E gira gira l’elica romba il motore. Siam gli ultras Catanzaro o si vince o si muore
“E gira gira l’elica romba il motore. Siam gli ultras Catanzaro o si vince o si muore” è il coro col quale la Curva Fiesole, durante la partita di ieri pomeriggio col Lecce, ha accolto la notizia della promozione matematica in Serie B, con cinque giornate di anticipo del Catanzaro squadra la cui tifoseria, è legata a quella Viola, da uno storico gemellaggio. Oltretutto a rendere ancora più forte quest’anno il legame, vi è anche il fatto che il vero trascinatore dei Giallorossi calabresi, in questa vittoria trionfale del loro campionato, è stato Pietro Iemmello catanzarese di nascita, ma valorizzato calcisticamente nelle giovanili della Fiorentina, che quest’anno ha segnato con la maglia della squadra della propria città 23 reti, 4 delle quali su rigore ed è dunque il capocannoniere del Girone C, seguito dal compagno di squadra Tommaso Biasci che ne ha segnate 16, una delle quali su rigore. Insomma quando una squadra, ha una coppia da gol da quasi 40 reti in due, è impossibile che non arrivino i risultati e dunque la Serie B, categoria dalla quale i Giallorossi mancavano dal 2005/06 quando retrocessero in C1, per poi fallire una prima volta, si prepara a dare il bentornato al Catanzaro, che da allora, è sempre rimasto in Serie C affrontando nel 2011 un secondo fallimento e riprendendo il nome storico della società, solo nel 2018. ma quali sono le origini del gemellaggio tra i tifosi della Fiorentina e quelli del Catanzaro? Tutti sostengono che il gemellaggio sia nato a causa dello scudetto scippato ai Viola, dalla Juventus, nel 1981/82 che guarda caso, giocò l’ultima partita di quel campionato, proprio a Catanzaro, ma appare improbabile che l’ultima partita di un campionato possa sancire un gemellaggio solidissimo, come si dimostra dopo decenni, quello fra le due tifoserie. Ed infatti, pare che questo rapporto di amicizia nasca in occasione della finale di Coppa Italia, del 1965/66 che vide affrontarsi le due squadre e la vittoria di quel trofeo per la terza volta nella sua storia, da parte della Fiorentina, che si impose per 2 a 1 con gol di Hamrin, capocannoniere con 5 reti di quell’edizione, al 30esimo, che venne pareggiato al 47esimo da Marchioro, col trionfo Viola che venne concretizzato nell’ultimo minuto dei tempi supplementari, grazie al gol di Bertini su rigore, assegnato dall’arbitro romano Antonio Sbardella. Insomma il gemellaggio tra Fiorentina e Catanzaro, sarebbe nato proprio quel 19 maggio 1966 a Roma.
Luca Monti
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