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A Montevarchi «E’ solo un sogno» di Mauro Capitani

di Jacopo Massini
venerdì 5 Gennaio 2024 · 16:50 · 3 min di lettura
A Montevarchi «E’ solo un sogno» di Mauro Capitani

Mauro Capitani è un artista nato nel 1949 a San Giovanni Valdarno e che risiede e lavora attualmente a Terranuova Bracciolini. Dopo ben 25 anni dall’ultima volta, è tornato ad esporre i suoi dipinti in Valdarno, più precisamente a Montevarchi, con la mostra denominata “È solo un sogno”. Ecco di seguito i cinque dipinti, a parer mio, più significativi, importanti e coinvolgenti dell’intera collezione in mostra.

“Il Volo di Don Chisciotte nel tramonto”

Si tratta della rappresentazione del più celebre romanzo di Miguel de Cervantes, in cui viene raffigurato proprio il Don Chisciotte, mentre cade dal suo ronzino. Sullo sfondo è presente quella che sembra proprio essere Dulcinea del Toboso, nonché la donna di cui Don Chisciotte, si crede innamorato, poiché ogni cavaliere della letteratura ha bisogno, di regola, di una dama per la quale combattere. Nel tramonto si intravedono i celebri mulini a vento, che sono l’altro elemento fondamentale del racconto.

“Il volo di Icaro”


Anche qui un altro volo, con un significato ben diverso. Dedalo, infatti nella mitologia, è il costruttore del famoso labirinto del Minotauro e soprattutto padre di Icaro, che realizzò delle ali con delle penne e le attaccò ai loro corpi con la cera. Malgrado gli avvertimenti da parte del padre, di non volare troppo alto, Icaro, si fece prendere dall’ebbrezza del volo e si avvicinò troppo al sole facendo sciogliere la cera e cadendo di conseguenza nel mare, dove morì. In questo dipinto, Capitani, fa una rappresentazione precisa, coinvolgente e carica di adrenalina di questo mito.

“Sul nel cielo aperto”

Rimanendo in tema di volo, quest’opera di Capitani, alla quale si riferisce anche la foto di copertina ed a corredo dell’articolo, è una rappresentazione del blu del cielo, con delle linee bianche, che ricordano inevitabilmente dei gabbiani. Si tratta come spiega il titolo, di un cielo aperto, che porta in alto, sempre più in sù, fino quasi a diventare di un blu scuro/nero come se tutto si perdesse nel vuoto e nell’infinità dell’universo.

“Orfeo e Euridice”

Un altro mito, questa volta d’amore. Orfeo s’innamora, ricambiato, della ninfa Euridice, e i due si sposano. Ma il destino dei due amanti nasce sotto una cattiva stella. Come racconta Virgilio, nelle Georgiche, di Euridice, s’invaghisce anche il pastore Aristeo, che la insegue per farla sua e mentre scappa, Euridice, è morsa fatalmente da un serpente. Ed a destra, nell’opera di Capitani, vediamo infatti, una mano, che sembra essere proprio quella della morte, ronta a ghermire Euridice.

“Alto Valdarno”

Non potevamo che concludere con questo quadro, che presenta uno stile ben diverso rispetto agli altri, ma che di fatto rappresenta la suddetta Valle dell’Arno dall’alto. Con tanti colori, montagne, pianure, proprio a rappresentare la varietà paesaggistica di cui si compone il Valdarno. La mostra, o meglio, come recita, la locandina ufficiale “l’antologia di dipinti” di Mauro Capitani, dedicata a sua moglie Nuccia sarà visitabile, presso il Palazzo del Podestà, di Montevarchi, fino al 7 gennaio, con orario 10 – 19

Articolo e Ph. Jacopo Massini 

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