La situazione della Nazionale dopo il disastro con la Svizzera
Sembra passata un’eternità, da quella vittoria in finale contro l’Inghilterra, e non solo dal punto di vista temporale, ma anche come atteggiamento, spirito di gruppo e voglia di vincere, con una Nazionale lontana da quella che a Wembley, fece gioire un popolo intero. Questa volta è mancato tutto, ma proprio tutto. L’unico che esce con la coscienza pulita da questo Europeo, è senza dubbio Donnarumma, baluardo del presente e del futuro di una Nazionale che per l’ennesima volta negli ultimi dieci anni si ritrova ad affrontare una situazione di crisi, di riflessione. Troppi pochi i presupposti per fare davvero male alla Svizzera, così come contro la Spagna. Disorganizzazione come parole chiave di un percorso europeo, al netto di una vittoria contro la modesta Albania, che non verrà di certo ricordato negli annali del calcio. E forse qualcuno sta pensando che sarebbe stato meglio uscire contro la Croazia, anche solo per toglierci dalla testa l’illusione di poter davvero fare un percorso dignitoso. Si sa, chi nasce tondo non può morire quadrato e questa Nazionale, più che essere tonda ha assunto le forme di un piano orizzontale, tanto è piatta, sotto tutti i punti di vista. Spalletti, ci ha messo del suo, cambiando formazione ad ogni match e non mettendo gli elementi a sua disposizione, nelle condizioni di essere pericolosi, ma non tutto può girare attorno al CT. Qui c’è qualcosa che parte da lontano, dalla mancata valorizzazione dei vari talenti che pullulano nelle giovanili delle squadre di Serie A, all’eccessiva, seppur lecita per certe realtà attenzione alle future plusvalenze. Insomma, la mentalità non cambierà dall’oggi al domani, ma se fino a maggio c’erano dubbi su chi sarebbe stato convocato per l’attacco e poi ci siamo ritrovati con Scamacca, in forma solo da febbraio, e Retegui, autore di una stagione altalenante con soli otto gol con il Genoa, allora forse dovremmo interrogarci. Abbiamo smesso di produrre attaccanti dai nostri settori giovanili? Io dubito. Serve solo dargli più fiducia. Il che non significa che tutti i giovani italiani siano dei fenomeni, ma neanche che da anni manchi qualcuno alla Lamal od alla Musiala, per intenderci. Dopo questa premessa passiamo alla cronaca della disgraziata partita con la Svizzera, che eravamo tentati di non scrivere, vista la pochezza dell’Italia, ma che poi abbiamo deciso di integrare, insieme alla pagella in questo unico articolo, per non tediare troppo i lettori con una pagina sportiva che andava, forse, chiusa, ancora prima di sabato scorso. Un’Italia senza anima né carattere, esce meritatamente dagli europei di calcio 2024 contro una Svizzera decisamente più in palla e preparata. Se le precedenti partite del girone dovevano insegnare qualcosa alla compagine Azzurra, ecco che gli Elvetici, hanno subito riportato la squadra di Spalletti, con i piedi per terra. Approccio rivedibile, con la Svizzera che mette subito il turbo e gioca sulle ali dell’entusiasmo. Embolo, già dopo 1′ tenta di sfuggire alla difesa azzurra, ma arriva una chiusura importante della difesa per scongiurare lo svantaggio. L’Italia, prova in ripartenza a rendersi pericolosa ed al 6′ è El Shaarawy, che viene servito da buona posizione, ma non riesce a chiudere l’azione facendosi chiudere dai difensori avversari. Al 9′ apprensione per Barella, che dopo un contrasto va a terra. Il centrocampista dell’Inter sembrava pronto ad uscire, ma alla fine stringe i denti e resta in campo. Al 16′ grande intuizione di Fagioli che imbuca tra le linee per Cristante, ma il centrocampista della Roma non riesce a mettere in mezzo un cross veramente pericoloso e la sfera viene lanciata in calcio d’angolo. Dal corner però El Shaarawy, pur arrivando all’impatto con il pallone, non riesce a concludere a rete. Al 19′ l’Italia ha un’altra occasione da calcio piazzato con Barella, che su punizione, tenta di servire Di Lorenzo, che svirgola da ottima posizione anche se il gioco era comunque stato fermato dall’arbitro per fuorigioco. Da qui in poi, in campo c’è solo la Svizzera, con l’Italia che già faticava a costruire dal basso, sbagliando spesso appoggi anche elementari ma che adesso soffre terribilmente il pressing avversario. Al 24′ Aebischer, pesca Embolo apparentemente in fuorigioco, ma dal replay in realtà, si vede come Darmian, tenga in gioco l’attaccante del Monaco e per fortuna deegli Azzurri, Donnarumma, para togliendo ogni dubbio. Chiesa, al 26′ prova a reagire, ma è da solo contro tutti e il suo tiro è facile presa di Sommer. La Svizzera, adesso attacca a pieno organico, con la difesa Italiana che è molto bassa, tanto che anche Scamacca, è costretto a giocare molto lontano dalla porta non rendendosi mai pericoloso. Al 37′ così arriva il vantaggio degli Elvetici: Ruben Vargas, pesca in area di rigore Freuler, con Fagioli, colpevole di non averlo seguito nell’inserimento ed il centrocampista del Bologna, di sinistro beffa Donnarumma sul suo palo, sfruttando anche la deviazione di Mancini. L’Italia non reagisce, e forse questa è la cosa più grave, ma anzi continua a subire. Lungo possesso palla, spesso sterile e senza idee, con la Svizzera che va in recupero alto e mette sempre in difficoltà i nostri. Al 46′ c’è addirittura il rischio del doppio svantaggio, con Rieder, che da calcio di punizione colpisce il palo con annessa parata di Donnarumma. Dopo tre minuti di recupero finisce il primo tempo, ma la ripresa nonostante l’ingresso di Zaccagni per El Shaarawy, per provare a cambiare passo là davanti, inizia nel peggiore dei modi. Lancio sbagliato da calcio d’inizio, recupero della Svizzera e palla che Ruben Vargas lavora al limite dell’area e mette sotto l’incrocio per il 2-0 con l’Italia che peggio di così non poteva iniziare la ripresa, con una doccia fredda che ha il sapore amaro dell’eliminazione, ormai annunciata. L’unica occasione per riaprire la partita è al 52′, ma viene creata dalla stessa Svizzera. Cross in area di Chiesa e Schar, sbagliando il tempo di intervento, rischia di farsi autogol, ma la palla sbatte sul palo e torna in campo. La Svizzera, adesso si abbassa, ma non più di tanto, e gestisce senza problemi, i tentativi offensivi dell’Italia, che sono ben pochi a dire il vero. Spalletti, ora deve tentare il tutto per tutto ed al 64′ manda in campo Retegui, al posto di Barella. La Svizzera, comunque gioca sul velluto ed al 65′ Ndoye tenta addirittura la rovesciata su cross di Rodriguez. Al 73′ Retegui, effettua il primo vero tiro in porta per gli Azzurri, ma Sommer para senza problemi. Un minuto dopo grande occasione per Scamacca, che riceve da Zaccagni e da pochi passi mette la palla sul palo. La sensazione è che comunque ci potesse essere fuorigioco, ma resta il rammarico. Spalletti, al 75′ manda in campo altre forze fresche: dentro Cambiaso e Pellegrini, per Darmian e Cristante, con l’Italia che adesso, con due punte tenta qualche cross in più, ma la Svizzera non sembra soffrire queste situazioni e gioca di contropiede. All’86’ entra Frattesi, al posto di Fagioli, ma ormai è tardi per tutto. Al 90′ l’Italia reclama per un possibile fallo di mano, ma in ogni caso è troppo tardi: dopo due minuti di recupero l’arbitro pone fine ad un’agonia, con l’Italia che esce meritatamente da questo europeo e si lascia dietro una scia di tante cose sulle quali riflettere. Adesso ecco la pagella di Italia Svizzera.
Donnarumma 6.5 Il Più in Palla
Bravo in chiusura su Embolo e attento in altre occasioni. Di fatto l’unico che si salva davvero in questa pessima avventura europea dell’Italia.
Di Lorenzo 4 Il Meno in Palla
Sembra quasi sulle gambe e viene da chiederci come mai le abbia giocate tutte, al di là dei tanti errori. Ruben Vargas, gli va via e dal suo lato arriva il gol del 2-0. Spaesato.
Mancini 4.5
Rimedia un giallo per un fallo brutto ed evitabile, ma non solo, nel mezzo anche un paio di uscite in ritardo che rischiano di mandare in porta gli attaccanti della Svizzera. Esordio a Euro2024 da dimenticare.
Bastoni 4.5
Fatica tanto in uscita palla al piede, sua caratteristica migliore. La Svizzera, pressa alta, lui va in difficoltà ed anche dietro viene preso sempre in controtempo.
Darmian 4
Il terzino sinistro non è il suo ruolo, e va bene, ma Embolo, è in gioco quando Donnarumma cala la parata importante e lui è il responsabile. Non dà apporto alla manovra offensiva e spesso arranca. Spalletti ci mette del suo schierandolo in questa posizione, ma non deve essere un alibi. (Dal 75′ Cambiaso SV. Poco tempo per incidere).
Barella 4
Non riesce a prendere per mano il centrocampo dell’Italia e la Svizzera lo surclassa insieme a tutti gli altri. Forse accusa anche una botta ricevuta dopo dieci minuti, ma non cambia la sostanza. (Dal 64′ Retegui 5. Un tiro in porta, debole, e poco altro. Non cambia le sorti della partita). Fagioli 5-
Prova a verticalizzare di più, ma, dopo una buona prima mezz’ora, si perde Freuler, che va a segnare l’1-0 da lì in poi, si vede poco, sempre meno, fino alla sostituzione nel finale di gara (Dall’87’ Frattesi SV).
Cristante 4.5
L’unica luce della sua partita, è stata un inserimento alle spalle dei difensori, ma il suo cross non si alza da terra e diventa pressoché innocuo. Lento e spaesato, come tanti altri in campo. (Dal 75′ Pellegrini SV).
El Shaarawy 5
Sembra provarci nei primi minuti con un bel dribbling in area, ma lì finisce la sua partita e dopo aver rimediato un giallo esce all’intervallo. (Dal 46′ Zaccagni 5.5. Qualche giocata personale, la voglia di provarci, ma non basta. La partita finisce con il 2-0 di Ruben Vargas e stavolta niente miracolo nel finale di gara).
Scamacca 4
La versione settembre-gennaio, vista all’Atalanta. Lento, sempre anticipato e così basso da pestarsi i piedi con i centrocampisti. Anche nel difendere il pallone, sembra un lontano parente rispetto a quello visto negli ultimi mesi.
Chiesa 5
Dovrebbe essere il leader, il trascinatore, ma in mezzo a questa mediocrità, può fare ben poco. Un paio di azioni personali e poco più, poi nel secondo tempo sparisce.
Spalletti 4
Scelte sbagliate, poca personalità e tanta confusione anche nelle dichiarazioni. Ci si aspettava tanto, forse troppo, ma questa Italia, è stata poca cosa dall’inizio alla fine e lui ne è in parte responsabile. Insistere con Di Lorenzo e Darmian sulla sinistra, riflette l’immagine del caos generale.
Jacopo Massini

Jacopo Massini
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