Consegnata al Museo Abatellis di Palermo, la “Trinità” dello Starnina sequestrata mentre stava per essere illegalmente esportata
Si è conclusa nel pomeriggio di ieri, 6 Agosto, con la consegna al Museo Abatellis di Palermo, per renderla fruibile al pubblico, l’odissea giudiziaria della “Trinità” dello Starnina (Gherardo di Jacopo, detto lo Starnina. Firenze tra il 1354 ed il 1360 – Ante 1413). A consegnare l’opera nelle mani dell’Assessore Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, presso la sede del Museo Abatellis, è stato il Comandante del Nucleo per la Tutela del Patrimonio Culturale di Palermo, come si vede nella foto di copertina e a corredo dell’Articolo. Il dipinto su tavola, era stato sequestrato al valico di frontiera di Ventimiglia, grazie alla segnalazione tempestiva dell’Ufficio Esportazione della Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Palermo, su alcune irregolarità documentali relative all’opera, che era stata venduta per circa 500.000 Euro ad un gallerista d’arte straniero, risultato in buona fede, dalla famiglia proprietaria, malgrado il vincolo all’esportazione, esistente sulla stessa. Esaurito l’iter giudiziario con la decisione della Cassazione, l’opera è stata dunque confiscata ed assegnata all’Assessorato Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana che l’ha infine destinata, al Museo Regionale Abatellis, dove sarà resa visibile al pubblico. Il dipinto è una raffinata tavola a fondo oro, raffigurante la Trinità, dominata dalla figura di Dio Padre benedicente, con la colomba dello Spirito Santo ed il Cristo Crocifisso, che testimonia l’importanza e la varietà, delle esperienze artistiche maturate dall’artista, tra la sua Firenze e la Spagna. Lo Starnina, infatti, allievo dapprima di Agnolo Gaddi e successivamente di Antonio di Francesco da Venezia, più conosciuto come Antonio Veneziano, soggiornò per un periodo a Toledo e Valencia, dove assimilò i modelli figurativi del gotico internazionale, che poi diffuse a Firenze, ottenendo importanti commissioni e lasciando un segno profondo nella cultura pittorica fiorentina, facendola uscire dal giottismo, del quale in gioventù era stato uno dei protagonisti ed aprendo la strada, alle generazioni di artisti che pochi decenni dopo, daranno vita, al Rinascimento.
Luca Monti
Ph. Carabinieri Nucleo per la Tutela del Patrimonio Culturale di Palermo
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