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Il celebre gallerista Nino Mier chiude tutte le sue quattro gallerie di Los Angeles

di Luca Monti
venerdì 24 Maggio 2024 · 14:10 · 2 min di lettura
Il celebre gallerista Nino Mier chiude tutte le sue quattro gallerie di Los Angeles

Nino Mier, giovane gallerista, che dopo aver aperto nel 2015, la sua prima galleria a Los Angeles, ne ha aperte altre tre in quella città, tre a Bruxelles e due a New York, avrebbe deciso, secondo fonti vicine allo stesso imprenditore, di chiudere le quattro location nella città californiana, mantenendo le attività negli altri cinque spazi, in Belgio e nella “Grande Mela”. Secondo uno dei portavoce della galleria, la decisione, sarebbe dovuta alla maggiore importanza, attribuita via via dall’azienda, alle sedi di Bruxelles e New York. Tuttavia secondo il sito specializzato statunitense Artnet, la decisione, sarebbe, invece, da ricercare nel fatto che un’inchiesta della giornalista d’arte Julia Halperin, pubblicata sulla rivista Art Newspaper, il mese scorso, avrebbe evidenziato, grazie alle testimonianze di quattro ex addetti alle vendite delle gallerie di Los Angeles, la manomissione delle fatture di vendita delle opere, per lucrare sulle parti spettanti agli artisti. Questa manomissione di fatture, avrebbe riguardato ventuno operazioni di vendita, per una discrepanza valoriale pari a circa 31Mila Dollari. Ma questo fenomeno, potrebbe essere più esteso e di vecchia data, cosa che è stata confermata, anche dall’artista Louise Bonnet tra i truffati, che ha lasciato la Galleria Mier, già nel 2022, per farsi seguire da Max Hetzler e da Gagosian. L’artista, ha dichiarato, infatti sempre su Art Newspaper: “Appare particolarmente ripugnante, essere ingannati, manipolati e derubati, da qualcuno il cui modello di business, è impostato sul darti l’idea, che si prenderà cura di te.” In questo mese hanno abbandonato la galleria, anche i pittori Jake Longstreth e Dashiell Manley, mentre continuano a collaborare con Mier, artisti acclamati, quali: André Butzer, Joanne Greenbaum, Jansson Stegner e Nicola Tyson. Insomma, le ombre di presunte pratiche scorrette, nei confronti degli artisti da essa curati, si stanno addensando sulla Galleria Mier e chissà, che davvero la chiusura dei quattro punti vendita di Los Angeles, non rappresenti l’inizio del tramonto di questo gruppo imprenditoriale, che sembrava in rapida ascesa nel mondo delle gallerie d’arte internazionali.

Luca Monti

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