“E quindi?” di Vito Gurrado, una domanda che si fa forma

18 Febbraio 2026 pubblicato in Piazza Arte


Nell’universo plastico di Vito Gurrado, la scultura polimaterica di dimensioni contenute ma di sorprendente monumentalità interiore, intitolata: “E quindi?” si erge come un archetipo, un enigma primordiale che interroga lo spettatore più di quanto si lasci interpretare, rappresentando una delle sintesi più compiute della ricerca di questo artista sull’origine, sulla metamorfosi e sull’ambigua natura dell’umano. La massa sferica, dalla quale la figura sembra emergere non è un semplice volume, ma un corpo vivo, tellurico, percorso da incisioni e cavità, che evocano cicatrici geologiche, sedimentazioni, memorie remote. È una sorta di “mondo embrionale” un luogo in cui la materia ancora non è stata costretta in una forma definitiva, ma vibra di possibilità trasformative. Da questa matrice affiora una figura allungata, essenziale, quasi rituale: un essere che appare insieme antico e futuro, insomma, una figura totemica sospesa tra l’umano, il divino e il mitologico. Già nel titolo: “E quindi?” l’opera è una lama sottile: non descrive, non spiega. Piuttosto amplifica l’interrogazione che la scultura stessa pone. È il momento dell’emersione, dell’atto in cui la coscienza affiora da ciò che l’ha generata e chiede, con un misto di innocenza e sfida, quale sia il senso del passo successivo. Partendo da questa analisi del suo titolo, si comprende come l’opera, parli del destino dell’uomo, di quel passaggio fragile e vertiginoso tra origine e cammino, tra materia e spirito. Il dorato, in questa scultura, non è decorazione, non è arricchimento estetico o valoriale, ma risonanza: richiama l’alchimia, la trasmutazione, l’idea che la materia, attraversata dal gesto dell’artista, possa elevarsi, diventare simbolo. Nell’espressione artistica di Vito Gurrado, infatti, la luce non riveste per attirare l’attenzione, ma svela arcani segreti, che riposano nei cassetti della memoria di ciascuno di noi. L'”E quindi?” di Vito Gurrado, diventa dunque una domanda che si fa forma, un varco spazio temporale, più che un oggetto. Un frammento del mistero dell’esistere che il Maestro Gurrado riesce, ancora una volta, a rendere tangibile con sorprendente intensità. Esposta al Vito Gurrado Museum presso Banca Generali Private a Bari, all’interno del progetto multidisciplinare “Home of Art” l’opera dialoga naturalmente con il contesto contemporaneo della ricerca artistica internazionale, nel quale si inserisce come una presenza meditativa, capace di parlare tanto al visitatore colto, quanto a chi, senza strumenti specialistici, avverte tuttavia, dentro di sé, l’urgenza emotiva che la scultura trasmette, a chi la osserva con sguardo scevro da pregiudizi estetici, dettati dal proprio gusto personale. Se, infatti osserviamo un’opera d’arte, senza lasciarci condizionare da ciò che ci piace, o ci pare corretto, scopriremo che le nostre percezioni aumenteranno, facendo al contempo migliorare le nostre conoscenze artistiche ed aprendoci a nuove scoperte, come appunto le sculture polimateriche del Maestro Vito Gurrado.

Luca Monti





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