Il 20 Marzo del 1592 nacque a San Giovanni Valdarno, il pittore Giovanni Mannozzi, detto Giovanni da San Giovanni.
Il 20 Marzo del 1592 nacque a San Giovanni Valdarno, il pittore Giovanni Mannozzi, detto Giovanni da San Giovanni. Si formò artisticamente presso la bottega di Matteo Rosselli. Lavorò prevalentemente in Toscana, sotto la protezione dei Medici, sin dai tempi di Cosimo II che nel 1616 gli commissionò per la decorazione di Porta Romana, un affresco avente a tema l’Allegoria di Fiorenza andato perduto, tranne qualche frammento nei depositi della soprintendenza, staccato negli anni ’50 quando venne realizzato il nuovo affresco tuttora visibile su Piazza della Calza, ma anche a Roma, venne apprezzato per la sua arte. Giovanni da San Giovanni morì a Firenze, il 9 Dicembre del 1636. L’opera che vi propongo in questa Pillola d’Arte è: “l’Amorino dormiente” un affresco ripreso da Caravaggio e visibile nel registro inferiore della facciata del palazzo Antellesi, in Piazza Santa Croce. L’affresco, è una copia fedele, a parte la tecnica differente, dell’omonimo dipinto di Caravaggio, realizzato nel 1608 proprio quando Giovanni da San Giovanni, muoveva i primi passi da artista nella bottega di Matteo Rosselli ed oggi visibile alla Galleria Palatina di Palazzo Pitti. L’affresco venne commissionato nel 1616 all’artista, da Filippo Antellesi, che era il proprietario del dipinto di Caravaggio, avendolo acquistato forse direttamente da quest’ultimo essendo anch’egli un cavaliere di Malta, come il Merisi. E forse, a spingere Filippo Antellesi, a far realizzare la copia del dipinto ad affresco, fu proprio la volontà di ricordare il confratello nell’Ordine di Malta, dopo la sua scomparsa. Oltretutto l’Amorino Dormiente, è stata una delle ultime opere del Caravaggio e dunque ben si prestava come epitaffio ideale dello stesso, da porre sulla facciata del palazzo. Inoltre l’espressione quasi sofferente e la posizione dell’amorino, con un’ala schiacciata, più che un essere dormiente, danno l’impressione di raffigurare qualcuno che sta per morire, rendendo il dipinto ed in seguito l’affresco di Giovanni da San Giovanni, quasi una premonizione del Caravaggio sulla propria morte.
Luca Monti
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