto esperto, che individuando subito i possibili leaders, riesce a tenerli tutti buoni e a scortarli, passando anche un tratto di metropolitana, fino alla coincidenza per Torino, in partenza da un’altra stazione milanese, senza che si verificasse alcun incidente. Un uomo solo, contro seimila! Quell’Agente, a nostro avviso, andava nominato Questore sul campo. Altra partita, altra gestione dell’ordine pubblico e ben altro risultato. Fiorentina in Serie B, a Verona, tifoserie gemellate, si è riusciti a creare un tafferuglio, sia pur piccolo, perchè una cinquantina di tifosi Viola, erano senza biglietto e non sono stati fatti entrare nella loro curva. E’ bastata una telefonata e a farli entrare nella curva dei tifosi di casa, sono stati questi ultimi che hanno letteralmente sfondato i cancelli e sopraffatto gli addetti alla sicurezza. Si poteva evitare ogni problema, in questo caso, lasciando entrare i pochi tifosi ospiti senza biglietto, magari identificandoli ed inviando loro a casa il costo del biglietto da pagare. Nel caso specifico di Napoli, le criticità emerse analizzando i fatti da lontano, sono, appunto, l’inutile provocazione del divieto di trasferta, peraltro come detto, in contrasto con le normative europee ed infatti, ritirato in parte; il permettere ai tifosi partenopei di entrare in contatto con i bus adibiti al trasporto degli ospiti e in particolar modo lo scarso spiegamento di Forze di Polizia, nei punti cruciali della città. Insomma ribadiamo la necessità di rivedere e migliorare la gestione dell’ordine pubblico, in occasione delle partite di calcio, attraverso un’analisi approfondita delle criticità e considerando il rapporto costi benefici di ogni decisione presa in quel frangente. Il consiglio, vale ancor di più, da oggi in poi, in occasione di incontri europei, perchè come detto, il pericolo, può essere la radicalizzazione dello scontro, da parte delle tifoserie estere, non tutte pacifiche, anzi. Speriamo quindi che la politica, finalmente esca dagli schemi della contrapposizione obbligata fra governo ed opposizione e riesca a mettere in atto strategie di sicurezza, davvero utili, in questi casi, altrimenti rischiamo di sentire fra qualche mese, la solita noiosa solfa.

Luca Monti

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