Il 24 Febbraio del 1844 nacque a Firenze, il pittore Raffaello Sorbi
Il 24 Febbraio del 1844 nacque a Firenze, il pittore Raffaello Sorbi. Si formò artisticamente, presso l’Accademia di Belle Arti, della quale diventerà, in seguito anch’egli docente. Conobbe il successo più nel resto d’Europa, che in Italia, dove veniva criticato per il suo stile improntato alla tradizione pittorica neoclassica e romantica, che lo porterà, addirittura a partecipare in maniera diretta, alla modifica in stile neo-gotico del maniero turrito della Tenuta I Bonsi, a Reggello. L’artista è poi considerato come il miglior ritrattista di Dante, avendolo raffigurato in moltissime scene biografiche, anche insieme all’amata Beatrice frutto proprio della sua volontà di rimembrare il passato glorioso della nostra Fiorenza, città, alla quale era legatissimo e dove morì il 19 Dicembre del 1931. L’opera che vi propongo in questa Pillola d’Arte, è: “Fidia che scolpisce la statua di Minerva per il Partenone” un olio su tela di cm 59 x cm 47 realizzato nel 1869 e passato all’asta da Wannenes, nel 2018 dunque di proprietà privata e non visibile. L’opera è molto interessante per la sua committenza. A commissionarla al Sorbi, infatti, fu lo scultore Giovanni Duprè, che essendo rimasto impressionato dalle statue del Partenone, viste al British Museum, durante un suo viaggio a Londra ed avendo saputo che a Firenze, vi era un pittore specializzato nella raffigurazione di capolavori dell’arte antica, volle andarlo a trovare nel suo atelier di pittura e gli ordinò, appunto, il dipinto. Raffaello Sorbi capì pienamente lo spirito del committente ed ha realizzato un vero e proprio capolavoro, nel quale, la statua di Minerva, appare oggetto di venerazione da parte sia di Fidia, sia della modella. Entrambi, infatti fissano la scultura, attendendosi quasi che essa parli, tanto appare piena di vita. La modella poi, ha assunto una posa di rispetto verso la statua, omaggiandola ulteriormente. Degna di nota, è anche l’ambientazione, con delle pelli di leopardo, che danno un tocco esotico del tutto fuori contesto, rispetto al periodo storico ed alla cultura di Fidia, così come appare stilisticamente incongrua, la scultura più piccola posta sul tavolo sullo sfondo quasi come un alter ego dello scultore in azione, ma che potrebbe essere interpretata, anche come un omaggio al committente anch’egli scultore, in fremente attesa di scoprire il capolavoro dell’antico maestro.
Luca Monti
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