La chiave di Milot a Lecce apre il futuro
Grande successo all’Accademia di Belle Arti di Lecce, per un percorso espositivo dedicato, non solo all’arte, ma anche alla storia di quell’istituzione, che ha richiamato numerosi visitatori, artisti, studenti e personalità del mondo della cultura. L’iniziativa, che si è articolata nelle mostre: “Outside the Academy. Alumnae & Alumni” , “Generazioni 1930-1979” , “Nascita di Venere” di Salvatore Spedicato e “The Key of Lecce”, a cura di Massimo Guastella, rappresenta un importante omaggio alla tradizione artistica dell’Accademia e al contributo offerto dai suoi ex allievi nel panorama culturale contemporaneo. Al vernissage, erano presenti il Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Lecce, prof. Nunzio Fiore, il Presidente dell’Accademia, on. Nicola Ciracì, il Presidente del Consiglio della Regione Puglia, dott. Toni Matarrelli, e Patrizia Staffiero, insieme a numerose autorità e rappresentanti del mondo dell’arte. La mostra ripercorre l’evoluzione storica dell’Accademia e il suo profondo legame con il territorio, valorizzando il percorso umano e professionale di artisti che hanno trasformato la formazione ricevuta a Lecce, in una significativa esperienza creativa e culturale. Un evento che conferma il ruolo centrale dell’Accademia di Belle Arti di Lecce, nella promozione dell’arte e della cultura contemporanea. Particolare rilievo in questo progetto artistico, assume The Key of Lecce 2026, la monumentale opera in acciaio corten di 230 x 120 x 150 cm e dal peso di 700 kg, realizzata dall’artista internazionale Alfred Mirashi, meglio conosciuto con lo pseudonimo di “Milot” entrata a far parte del patrimonio dell’Accademia di Belle Arti di Lecce, alla quale si riferisce la foto di copertina ed a corredo dell’articolo. La grande chiave in acciaio si inserisce nel celebre ciclo delle “Keys” opere monumentali installate in diverse città del mondo, dall’Albania, Paese d’origine di Milot, alla Cina e divenute simbolo di dialogo, inclusione e incontro tra culture differenti. L’arrivo a Lecce, di questa nuova Chiave di Milot, assume un significato particolarmente suggestivo. Nella capitale del Barocco città che ha saputo trasformare la pietra in arte e bellezza, The Key of Lecce, diventa, infatti, metafora di apertura verso il futuro mantenendo vivo il dialogo tra memoria, identità e innovazione culturale. Un messaggio che ben si armonizza con la missione dell’Accademia e con la vocazione artistica e culturale internazionale della città salentina. La presenza di Milot, a Lecce, poi, ci riguarda e ci esalta come fiorentini, per l’ennesimo traguardo artistico, da lui conseguito, dopo quello di essere stato l’unico artista della nostra città, invitato alla Biennale di Venezia.

Nella foto sopra, scattata dal celebre fotografo Michele Stanzione, vediamo Milot, col bozzetto di Key of Lecce, nel suo studio proprio a Firenze.
Luca Monti
Ph. Michele Stanzione
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