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L’autoritratto dello Spadarino agli Uffizi uno dei capolavori della Collezione di Autoritratti

di Luca Monti
giovedì 16 Gennaio 2025 · 12:06 · 2 min di lettura
L’autoritratto dello Spadarino agli Uffizi uno dei capolavori della Collezione di Autoritratti

Nel mondo, molti conoscono la Galleria degli Uffizi a Firenze, ma pochi sanno che essa custodisce, non solo i capolavori di Botticelli, Michelangelo e tanti altri famosissimi artisti, ma anche gli autoritratti di molti di essi, in una collezione dedicata, che non ha nulla da invidiare a quella, forse più famosa, del Louvre. In questa pillola d’arte, vi propongo uno di questi autoritratti, quello di Giovanni Antonio Galli, detto lo “Spadarino” che nacque a Roma, il 16 Gennaio del 1585, dove morì il 17 agosto del 1652. Vi parlo di questo pittore, perchè rappresenta uno dei molti esempi di artisti, la cui fama è scomparsa nel tempo e sui quali, spesso, i critici si incartano letteralmente. Ecco quindi che la vita e la produzione artistica di Giovanni Antonio Galli, andrebbero “investigate” meglio, in quanto vi sono diversi elementi discordanti. Intanto, con il soprannome di Spadarino, viene conosciuto anche il fratello Giacomo, anch’egli pittore, ma soprattutto intagliatore e indoratore di soffitti e quindi si ha, spesso, una confusione di attribuzioni tra di loro. Ma I’aspetto più interessante sul quale, a mio avviso, il suo autoritratto potrebbe aprire nuove prospettive di ricerca, è quello del soprannome. Secondo la teoria più accreditata, esso deriverebbe dal fatto che pare fosse figlio di un fabbricante di spade senese, trasferitosi a Roma. Ma secondo me, invece potrebbe derivare dal carattere rissoso dell’artista, sempre pronto ad attaccar briga e a dare di spada appunto. A supporto di questa mia ipotesi vi è il fatto che egli, è stato in contatto per qualche tempo, con Caravaggio, del quale ben si conosce la vita, caratterizzata, anch’essa, dalla tendenza rissaiola che lo porterà anche ad uccidere Ranuccio Tomassoni. Ma soprattutto a confermarlo vi è proprio il suo autoritratto, realizzato intorno al 1625 e visibile, come accennato, nella Collezione degli Autoritratti degli Uffizi. In questo dipinto, Giovanni Antonio Galli, si raffigura, infatti, con in mano una tavolozza ed una spada, come se non volesse separarsi da essa, per averla sempre a disposizione in caso di bisogno. Ecco quindi che personalmente propendo per l’ipotesi che il soprannome Spadarino non sia dovuto all’attività del padre dell’artista, ma piuttosto alla propensione di quest’ultimo, ai duelli a colpi di spada.

Luca Monti

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