L’arte è alla buccia, tra il “Melone Tagliato” e non pagato e la “Banana” pagata milioni e mangiata
La scorsa settimana, Bloomberg, ha riportato la notizia che un imprenditore immobiliare italiano, non avrebbe ancora pagato Christie’s per la vendita record di giugno del capolavoro di Jean Baptiste Siméon Chardin “Il Melone Tagliato” dipinto nel 1760 al quale si riferisce la foto di copertina e a corredo dell’articolo. La natura morta, che mostra, appunto, un melone maturo e tagliato accanto ad un grappolo di pesche, insieme a due bottiglie, una brocca ed una bacinella, era stata venduta per 28,7 Milioni di Dollari, pari a 26,7 Milioni di Euro, più del doppio della stima iniziale. Ora Christie’s ha citato in giudizio l’offerente vincitore un investitore immobiliare italiano trentanovenne, chiedendogli di pagare l’acquisto fatto, oltre agli interessi. Bloomberg, ha anche riferito che l’imprenditore in questione avrebbe, oltre a quello con la casa d’aste, debiti milionari con un ex socio in affari e che i legali di quest’ultimo, hanno affermato che il creditore sta “facendo il corridore” espressione da noi letteralmente tradotta dall’inglese di Bloomberg, che sta comunque a significare, in modo chiaro, la volontà di sfuggire alle proprie responsabilità. L’episodio aldilà delle sue implicazioni legali, che sono ovviamente soggettive, fa male all’immagine dell’Italia all’estero, facendoci passare per truffatori, ma evidenzia anche come nel nostro Paese, che ha sempre avuto il primato mondiale in campo artistico, oggi prevalga l’idea americana che l’arte sia solo uno strumento finanziario, da usare con spregiudicatezza come in questo caso. Purtroppo quest’idea malsana dell’arte, è stata di recente sdoganata definitivamente proprio da un artista italiano Maurizio Cattelan, con la banana venduta per milioni di Dollari e poi mangiata, in evidente spregio alla povertà, dal suo acquirente. Possiamo quindi dire, che oggi, tra meloni tagliati e non pagati e banane mangiate e pagate milioni, “l’arte è alla buccia.” Se vogliamo ridare sostanza e vita ad un frutto ormai morto, occorre quindi iniziare a riapprocciarsi all’arte, alla “Maniera Italiana” con la consapevolezza che la sua vera funzione come ci insegna la tradizione medievale, è quella di portare cultura, attraverso la fruizione estetica, che deve essere alla portata di tutti e non “consumata” e resa banale, brutta e volgare da pochi eletti, o presunti tali.
Luca Monti
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