Il pittore Hypnos chiama il mondo dell’arte a difesa di Vittorio Sgarbi
Vittorio Sgarbi, può piacere o meno, ma è certamente il più grande critico d’arte italiano ma soprattutto è uomo di grandissima cultura e riteniamo che sia, una volta tanto nel panorama politico istituzionale del nostro Paese, la persona giusta al posto giusto, come Sottosegretario alla Cultura. Da qualche tempo, però, viene attaccato con critiche strumentali, in onore a certa subcultura sinistroide, che ha in spregio la cultura vera e la meritocrazia, nutrendosi di ominicchi messi su poltrone distribuite a caso, solo per garantire loro laute prebende. Prima, infatti, c’è stata la polemica sulle sue prestazioni professionali a pagamento, come critico d’arte, con la scusa di una presunta incompatibilità col ruolo istituzionale da lui rivestito, ma evidentemente e doverosamente chiusasi con un nulla di fatto, in quanto non vi è alcun conflitto d’interessi tra i due ruoli e soprattutto come sottolineato dallo stesso Sgarbi, a sua difesa, perché una conferenza o una presentazione di una mostra da parte sua non dovrebbero essere retribuite, se sono da sempre la sua professione. Quanti politici svolgono altre professioni e si fanno giustamente retribuire per il loro lavoro? A meno che non si pretenda un impegno politico h24 da chi ricopre un ruolo istituzionale, ma questo andrebbe esplicitato e regolato con apposita legge, alla quale personalmente saremmo contrari, ma questo argomento ci porterebbe fuori tema e richiederebbe uno spazio più ampio rispetto ad un articolo. Tornando a Sgarbi, adesso viene accusato di aver esposto a Lucca, due anni fa, nella mostra “I pittori della luce” da lui curata, un’opera rubata, alla quale si riferisce la foto di copertina ed a corredo dell’articolo. L’accusa ci sembra quantomeno “astratta” per utilizzare un termine artistico, in quanto ci appare impossibile che Vittorio Sgarbi, per la sua esperienza nel settore e le sue conoscenze in campo politico istituzionale, non sia in possesso della lista delle opere rubate, diffusa anche online, dal Nucleo Tutela Patrimonio Culturale dei Carabinieri, alla quale, ormai, è abbonato anche il più piccolo e modesto antiquario di provincia, per evitare eventuali acquisti illegali. Risulta altamente improbabile quindi che un dipinto rubato, possa entrare nel catalogo ed essere esibito in una mostra curata da Sgarbi. Molto più probabile, come ha dichiarato ieri il critico, proprio a Lucca, dove si trovava insieme al Presidente della Regione, Eugenio Giani, in visita ad una mostra su Canova, che il quadro esposto in mostra fosse una copia diversa, rispetto a quella rubata nel 2013 in Piemonte, della “Cattura di San Pietro” del pittore senese del ‘600 Rutilio Manetti, il cui originale si trova in Vaticano. Ma la novità, in questo caso, è rappresentata dal fatto che Hypnos, famoso pittore romano, ha preso posizione in difesa di Vittorio Sgarbi, facendo una sorta di appello al mondo dell’arte a fare lo stesso, con una lettera aperta che pubblichiamo di seguito. Ecco cosa dice Hypnos: «Caro mondo dell’arte, attraverso la tela della controversia, rivolgo le mie parole con fervore a difesa di Vittorio Sgarbi, una figura titanica nel panorama critico. In mezzo alle nebbie di accuse immeritate, mi ergo come Hypnos, devoto all’arte e alla verità. Sgarbi è stato avvolto in un’intricata rete di insinuazioni, un complotto che minaccia di offuscare il suo impegno e la sua dedizione all’arte. Disseminare dubbi sulla provenienza di “La cattura di San Pietro” di Manetti, è un affronto alla sua integrità artistica. Non vi è prova concreta che giustifichi l’ombra che si cela dietro queste affermazioni, eppure il nome di Sgarbi, è trascinato nell’abisso della diffamazione. La mia mente, come un pennello audace, dipinge la difesa di Sgarbi, con tratti decisi. L’accusa di furto è un’opera di finzione, un tentativo di cancellare il contributo immenso che Sgarbi, ha portato al mondo dell’arte. Le modifiche artistiche, come quella della candela, sono pratiche comuni nel regno creativo, distorti ora per alimentare il sospetto. Non lasciamoci, quindi, ingannare da coincidenze montate ad arte. Invito il mondo artistico a discernere tra la verità e la finzione, a scrutare oltre il velo dell’ingiustizia che minaccia di offuscare la stella di Sgarbi. Che questa lettera sia un grido di resistenza contro il turbine di malintesi. Sgarbi merita giustizia artistica, libera da accuse infondate. La sua luce creativa non deve essere offuscata dall’oscurità del sospetto. Con devozione artistica, Hypnos»
Luca Monti
Il venerdì degli esodi si trasforma in incubo stop ai treni tra Pisa e Livorno
Il primo venerdì d’agosto, data particolarmente calda, non solo per il clima ma anche per la classica corrispondenza con l’inizio della vacanze…