La guerra degli stadi in Toscana
La Toscana, si sa, ha millenni di storia, caratterizzati da guerre fra città, sin dai tempi degli Etruschi e continuati poi, sino alla fondazione del Granducato, che ha, obtorto collo, messo tutti d’accordo (più o meno). Questo fenomeno storico, ma anche, a nostro avviso socioculturale è conosciuto col nome di campanilismo e sopravvive tuttora nell’ironia tipica dei Toscani, trovando un’eco nella carta stampata del “Vernacoliere” anche se, rispetto a qualche decennio fa, ci appare più politicamente corretto, dunque un pò sbiadito. Adesso però, il campanilismo, potrebbe lasciare spazio ad una nuova rivalità, tra le città toscane, che con un vezzo da linguisti, emuli indegni degli Accademici della Crusca potremmo chiamare “stadismo”. Sui giornali ed i siti di informazione locale, stanno, infatti trovando sempre più spazio, notizie inerenti la questione dello stadio Artemio Franchi e la battaglia donchisciottesca di Nardella, contro i mulini a vento di Bruxelles. Aldilà di ogni considerazione sulla vicenda, che ci appare del tutto grottesca e degna appunto, della fantasia di Cervantes notiamo, da tifosi, che questa situazione, pare avere scatenato un pò tutte le curve della Toscana, che si sono, infatti, apprestate a smentire i politici locali, su ogni ipotetica concessione di stadi ai Viola, per i lavori, sempre ammesso che partano, visto l’andazzo di questa “commedia napoletana” in omaggio alle origini partenopee di quello, che ormai appare essersi ritagliato il ruolo di protagonista, vale a dire, Dario Nardella. Ma non solo, perchè addirittura, gli ultras del Prato, hanno rivendicato la necessità di una ristrutturazione del locale stadio Lungo Bisenzio, con un comunicato stampa della Curva Ferrovia Matteo27 nel quale, facendo riferimento ai disagi sofferti lunedì scorso 27 marzo dai tifosi, in occasione della partita Italia – Germania, valida per il Torneo 8 Nazioni Under 20, hanno chiesto in modo esplicito al Comune di Prato, di intervenire su quell’impianto. Difficile, data la quasi contemporaneità con la vicenda dell’Artemio Franchi ed i toni del comunicato della curva del Prato, nel quale si evidenzia l’importanza della città, non della squadra, che, infatti, non milita nelle massime serie calcistiche, non vedere un nesso tra le due questioni ed ecco, quindi che lo “stadismo” pare essere ufficialmente iniziato. Ecco il testo del comunicato degli ultras del Prato: “Si faccia subito un incontro in Comune mettendo insieme istituzioni, imprenditori e chiunque abbia a cuore la città per trovare una soluzione ai tanti problemi dello stadio Lungo Bisenzio, anche alla luce di quanto avvenuto lunedì scorso durante la partita internazionale tra Italia e Germania Under 20. Quella partita, ha messo in evidenza, se mai ce ne fosse stato bisogno, ancora una volta lo stato pietoso e vergognoso in cui versa il Lungo Bisenzio. E la cosa che fa più male, è che la figuraccia è stata fatta, prima che a livello regionale e nazionale, nei confronti di tanti bambini pratesi che non hanno potuto assistere alla partita perdendosi la prima mezz’ora di gioco. E tutto questo perché l’impianto della seconda città della Toscana e della terza del Centro Italia, ha una capienza da oratorio. A questo si aggiunge la Curva, senza copertura nemmeno semplice, con seggiolini talmente vecchi e sporchi che guai a toccarli. Per non parlare del bar. Una stanza fredda d’inverno e rovente quando il sole picchia, ricavata in un magazzino. Lo stadio, che è comunale e non privato, deve rispecchiare se non la squadra che ci gioca, almeno la città che ne è proprietaria. E ricordiamo che può benissimo essere usato anche per concerti e altri eventi ludici”. Insomma, ci troviamo, a nostro avviso, di fronte ad una dichiarazione evidente, di non subalternità al capoluogo di regione, in materia di stadi, da parte della curva del Prato. Al comunicato degli ultras, ha risposto il Sindaco di Prato, Biffoni, che sulla vicenda della ristrutturazione del Lungo Bisenzio, richiesta dai tifosi, ha dichiarato: “Nemmeno a me il Lungo Bisenzio piace così. L’ho detto e ridetto a tutti coloro che tutte le domeniche, quando si gioca in casa me lo domandano. E ricevo volentieri i tifosi in Palazzo Comunale, anche se ci vediamo una domenica sia una domenica no al Lungo Bisenzio dove io porto anche i figlioli spesso e non è certo un problema parlarsi. Da tifoso, capisco perfettamente che i ragazzi della curva parlano con il cuore, vorrebbero quello che vuole chiunque va allo stadio, ma io che ci vado sempre sono anche il Sindaco e dovendo amministrare soldi pubblici, sono pronto a fare gli investimenti sul Lungo Bisenzio non appena ce ne sarà la necessità. Quella partita di cui parlano i ragazzi della curva, è stata un’eccezionale giornata di festa, un successo di pubblico ben oltre le aspettative con il doppio delle persone previste accorse a vedere una partita, in uno stadio che in genere fa numeri ben più bassi. Ma sappiamo, lo sapete anche voi, che è stato un evento, un’eccezione per il Lungo Bisenzio. Siamo sempre i soliti per ora. I soliti 6/700 tifosi. La società è stata comprata anche quando uno stadio pronto non c’era, perché c’è stato un presidente che ha avuto fiducia e voglia di investire, il Comune ha investito quanto necessario per rendere l’impianto adeguato a categoria e a numero di tifosi, abbattendo le tribune inagibili, facendo la curva nuova, spostando il campo, levando la pista d’atletica, risistemando gli spogliatoi. Se l’AC Prato, come tutti noi ci auguriamo, salirà di categoria interverremo per dare uno stadio adeguato per la serie C. Se arriverà la B, uguale. Perché vorrei segnalare o ricordare a tutti che gli investimenti delle amministrazioni sugli stadi sono stati realizzati quando le squadre sono arrivate nelle serie maggiori e se volete si fa l’elenco, fattore che nella sciagurata precedente gestione sportiva nemmeno ci siamo immaginati da lontano, anzi, abbiamo giocato per anni davanti, sottoscritto compreso, a 100 persone, prima al Lungo Bisenzio e poi a Montemurlo, non scordiamocene. Nel frattempo in questi anni, abbiamo dato risposte alle numerose società del territorio che, anno dopo anno, fanno crescere bambini e ragazzi sui campi di calcio come nelle palestre e, nonostante qualcuno faccia finta di non saperlo, stiamo dando risposte definitive anche sul fronte piscine addirittura con la già avvenuta individuazione della ditta che farà i lavori per la olimpionica: un investimento notevole, cofinanziato dal Comune di Prato con 9 Milioni di Euro, oltre ai 6.5 di Pnrr”. Già, il mitico ed inafferrabile Pnrr, altro elemento che attizza la guerra degli stadi, che si sta scatenando in Toscana.
Luca Monti
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