L’Ecce Homo di Giulio Nencini alla Santissima Annunziata
24 Marzo 2026 pubblicato in Piazza Arte
È in corso di svolgimento nella Sagrestia della Madonna, nel complesso basilicale della Santissima Annunziata la mostra “Ecce Homo” di Giulio Nencini.

Si tratta della prima mostra personale di questo artista 28enne, che si propone di mostrare la fragilità umana, in dialogo ideale con la santità, rappresentata dai vari soggetti quali San Michele Arcangelo, cui si riferisce la foto seguente.

Ogni soggetto, infatti, viene rappresentato da Giulio Nencini, non secondo l’iconografia classica, ma in modo post umanistico. La figura di San Michele Arcangelo, infatti appare quasi come una macchina umanoide col volto ionico, come unico elemento umano. Questo binomio rappresenta la preoccupazione dell’artista, per l’avvento di tecnologie, sempre più invasive, che rischiano di trasformare l’uomo spirituale in macchina inanimata, incapace di provare empatia verso gli altri.

“Falso Compianto di Stato” cui si riferisce la foto sopra, rappresenta, invece, una critica pungente, all’ipocrisia imperante nella società contemporanea, ammantata di finto buonismo e di falsa moralità, ma in realtà intrisa di materialismo ateo, che pone Dio e Cristo, soprattutto, in un angolo privato possibilmente poco visibile, per non turbare lo scorrere frenetico della vita consumistica.

“La Conversione di Sant’Agostino, della foto sopra, mostra invece, un percorso inverso rispetto a quello di San Michele Arcangelo evidenziando la sofferenza interiore che accompagna la consapevolezza di dover uscire dalla propria condizione umana legata alla materia, per trascendere verso lo Spirito.

Vi ssono poi opere, messe in dialogo estetico e metafisico, con oggetti sacri come una reliquia, nella foto sopra, o come una raffigurazione in miniatura dell’Agnus Dei.

Ci piace poi anche il dialogo tra la Vergine Maria, che appare su uno specchio rotto, che rappresenta il dolore per la morte di Gesù e quest’ultimo raffigurato crocifisso ad una sorta di cancellata.

insomma, questa mostra, a differenza di altre che trattano il tema dell’arte sacra in modo provocatorio allo scopo di dissacrarla si propone, invece di evidenziare proprio le brutte insite nella natura umana, per metterle a confronto con la bellezza del Divino, per far capire come l’umanità, debba finalmente evolversi, per passare dall’Ecce Homo dei Vangeli, che introduce la passione di Cristo ad un Ecce Homo diverso, col quale ogni uomo si riconosce fratello di tutti gli altri per arrivare finalmente alla Pace su questa terra.
Luca Monti