Quella di ieri sera da Christie’s a New York è stata un’asta da record con vendite per 1,1 Miliardi di Dollari
19 Maggio 2026 pubblicato in Piazza Arte
Quella di ieri, 18 Marzo, è stata una notte magica che entrerà nella storia delle aste d’arte. Da Christie’s a New York, infatti, si è superato il Miliardo di Dollari di aggiudicazioni, con ben tre record personali per altrettanti artisti. Il top lot, della serata, è stato infatti, il “Number 7A” di Jackson Pollock, aggiudicato per ben 181,2 Milioni di Dollari (diritti d’asta inclusi) diventando così la quarta opera d’arte più costosa al mondo. Il precedente record di Pollock, in un’asta, stabilito nel 2021 era di 61,2 Milioni di Dollari e quindi l’artista, ha triplicato il proprio valore.

Si tratta di un’opera, dalle dimensioni monumentali, avendo una lunghezza di ben 3 metri e 34 cm realizzata nel 1948 ad olio e smalto su tela, considerata la prima vera opera astratta di Pollock, nella tecnica del dripping, che diventerà tipica dell’artista, e proveniente dalla collezione della famiglia di magnati dei media Newhouse, una delle maggiori al mondo. L’opera, appena realizzata, era stata regalata dall’autore al fotografo Herber Matter, che l’aveva ceduta ai collezionisti Kimiko e John Powers, che a loro volta, l’avevano rivenduta ai Newhouse.
Il secondo miglior risultato dell’asta, è quello ottenuto da “Danaide” una scultura in bronzo dorata e patina nera, alta 27 cm e raffigurante una testa, scolpita intorno al 1913 dall’artista francese di origine rumena Constantin Brancusi, che è stata venduta per 107,6 Milioni di Dollari (diritti d’asta inclusi) superando il precedente record dell’artista di 71,2 Milioni stabilito nel 2018. In questo caso le valutazioni di Brancusi, sono salite di oltre il 30%. L’opera è considerata quella che segna la nascita della scultura moderna, attraverso la sua radicale semplicità ed astrazione e diventerà un modello, anche per i ritratti scultorei dei futuristi italiani, nei due decenni successivi. La statuetta ritrae Margit Pogany, artista ungherese che Brancusi incontrò a Parigi nel 1910 e divenne la sua musa ispiratrice. La donna, è stata raffigurata da Brancusi, esaltando i suoi tratti distintivi, grandi occhi e capelli raccolti, disegnati in forme essenziali e circolari, ispirate anche all’arte buddhista ed alle antiche sculture greche, come fa ben capire il titolo dell’opera: “Danaide” appunto, che si riferisce alla mitologia greca delle Danaidi, anche se l’artista nel realizzarla si è concentrato sull’essenza spirituale della modella e su quella formale della scultura, piuttosto che sulla narrazione drammatica del mito.

Al terzo posto, si è classificata l’opera “No. 15 (Two Greens and Red Stripe)” realizzata nel 1964 dal pittore americano Mark Rothko, che è stata aggiudicata per 98,4 Milioni di Dollari (diritti d’asta inclusi).Anche in questo caso, sia pur in modo meno eclatante delle altre due opere, l’asta di ieri, ha segnato il nuovo record dell’artista, superando quello del 2012 di 86,9 Milioni di Dollari. Si tratta di un olio su tela di 236,22 x 175,26 cm, caratterizzato da una tavolozza scura e satura di verde, nelle tonalità dello smeraldo e della giada divise da una vivida striscia rossa, su uno sfondo viola e blu oltremare, che rappresenta una transizione chiave nello stile di un artista ormai maturo che sta virando verso toni più introspettivi e cupi, rispetto a quelli usati fino ad allora. Interessante notare che l’opera, ha avuto una sola proprietaria, che l’aveva acquistata direttamente dall’artista nel 1967 conservandola in casa fino all’asta di ieri. Non stiamo parlando di una proprietaria qualsiasi, ma di Agnes Gund, presidentessa emerita del MOMA di New York, da lei guidato effettivamente dal 1991 al 2002 e con una collezione che conta oltre duemila opere di artisti molto famosi.

Ci fa piacere rimarcare poi, per quest’ultima opera una singolare coincidenza. L’asta di ieri, infatti, cade proprio nel periodo in cui si sta svolgendo, a Firenze, fino al 23 Agosto prossimo una retrospettiva diffusa su Mark Rothko, con sedi in tre diversi luoghi iconici, del centro della nostra città: Palazzo Strozzi, Museo di San Marco e Biblioteca Medicea Laurenziana. Quale migliore occasione per conoscere le opere di un artista, le cui valutazioni, da ieri, sfiorano i 100 Milioni di Dollari, semplicemente comprando un biglietto della mostra e facendo quattro passi per Firenze, senza bisogno di prendere l’aereo per andare nei numerosi musei esteri, presso i quali “risiedono” abitualmente i dipinti di Mark Rothko?

Luca Monti