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L’Associazione Pro Vita e Famiglia chiede al Governo di impugnare presso la Consulta la legge regionale Toscana sul fine vita

di Luca Monti
mercoledì 12 Febbraio 2025 · 18:15 · 2 min di lettura
L’Associazione Pro Vita e Famiglia chiede al Governo di impugnare presso la Consulta la legge regionale Toscana sul fine vita

Con un comunicato stampa, l’Associazione Pro Vita e Famiglia chiede al Governo di impugnare presso la Consulta, la legge regionale Toscana sul fine vita. Ecco il testo del comunicato:

“La legge sul suicidio medicalmente assistito approvata dal Consiglio Regionale della Toscana, oltre che barbara e disumana, perché spingerà alla ‘morte di Stato, o meglio di Regione’ migliaia di malati, fragili, anziani, persone sole ed emarginate che si sentiranno un “peso” per i familiari e la società, è anche palesemente incostituzionale, perché pretende di legiferare su una materia che potrebbe essere affrontata solo dal legislatore nazionale. Chiediamo dunque al Governo, di impugnare immediatamente la legge toscana, con un ricorso in Corte Costituzionale, per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato sulla base delle motivazioni già esposte dall’Avvocatura dello Stato, quando si è espressa contro le iniziative regionali. Simili proposte di legge, infatti, sono state già respinte dai Consigli Regionali di Veneto, Lombardia e Piemonte. In gioco non c’è solo il rispetto della Costituzione, ma soprattutto la tutela delle vite più fragili, che dovrebbero essere difese, curate e accompagnate nella fase finale con vicinanza, cura e compassione, tramite un’applicazione effettiva delle cure palliative previste dalla Legge 38/2010.”

Aldilà delle considerazioni giuridiche, pur importanti, a farci propendere a favore delle tesi di Pro Vita e Famiglia, su questa legge regionale, vi sono anche considerazioni etiche e di opportunità. L’etica, sta ovviamente, nel non considerare in questa legge la vita di persone, anziane o malate, come degna di essere vissuta, cosa che alimenta la cultura dello scarto verso le persone, viste come non più produttive e ci domandiamo fino a che punto possa spingersi la legislazione a riguardo della vita umana. La questione di opportunità, sta, invece nel fatto che si rischia una sorta di triste “turismo dell’ultimo viaggio” con persone provenienti da altre regioni, che potrebbero venire in Toscana, a cercare la morte medicalmente assistita. Ed in questo caso la domanda è: può la Toscana, che come il Presidente della Regione, Eugenio Giani, sottolinea spesso, è stata il Primo Stato al mondo ad abolire la pena di morte, tanto che lo stesso Giani, è stato il principale promotore della festa della Toscana il 30 Novembre, per commemorare tale legge Leopoldina nel suo anniversario, diventare la prima regione dispensatrice di morte, medicalmente assistita?

Luca Monti

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