La mostra sul Beato Angelico a Palazzo Strozzi è stata votata la migliore del 2025 in Italia

2 Gennaio 2026 pubblicato in Piazza Arte


La mostra “Beato Angelico” curata da Carl Brandon Strehlke, Angelo Tartuferi e Stefano Casciu, divisa tra Palazzo Strozzi ed il Museo Nazionale di San Marco, inaugurata il 26 settembre 2025 e che si concluderà il 25 gennaio, è stata scelta come migliore mostra d’Italia, nella categoria arte antica e moderna, da una giuria di oltre cento addetti ai lavori tra: antiquari, artisti, critici, curatori, direttori di musei, galleristi, giornalisti, storici dell’arte ed uffici stampa. Ecco in ordine alfabetico i prestigiosi nomi dei membri della giuria e le loro rispettive qualifiche:

Giampaolo Abbondio, gallerista; Fabrizio Ajello, artista; Giuliana Altea, associata di Storia dell’Arte Contemporanea, Università di Sassari; Francesca Antonacci, gallerista; Giulia Aurigemma, ordinaria di Storia dell’Arte Moderna, Università di Chieti; Susanna Bagnoli, giornalista, ufficio stampa Fondazione Pisa; Francesca Banchelli, artista; Ilaria Baratta, giornalista, caporedattrice Finestre sull’Arte; Giorgio Baratti, antiquario; Laura Barreca, critica e storica dell’arte, direttrice Museo Civico di Castelbuono; Valentina Bernabei, giornalista; Luca Bertolo, artista; Donatella Biagi Maino, associata di Museologia, Università di Bologna; Andrea Bianconi, artista; Nicola Bolla, artista; Paolo Bolpagni, storico dell’arte, direttore Fondazione Ragghianti; Maria Bonmassar, giornalista, ufficio stampa Maria Bonmassar; Stefano Brachetti, direttore Rocca di Gradara; Sergio Campagnolo, giornalista, fondatore e direttore ufficio stampa Studio Esseci; Caterina Caputo, storica dell’arte; Daniela Caracciolo, storica dell’arte, ricercatrice Università del Salento; Massimiliano Caretto, antiquario; Maurizio Cecchetti, giornalista; Fulvio Cervini, ordinario di Storia dell’Arte Medievale, Università di Firenze; Tristana Chinni, giornalista; Michele Chiossi, artista; Paolo Coen, ordinario di Museologia, Università di Teramo; Vittoria Coen, storica dell’arte, docente Accademia di Belle Arti di Macerata; Floriana Conte, storica dell’arte, associata di Storia dell’Arte Moderna, Università di Foggia; Milena Cordioli, storica dell’arte, docente Accademia di Belle Arti Santa Giulia; Giorgio Dellacasa, storico dell’arte; Luisa Derosa, storica dell’arte, ricercatrice Università di Foggia; Pietro Di Loreto, giornalista, direttore Aboutartonline; Pietro Di Natale, storico dell’arte, direttore Fondazione Ferrara Arte; Alberto Fabbiano, giornalista, ufficio stampa Lara Facco; Vincenzo Farinella, storico dell’arte, ordinario di Storia dell’Arte Moderna, Università di Pisa; Fabrizio Federici, storico dell’arte, ricercatore Università di Firenze; Marco Ferri, giornalista; Ada Patrizia Fiorillo, associata di Storia dell’Arte Contemporanea, Università di Ferrara; Andrea Fontanari, artista; Sabino Frassà, curatore, responsabile Premio Cramum; Pietro Gaglianò, curatore, critico d’arte; Cristina Galassi, storica dell’arte, direttrice Scuola di Specializzazione in Beni Storico Artistici, Università di Perugia; Giorgia Gastaldon, critica d’arte, ricercatrice Università dell’Insubria; Ilaria Gianni, curatrice, fondatrice di Iuno – centro di ricerca per l’arte contemporanea; Federico Giannini, giornalista, direttore responsabile Finestre sull’Arte; Alessandra Giannotti, associata di Storia dell’Arte Moderna, Università di Siena; Francesca Anita Gigli, giornalista, content creator; Massimo Guastella, associato di Storia dell’Arte Contemporanea, Università del Salento; Axel Hémery, direttore Pinacoteca Nazionale di Siena; Marco Horak, storico dell’arte; Laura Iamurri, ordinaria di Storia dell’Arte Contemporanea, Università Roma Tre; Antonio Iommelli, direttore Musei Civici di Palazzo Farnese, Piacenza; Kamilia Kard, artista; Stefano L’Occaso, direttore Palazzo Ducale, Mantova; Antonio Lampis, direttore settore cultura Provincia Autonoma di Bolzano, già direttore generale musei MiBACT; Gabriele Landi, artista; Damiano Lapiccirella, gallerista; Angelo Loda, funzionario storico dell’arte, Soprintendenza di Brescia; Teresa Macrì, critica d’arte, curatrice, docente Accademia di Belle Arti di Roma; Tiziana Maffei, direttrice Reggia di Caserta, consigliere ICOM Italia; Simona Maggiorelli, giornalista, direttrice Left; Elena Magini, curatrice, coordinatrice dipartimento ricerca Centro Pecci Prato; Patrizia Mania, critica d’arte, associata di Storia dell’Arte Contemporanea, Università della Tuscia; Pietro Cesare Marani, storico dell’arte; Lucilla Meloni, critica d’arte, docente di Storia dell’Arte Contemporanea, Accademia di Belle Arti di Roma; Mauro Minardi, storico dell’arte; Raffaella Morselli, ordinaria di Storia dell’Arte Moderna, Università di Roma La Sapienza; Francesco Occhinegro, antiquario; Marinella Paderni, curatrice, docente Storia dell’Arte Contemporanea, Accademia di Belle Arti di Bologna; Daniele Panucci, curatore, ricercatore Università di Genova; Caterina Paparello, storica dell’arte, ricercatrice Università Ca’ Foscari Venezia; Marta Paraventi, giornalista, storica dell’arte, docente Accademia di Belle Arti di Macerata; Clarice Pecori Giraldi, art advisor, consigliera Gruppo Apollo; Emanuele Pellegrini, ordinario di Storia dell’Arte, Scuola IMT Alti Studi Lucca; Simone Pellegrini, artista; Beatrice Peria, storica dell’arte, docente Accademia di Belle Arti di Roma; Eva Perini, imprenditrice, presidente Sentiment of Beauty odv; Ludovico Pratesi, curatore, critico d’arte; Carlo Pratis, gallerista; Simone Raddi, giornalista, ufficio stampa Studio Esseci; Adriana Rispoli, curatrice; Massimiliano Rossi, ordinario di Museologia, Università del Salento; Giorgia Salerno, conservatrice, Museo MAR Ravenna; Marta Santacatterina, giornalista; Davide Sarchioni, curatore; Giovanni Sassu, storico dell’arte, già direttore Musei di Rimini; Tiziano Scarpa, scrittore; Luca Siracusano, associato di Storia dell’Arte Contemporanea, Università di Teramo; Maria Rosa Sossai, curatrice, ricercatrice; Jacopo Suggi, giornalista, curatore; Angelo Tartuferi, storico dell’arte; Antonello Tolve, critico d’arte, docente Didattica dell’Arte, Accademia Albertina di Torino; Marco Tonelli, critico d’arte, curatore, docente Accademia di Belle Arti Foggia; Paolo Torriti, storico dell’arte, ricercatore Università di Siena; Patrizia Tosini, ordinaria di Storia dell’Arte, Università di Roma Tre; Alessandra Troncone, curatrice Quadriennale di Roma 2025; Francesca Velani, direttrice Lubec; Stefania Ventra, storica dell’arte, associata di Museologia, Università Ca’ Foscari Venezia; Riccardo Venturi, critico d’arte; Giulio Verago, curatore; Cecilia Vicentini, storica dell’arte, ricercatrice Università E-Campus; Eugenio Viola, critico d’arte, curatore Padiglione Italia Biennale di Venezia 2022; Rossella Vodret, storica dell’arte; Massimiliano Zane, progettista culturale, consulente attuazione PNRR Cultura Regione Veneto; Giulia Zanichelli, giornalista; Luca Zuccala, giornalista, direttore Artslife; Catia Zucchetti, gallerista.

Di fronte ad un verdetto stilato da questo vero e proprio parterre des rois, del mondo dell’arte, non si può contestare niente, anche perchè, in effetti, il livello della mostra è davvero molto alto. Tuttavia, vogliamo evidenziare due aspetti che non ci sono piaciuti. Il primo, è del tutto soggettivo, in quanto riguarda i nostri gusti personali e dunque non incide minimamente sulla qualità della mostra. Stiamo parlando della suddivisione in due spazi dell’esposizione, cosa che a noi, non entusiasma molto, preferendo allestimenti in un solo luogo per non disperdere i visitatori facendoli andare in due siti distinti. Comprendiamo inoltre che, nel caso del Beato Angelico, tale scelta, si è resa quasi obbligatoria, visto che la maggior parte della produzione di questo grande artista, si trova proprio in San Marco ed una mostra, a lui dedicata e svincolata da quel museo, avrebbe avuto poco senso. Il secondo aspetto, invece, ci appare più oggettivo. Stiamo parlando dell’esposizione della statua di Kaws, intitolata: “The Message” nel corteo di Palazzo Strozzi. In questo caso, ci sembra una forzatura perché inserire una scultura nell’ambito di una mostra di pittura, non ha, a nostro avviso, molto senso, ma soprattutto per la blasfemia che tale scultura rappresenta, che svilisce, se non addirittura offende l’arte sacra del Beato Angelico. Come si vede nella foto seguente, infatti, la figura che rappresenta l’angelo, è chiaramente provocatoria, apparendo come uno yeti, ma soprattutto gli occhi ed il naso, hanno un’evidente connotazione fallica. Inoltre se si presta attenzione alla prospettiva, si può notare come il telefonino che esso impugna, ricorda un’ampolla e quindi il contesto dà l’idea di uno yeti che versa il proprio seme, per fecondare la Vergine Maria.

Insomma questa ci pare una brutta caduta di stile, oltretutto fatta realizzare da un artista come Kaws, che molti critici definiscono in forte calo per la ripetitività e la totale assenza di messaggio trasmesso nelle sue opere e che forse proprio in risposta a questo, ha voluto intitolare la scultura “The Message” e che resta l’unica macchia di questa mostra.

Luca Monti





Aiutaci a restare liberi da vincoli, fai una donazione a Fiorenza Oggi



Rimani aggiornato e commenta le notizie

entra nel gruppo whatsapp di Fiorenza Oggi



FIORENZAOGGI Testata periodica ai sensi dell’art. 3-bis del Decreto Legge 103/2012

direttore responsabile Tristano Quaglia

direttore editoriale Luca Monti

redazione@fiorenzaoggi.eu

editore Associazione Nuova Rinascenza C.F. 96476870587 via Ghibellina 42 FIRENZE 50122