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Amarsi. L’amore nell’arte da Tiziano a Bansky. Sabato 2 Dicembre a Terni presentazione della nuova mostra a Palazzo Montani Leoni

di Andrea Macciò
giovedì 30 Novembre 2023 · 14:45 · 7 min di lettura
Amarsi. L’amore nell’arte da Tiziano a Bansky. Sabato 2 Dicembre a Terni presentazione della nuova mostra a Palazzo Montani Leoni

Sabato 2 dicembre presso Palazzo Montani Leoni a Terni, nell’ambito di Umbria Libri, presentazione della mostra “Amarsi” con la partecipazione del curatore Costantino d’Orazio e la moderazione di Angelo Mellone.

La mostra sarà poi inaugurata ufficialmente il 6 dicembre e aperta al pubblico dal 7 dicembre al 4  aprile 2024.

Dopo il successo riscosso dalla mostra Dramma e passione. Da Caravaggio ad Artemisia Gentileschi”, con oltre 26 mila visitatori, per l’appuntamento annuale con l’arte la Fondazione Carit ha scelto di concentrarsi esclusivamente su un tema molto caro alla città di Terni: l’Amore. La mostra è concepita come un omaggio a San Valentino (III-IV sec.), protettore degli innamorati e patrono di Terni.

Sappiamo che le celebrazioni del 14 febbraio, legate a San Valentino dopo la cristianizzazione della città di Terni, nascono da tradizioni e rituali riconducibili alle antiche popolazioni umbre che abitavano la zona prima dell’occupazione romana legate ai culti della fertilità, e successivamente alla ricorrenza romana dei Lupercalia.

Piazzale della Basilica di San Valentino, Terni Ph. Andrea Macciò

La rassegna propone un avvincente racconto che raccoglie le iconografie più note e appassionanti dedicate al sentimento che ha maggiormente ispirato gli artisti nel corso dei secoli. Dall’amore più puro, come quello di una madre per il proprio figlio, all’amore seducente, in cui per secoli Venere e Cupido hanno sedotto e condannato i cuori di uomini e donne, fino alle relazioni più problematiche e ambigue descritte dagli artisti del Novecento, il visitatore potrà immergersi in un percorso ricco di storie ed emozioni.

Le mostre “natalizie” della Fondazione Carit sono sempre di grande interesse e rigore scientifico. Vogliamo ricordare anche “Presenze artistiche in Umbria. I grandi maestri tra il Trecento e il Cinquecento” in mostra tra il dicembre 2018 e il febbraio 2019.

La mostra presentava alla città opere di autori umbri meno conosciuti al grande pubblico come il “Maestro di Cesi” “Il Maestro della Dormitio di Terni” il “maestro di Narni” e Piermatteo d’Amelia, autore a lungo identificato con l’anonimo “maestro dell’annunciazione Gardner” e la cui storia è stata ricostruita, grazie ai critici Roberto Longhi e Umberto Gnoli, solo negli anni Cinquanta del Novecento.

A Toscolano di Avigliano Umbro, vicino ad Amelia, è conservata un’edicola votiva con affreschi riconducibili a questo artista. Una sua importante pala oggi è conservata presso la collezione permanente del Museo Caos. In mostra anche autori più noti al grande pubblico come Pietro Vannucci detto il Perugino e Pinturicchio, con l’obbiettivo di portare l’attenzione sull’arte dell’Umbria meridionale in particolare e ricostruire i rapporti con la scena artistica toscana e romana del periodo.

Opere della mostra “Dramma e passione” 2022-2023 Ph. Andrea Macciò

Dramma e passione, che analizzava l’influenza del caravaggismo nella pittura del Seicento, preannunciava già il tema dell’edizione 2023-2024.

 

La mostra “AMARSI. L’Amore nell’Arte da Tiziano a Banksy”, a cura di Costantino D’Orazio, con la co-curatela e direzione di Anna Ciccarelli e con la collaborazione di Federica Zalabra, ha l’obiettivo di indagare l’iconografia del sentimento d’amore nella storia, dall’Antichità fino al XXI secolo. Una metamorfosi dello sguardo raccontata in circa 40 opere, tra pittura, scultura e ceramica, dalla mitologia greco-romana al Novecento.

Venere e Adone Tiziano

AMARSI sarà l’occasione per presentare per la prima volta al pubblico l’ultima opera acquisita dalla Fondazione Carit: una delle versioni più raffinate del dipinto “Venere e Adone” (1554 circa) della bottega di Tiziano Vecellio. Nella scena, tratta dalle Metamorfosi di Ovidio, il giovane Adone abbandona la dea Venere che si torce disperata nel tentativo di trattenerlo. Il richiamo della caccia è più forte dell’Amore che dorme placidamente sullo sfondo, sotto un albero. È l’alba, ma il cielo nuvoloso sembra presagire il dramma che tra poco avverrà: Adone verrà ucciso da un cinghiale, dal suo sangue nascerà il fiore dell’anemone.
Soggetto replicato più volte dalla bottega di Tiziano, sotto la supervisione del maestro, “Venere e Adone” arriva a Terni, che entra così a far parte di un circuito che collega la città a New York (Metropolitan Museum), Londra (National Gallery), Los Angeles (Getty Foundation), Washington (National Gallery) e Madrid (Museo del Prado), dove sono conservate le tele gemelle.

Andrea Gandini, San Valentino, settembre 2020 Ph. Andrea Macciò

L’esposizione si apre con un omaggio a San Valentino, protettore degli innamorati e patrono di Terni, che compare nel dipinto attribuito a Giambattista Volpato raffigurante San Valentino battezza santa Lucilla (Museo Civico, Bassano del Grappa), copia della grande opera di Jacopo Bassano, nel quale il giovane sacerdote restituisce la vista alla ragazza, a seguito della sua conversione al Cristianesimo. È uno dei tanti miracoli del santo, noto soprattutto per aver protetto coppie di innamorati ostacolate nella possibilità di vivere liberamente il loro sentimento.

In mostra i protagonisti dell’amore “pagano” Venere ed Eros, e di quello “sacro” che si afferma con l’iconografia cristiana rappresentata qua dalle opere di Pinturicchio. Se fino al Cinquecento l’amore passionale è quasi bandito dalla rappresentazione artistica, che si limita alla rappresentazione dell’amore materno delle Madonne con Bambino, nei secoli successivi l’immagine dell’erotismo e della sensualità tornano grazie all’escamotage delle scene arcadiche e mitologiche. In mostra opere di Tintoretto, Guido Reni, Fiasella, Tiarini e il Cavalier d’Arpino, già protagonista dell’esposizione del 2022.

Nell’Ottocento, con il bozzetto del celebro bacio di Hayez conservato presso  la Pinacoteca di Brera, l’amore torna a essere rappresentato nella contemporaneità con protagoniste persone comuni. Nelle opere del Novecento, dal ritratto della moglie di Balla ai “manichini” di De Chirico, precursori in un certo senso del dibattito odierno sull’intelligenza artificiale e il cosiddetto transumanesimo, ai cuori di Mario Schifano ai segni erotici dedicati alla poetessa Saffo di Burri fino alla bambina alla quale è stato sottratto un palloncino a forma di cuore, la celebre Balloon Girl di Bansky, sarà possibile indagare come la rappresentazione dell’amore sia diventata da un lato più esplicita nell’ambito dell’erotismo, ritornando in qualche modo alle origini, dall’altra più complessa, inquieta, concettuale, riflettendo le contraddizioni e le caratteristiche dell’epoca contemporanea.

È curioso notare come nelle opere moderne compaia l’iconografia oggi associata al cuore, di origini molto antiche, ma quasi assente dalle immagini artistiche fino al Novecento.

La mostra del 2023-2024 ha scelto un tema di grande interesse: in un mondo dove ormai da anni di amore si parla sempre meno, e sempre di più di conflitti, guerre, morte, malattie, delitti, relazioni tossiche, e nel quale si torna a dibattere sul possibile ruolo “educativo” dell’arte ritornando in qualche modo a quel periodo che troveremo rappresentato nella mostra nel quale la rappresentazione erotica e passionale dell’amore era bandita, non c’è di meglio che un excursus tra l’arte e i maestri del passato per renderci conto come l’amore sia un sentimento eterno, ma le modalità di viverlo e rappresentarlo mutino con i tempi e la società., non necessariamente in modo lineare: solo di recente, come abbiamo sottolineato, l’arte ha riscoperto la rappresentazione esplicita delle origini dell’erotismo.

La mostra “Amarsi” rafforza inoltre l’immagine di Terni come la “città dell’amore” e di San Valentino, oggetto negli ultimi mesi e anni di un grande investimento simbolico per renderla attraente e permettere a turisti e visitatori di scoprire le bellezze artistiche e naturali.

Costantino d’Orazio presenterà la mostra

La mostra sarà aperta al pubblico dal 7 dicembre al 4 aprile, fino al periodo di Pasqua

Martedì e mercoledì 15, 30-9,30

Dal giovedì alla domenica 9-13 e 15, 30-19, 30

Palazzo Montani Leoni, Corso Tacito 49

Ingresso gratuito

Andrea Macciò

 

 

 

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