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Il fuoco di Abra ha illuminato il cielo di Firenze

di Luca Monti
mercoledì 3 Settembre 2025 · 21:48 · 3 min di lettura
Il fuoco di Abra ha illuminato il cielo di Firenze

Si è svolta all’imbrunire di ieri, Martedì 2 Settembre, nella splendida cornice della terrazza dell’hotel Il Tornabuoni, nell’omonima Via, celebre per le grandi firme dello shopping, la performance artistica, a chiusura della mostra di Abra, artista bolognese, conosciuta come la scultrice del fuoco. La mostra inaugurata l’8 maggio scorso ed intitolata, appunto: “Sculture del Fuoco” è stata voluta, dal General Manager de Il Tornabuoni, Marco Del Lama, appassionato d’arte.

In mostra le opere realizzate tra il 2024 e gli inizi di quest’anno, che hanno reso davvero unico per qualche mese l’hotel, attraverso l’installazione delle stesse anche sulle scale, con suggestivi giochi di luci e colori.

Le sculture di acciaio, di Abra, il cui nome nell’antica Grecia, era associato a una divinità femminile dell’acqua e della luce, spesso rappresentata come una ninfa che poteva predire il futuro, con la loro lavorazione, che prevede la forgiatura con saldatrice e fiamma ossidrica e la colorazione a fuoco vivo vogliono, infatti, esaltare proprio la luce come simbolo di vita spirituale, attraverso il dono del fuoco, fatto da Prometeo agli uomini, dopo averlo rubato agli dei.

E parlando di uomini, dunque di umanità, non potevano mancare oltre agli astratti, anche i soggetti antropomorfi, che spaziano da una maschera, dal sorprendente risultato estetico che rende il volto simile ad una ceramica, che potrebbe raffigurare proprio Prometeo, avvolto dalle fiamme, ad una maschera carnascialesca veneziana, che pare nascondere un volto femminile dal colore argentato, a sottolineare la dolcezza femminile, in contrapposizione al fuoco maschile.

Parlando di maschere, non può mancare lo specchio, che è l’oggetto magico che aiuta a velare, o al contrario, a svelare, il nostro vero io interiore e che lasciando a ciascun osservatore il compito di risolvere l’arcano di chi vi sia raffigurato realmente, è, in questo caso senza il vetro.

Ma veniamo alla performance finale di ieri, sulla terrazza dell’albergo alla quale si riferiscono la foto di copertina ed i brevi video seguenti, che si è svolta con l’artista abbigliata come un’antica vestale del tempio accompagnata da un’altra donna, parimenti vestita e suonatrice di tamburo, trasformando lo spazio fisico dell’ambente circostante in qualcosa di diverso, oseremmo dire trascendente e metafisico.

Insomma Abra, ha colpito nel segno, con le forme delle sue opere, che lanciano molteplici messaggi spirituali, abbracciando e mettendo in connessione col loro simbolismo incrociato, Occidente ed Oriente mondi entrambi ricchi di arte e cultura, che oggi la geopolitica, pare voler separare a tutti i costi. Ci piace considerare l’Arte del Fuoco di Abra, dunque, come una fiamma di pace e di speranza, che brilla armoniosa e splendente, in un mondo buio e dilaniato dalla paura della guerra.

Articolo e Ph. Luca Monti

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