La strana idea di democrazia partecipata del Comune di Firenze sul taglio dei pini in Viale Redi
Stiamo assistendo, in questi giorni, anzi, in queste notti, ad un vero e proprio braccio di ferro, tra il Comune di Firenze, intenzionato a tagliare i cinquanta pini di Viale Redi ed i comitati di cittadini, che si stanno opponendo con presidi, sempre più numerosi, allo scempio di quelle alberature. Fin qui, nulla di nuovo sotto il sole, o sul fronte orientale, parafrasando modi di dire celebri, visto che situazioni del genere sono capitate spesso a Firenze e non solo.

La novità sta nella reazione del Comune di Firenze, che anzichè fare una sana autocritica, accompagnata da un passo indietro e magari da una spiegazione sul perchè si vuole tagliare anche quegli alberi, come se in città ne fossero rimasti poi chissà quanti, diffonde una nota stampa con la quale evidenzia il costo economico della protesta, peraltro poche migliaia di euro che probabilmente incidono per lo 0, sul bilancio comunale. Insomma, secondo il Comune di Firenze, chi protesta rappresenta un costo per la comunità, anzichè un valore, in quanto sentinella della democrazia e fautore di una vera partecipazione alle scelte, da parte dei Cittadini, che, in quanto contribuenti e dunque pagatori degli stipendi dei politici, andrebbero ascoltati.

Questi Cittadini, non stanno sprecando soldi pubblici, con le loro proteste, ma stanno dicendo, ciò che è sotto gli occhi di tutti, ormai, vale a dire, il fatto che la nostra città, sta perdendo poco a poco, tutto il suo patrimonio arboreo tra tagli ed eventi climatici e che, in particolare, proprio la zona del Viale Redi, è afflitta dal fenomeno delle isole di calore, i cui dati, sono noti, anche al Comune di Firenze e quindi occorre rivedere la gestione del verde pubblico.

Evidentemente, però ormai di democratico il PD, ha solo il nome e forse è per questo che sta subendo batoste elettorali importanti. Persino nel Regno Unito, la gente si sta stancando della monarchia, stando ai sondaggi diffusi in quel Paese, nel giorno dell’incoronazione di Re Carlo III, mentre qui in Italia, che è una Repubblica, chi ha il potere, agisce da piccolo monarca assoluto. In particolare, ci piacerebbe sapere, perchè in un viale costellato di pini aldilà della scelta di abbatterli, il Comune di Firenze, li vuole rimpiazzare con dei gingko biloba, che, con tutto il rispetto, non sono piante autoctone. Sarebbe come se al posto dei pini, sulla celebre cartolina di Napoli, col Vesuvio sullo sfondo, ci fossero dei bambù. Anche la tipicità delle piante fa parte della cultura e dell’identità di una città Signor Sindaco, e non crediamo che le piacerebbe una siffatta cartolina partenopea, a meno che, oltre all’idea di favorire a tutti i costi, l’immigrazione umana, non esista anche un’ideologia di immigrazionismo arboreo. A quando le accuse di specismo, verso chi preferisce il cipresso alla mangrovia?
Luca Monti
Ph. Stefano Giannattasio
Grazie per questo articolo veramente acuto che rispecchia il sentire di moltissimi di noi cittadini e la frustrazione di vedere Firenze desertificata. A meno che il sindaco lasci passare l’estate un po’ più fresca ai residenti che verranno arrostiti al veleno di inquinanti da traffico… Io sto in campagna, nel verde, eppure ho partecipato per 3 notti perchè vogliamo manutenzione del nostro verde bene comune! Non abbattimenti scriteriati.
Ma scusate, Roma è invasa dai pini, non vedo perché Firenze dovrebbe avere alberi diversi tipici del Mediterraneo.