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Il 19 Aprile del 1881 nacque a Firenze, il pittore Raffaello Celommi

di Luca Monti
sabato 19 Aprile 2025 · 11:05 · 2 min di lettura
Il 19 Aprile del 1881 nacque a Firenze, il pittore Raffaello Celommi

Il 19 Aprile del 1881 nacque a Firenze, il pittore Raffaello Celommi. Si formò artisticamente presso il padre Pasquale, anch’egli pittore per poi iscriversi, a vent’anni, all’Accademia di Belle Arti di Roma. Nella Capitale, conobbe il ceramista Pier Giuseppe Di Blasio, che stimando le grandi qualità cromatiche dell’artista, avrebbe voluto collaborare con lui per realizzare una linea di ceramiche. L’artista, tuttavia gli dette una risposta negativa, motivandola con una frase che mi sembra molto interessante ed in un certo senso “michelangiolesca” conoscendo l’attaccamento del Buonarroti alla sua arte, la scultura:

“Non posso dipingere, per poi vedere mutare, a causa del fuoco, i colori che ho scelto”.

Insomma, una vera e propria dichiarazione d’amore alla pittura, che, appunto, Michelangelo, pur amando la scultura e non la pittura, avrebbe, certamente apprezzato. Raffaello Celommi, morì a Roseto degli Abruzzi (TE) il 3 Marzo del 1957. L’opera che vi propongo, in questa Pillola d’Arte è: “Riflessi sull’Adriatico” di proprietà privata e quindi non visibile. Si tratta di un olio su tela firmato e realizzato presumibilmente intorno al 1910. L’artista amava molto l’Adriatico ed in particolar modo la costiera abruzzese, che gli era stata fatta scoprire dal sopra citato suo amico ed estimatore, il ceramista Pier Giuseppe Di Blasio, che era nativo di Roseto degli Abruzzi, città nella quale l’artista si trasferirà abitandovi fino alla morte. In quest’opera, emerge tutto l’amore dell’artista per quel mare, unito ad una venatura dannunziana, nella raffigurazione degli scogli. Sappiamo, infatti, che “il Vate” anch’egli abruzzese ed all’epoca molto influente in campo culturale, amava trascorrere lunghi momenti di meditazione, seduto sugli scogli. Molto belli nell’opera sono poi i colori del cielo, specialmente nella parte bassa dello stesso, che paiono frutto dello spumeggiare delle onde, che si riflette sia sulla superficie marina, che sulle nuvole. Risulta quindi particolarmente azzeccato il titolo “Riflessi sull’Adriatico” che l’artista ha voluto dare a quest’opera.

Luca Monti

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