Il 25 Aprile del 1652 nacque a Firenze l’architetto e scultore Giovan Battista Foggini
Il 25 Aprile del 1652 nacque a Firenze, l’architetto e scultore, Giovan Battista Foggini. Si formò artisticamente, presso la bottega dello zio paterno Jacopo Maria Foggini, anch’egli scultore. A soli ventuno anni, Il Granduca Cosimo III dè Medici, lo mandò a Roma, per fargli frequentare l’Accademia Fiorentina, da poco istituita in quella città e che accoglieva le migliori giovani leve artistiche fiorentine, per dare loro l’opportunità di formarsi ulteriormente, nel confronto con lo stile romano. Dopo tre anni, tornò a Firenze ed iniziò ad affermarsi come scultore, per diventare nel 1685 scultore di corte, “Architetto Primario della Casa Serenissima” e direttore dei lavori della “Real Galleria e Cappella”. Lavorò prevalentemente in Toscana, ma recandosi ogni tanto a Roma, per mantenere i contatti con i vecchi amici ed aggiornarsi sulle novità stilistiche, soprattutto in campo architettonico, che di volta in volta si affacciavano sul panorama romano, così da offrire al Granduca, sempre il meglio con opere sempre diverse. Giovan Battista Foggini, morì, a Firenze il 12 Aprile del 1725. L’opera che vi propongo in questa Pillola d’Arte è: lo “Stipo dell’Elettore Palatino” realizzato nel 1709 e visibile presso il Museo degli Argenti di Palazzo Pitti. Si tratta di uno stipo in ebano, con pannelli ornati da rilievi di pietre dure, con ulteriori ornamenti, in bronzo dorato, con applicati frutti in pietre dure. Nella nicchia centrale, è raffigurato l’Elettore Palatino, Johann Wilhelm von Pfalz-Neuburg, sovrastato, sopra la volta, dallo stemma dei Medici e del Palatinato, a sostegno del quale vi sono due figure giacenti, anch’esse in bronzo dorato. Gli sportelli laterali inferiori celano armadietti con specchi e cerchi di putti danzanti in bronzo dorato, mentre quelli superiori celano cassettini con grottesche di madreperla. Sono presenti anche diversi cassetti nel plinto. Lo stipo venne eseguito nelle botteghe granducali e l’artista realizzò personalmente, la statua dell’Elettore e tutte le altre figure bronzee. Lo stipo che segna l’apice dell’artigianato fiorentino nel settore dell’ebanisteria, grazie proprio all’opera del Foggini, venne inviato a Dusseldorf, dal Granduca Cosimo III in dono alla figlia, Anna Maria Luisa, la quale in una lettera inviata al fratello Ferdinando, nel 1710 espresse il suo compiacimento per il bel dono ricevuto dal padre. Nel 1717 l’opera tornò, con Anna Maria Luisa, a Firenze, insieme agli altri suoi beni personali e da allora, è stata sempre conservata in Palazzo Pitti.
Luca Monti
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