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E se il crollo dell’impero economico della Ferragni, fosse dovuto all’intelligenza artificiale?

di Luca Monti
venerdì 5 Gennaio 2024 · 20:13 · 4 min di lettura
E se il crollo dell’impero economico della Ferragni, fosse dovuto all’intelligenza artificiale?

Sta tenendo banco da settimane la vicenda legata al pandoro della Balocco, sponsorizzato da Chiara Ferragni, che ha avuto e sta avendo ripercussioni pesanti sui conti correnti della influencer più importante d’Italia. Oltre alla multa milionaria inflittale per pubblicità ingannevole dall’Autorità competente ed all’indagine della Guardia di Finanza in corso, infatti la Ferragni, è alle prese con rescissioni a catena di remunerativi contratti di sponsorizzazione, l’ultimo dei quali con la Coca Cola, per uno spot televisivo che sarebbe dovuto partire proprio a gennaio e che a questo punto non verrà mai realizzato, con perdite multimilionarie per l’influencer, tanto che qualcuno dice che la sua carriera potrebbe essere alla fine. Nessuno sa come si siano svolti i fatti in questione, altrimenti non ci sarebbe stato bisogno di un’indagine giudiziaria, ma molte sono state le ipotesi formulate, su quale possa essere stato il fattore scatenante di questa tempesta mediatica, che ha travolto la Ferragni. Indubbiamente da parte sua, a pesare sulla bilancia sono state avidità superbia e superficialità, con quest’ultima in particolare che ha fatto venire meno la prudenza, provocando questa frittata. Ma altrettanto indubbiamente, vi sono stati fattori ed interessi esterni molto rilevanti che hanno contribuito alla caduta del personaggio. Stiamo parlando dell’intelligenza artificiale che forse potrebbe far saltare il banco, non solo alla Ferragni, ma a tutti gli influencers, a livello mondiale. Pochi sanno, forse, che dal 2020 l’industria legata, appunto, all’intelligenza artificiale, ha messo sul mercato i cosiddetti CGI (computer generated influencer) vale a dire delle vere e proprie Chiara Ferragni, ma digitali e naturalmente virtuali, ciascuna con le proprie caratteristiche “psicofisiche”. Il primo esperimento, appunto nel 2020 è stato a cura dell’organizzazione mondiale della sanità, che ha coinvolto Knox Frost, per divulgare messaggi informativi sul coronavirus. Ovviamente Knox Frost, pur avendo dei profili social, nei quali dichiarava di avere vent’anni e di essere di Atlanta, non esisteva e non esiste tuttora, se non su un monitor, ma, già all’epoca, come si vede nella foto di copertina ed a corredo dell’articolo, i suoi post su Facebook, collezionavano oltre 30mila, “mi piace”. Da allora sono passati quasi quattro anni e la tecnologia ha sfornato una decina di Ferragni, ovviamente virtuali, che collezionano già milioni di followers, in tutto il mondo e sono ormai pronte a prendere il posto delle colleghe umane, con un notevole risparmio per le aziende che si trovano dei “personaggi” completamente gratuiti, ai quali far sponsorizzare i loro prodotti. Possiamo quindi affermare che gli influencer virtuali rappresentano il trend del momento perchè vivono nel metaverso, che ormai è la dimensione dove si trovano i giovani, da sempre i soggetti preferiti dai pubblicitari ed offrono numerosi vantaggi per le aziende rispetto agli influencer tradizionali. Per prima cosa, non c’è il rischio che abbiano una cattiva reputazione alle spalle, come sta succedendo adesso alla Ferragni e non crediamo che sia un caso, ma al contrario sono spesso portavoce di cause sociali, o pseudo tali, essendo virtuali, ma in ogni caso, ottimi veicoli per diffondere messaggi graditi alle aziende che li impiegano, in secondo luogo sono totalmente controllabili da parte dei brand, ma soprattutto, come detto, sono a costo zero per le imprese, che non devono più pagare contratti milionari ad esseri umani. Insomma, chissà che la Coca Cola, non aspettasse altro che il pandoro Balocco, per disfarsi della Ferragni e sostituirla con una sua influencer digitale. Ma soprattutto ad essere stata colpita, in questa vicenda, è anche la credibilità di un’azienda come la Balocco, appunto, molto importante in Italia, ma che a livello mondiale, è il classico vaso di coccio fra vasi di ferro e quindi facilmente scaricabile insieme alla sua influencer di riferimento. In buona sostanza, se fossimo degli influencers, cominceremmo a temere di perdere il lavoro.

Luca Monti

 

1 commento

  1. Il problema è che il posto lo stanno perdendo anche i giornalisti. Anche se, pensando a Mentana, Molinari e Severgnini, questo non sembra necessariamente un male..

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