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Il 10 Aprile del 1492 nasceva a San Gimignano il pittore Vincenzo Tamagni

di Luca Monti
giovedì 10 Aprile 2025 · 15:47 · 2 min di lettura
Il 10 Aprile del 1492 nasceva a San Gimignano il pittore Vincenzo Tamagni

Il 10 Aprile del 1492 nasceva, a San Gimignano, il pittore Vincenzo Tamagni. Si formò artisticamente presso la bottega del Sodoma, col quale collaborò agli affreschi con la vita di San benedetto, nel chiostro dell’abbazia di Monte Oliveto Maggiore. Visse anche, in due periodi distinti, circa sette anni a Roma, dove collaborò anche con Raffaello, alle Logge vaticane. A parte questo periodo romano tuttavia, lavorò prevalentemente nel senese e nel pisano, anche se rimane aperta l’ipotesi di un suo soggiorno nel savonese, prima di far ritorno in Toscana da Roma, dove sarebbe stato ospite di un pittore ceramista, ivi documentato in quel periodo, tale Antonio Tamagni, anch’egli di San Gimignano e quindi forse suo parente. Vincenzo Tamagni, morì nel 1530 ma non sappiamo esattamente nè dove, nè in che data precisa. L’opera che vi propongo è: La «Madonna della Misericordia» un olio su tela di 195 x 146,5 cm realizzato intorno al 1527 e visibile presso il Museo Civico e Diocesano d’Arte Sacra, di Montalcino. L’opera venne realizzata per la chiesa del Corpus Domini, a Montalcino, ed il soggetto, la Madonna della Misericordia era molto popolare in quel periodo di transizione tra due secoli, caratterizzato da epidemie, fame e guerre. La Madonna della Misericordia, infatti, poneva l’accento sul ruolo di Maria, quale salvatrice dei popoli ed intermediaria presso Gesù, nel rapporto tra Dio e gli uomini. Ecco quindi che nell’iconografia di questa tipologia di Madonna, Maria, intercede in favore dell’umanità sofferente, accogliendo sotto il suo mantello protettore, le folle in preghiera che si rimettono a lei. In quest’opera, tuttavia, l’artista, anzichè la classica pala d’altare, utilizza la tela e rivede l’iconografia, rifacendosi ad una tradizione diversa, quella della Madonna della Misericordia, vista come protettrice non di una folla anonima, rappresentante un’intera comunità cittadina, ma solo dei membri di una confraternita di penitenti, in questo caso, forse la «Compagnia dei Bianchi» di Montalcino, della quale si ipotizza, possa essere stato lo stendardo.

Luca Monti

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